sabato 16 aprile 2022

CINEMA SAMUELE - "IL MIO DISCO PIÙ POP, CON BOLOGNA NEL CUORE" - IL CONCERTO


Il palco prima del concerto

"Il mio disco più pop, con Bologna nel cuore"……e sold out è stato, finora, nel tour.

   Il Samuele magico del 3 dicembre 2020, all’Alcatraz di Milano, in live streaming, si è ripetuto a Bologna, al Teatro EuropAuditorium e ci ha regalato, in presenza, la prima gioia di Cinema Samuele.

“E mi dispiace tu stia
Per scendere a questa fermata
Respiro frammenti di vita volanti nell'aria……” ( apre con “Pixel”)

   A quella fermata (dallo streaming dell'Alcatraz) non siamo scesi, lo abbiamo continuato a seguire, lo abbiamo cercato fra concerti sospesi, lockdown, interviste e presenze in tv e radio. Proseguendo quel percorso che ci ha portati qui a provare queste nuove emozioni.

   Si può correre il rischio, noi lo corriamo volentieri, di sembrare un poco sopra le righe nel parlare della bellezza di questo concerto, ma gli elementi ci sono stati tutti. L’amata Bologna, una band allargata con “i suoni pieni e giusti”, un pubblico senza età, una scaletta musicale selezionata per la serata, la novità dei video alle spalle a completare l’opera.

    Cinema Samuele, dopo la prima di Fermo, poteva avere inizio. E questi film dell’album li abbiamo visti, dopo averne assaggiati tanti spezzoni. La lunga scaletta, bis compresi, ha lasciato una carica di gioia energetica e vitale che farà bene a tutti i presenti, così come crediamo produrrà gli stessi effetti nei concerti a seguire. Perché Samuele nel corso dei trent’anni ha raccolto il “suo” pubblico che via via cresce, sia in qualità che in quantità. Si impara a gustarne i contenuti, vecchi e nuovi perché c’è una sorta di continuità, ancorché evoluta nella scrittura musicale e poetica, ma anche nei temi trattati nei quali, chi lo segue, trova conferma nella scelta di continuare, insieme a lui, un percorso comune.

                                                         il palco e il pubblico

   La conferma arriva con le tante canzoni, scriviamo senza ordine di scaletta, che hanno reso la serata unica…..fino al prossimo incontro.  Coccodrilli, Le mie parole, L’Intervista, Chicco e Spillo, Il pescatore di asterischi, Lo scrutatore non votante, Freak, En e Xanax, Spaccacuore.

   Poi ci sono perle brillanti, a dir poco meravigliose, anche in quei brevi passaggi gli amanti della musica veramente raffinata hanno apprezzato con lunghissimi applausi. Parliamo in particolare delle note finali di “Cattiva” e “Ferragosto”,  canzoni poco conosciute e che hanno anche poco spazio nelle programmazioni radio-televisive.

   In scaletta, naturalmente, c’è anche “Il mostro”, ma, questo pezzo noi lo vogliamo legare, anche se sono stati cantati in momenti diversi nel concerto, a “Harakiri”.

   Però partiamo da “Il mostro”. Per chi l’avesse persa o la voglia risentire, aggiungiamo qui il link (https://www.facebook.com/watch/?v=10154612811603439)  in cui Lucio Dalla, evocato più volte durante il concerto, parla per la prima volta de “Il mostro”, “senza questa canzone non sarei qui…… è il motore di tutto”, ha detto tante volte Samuele.

   Anche se lo si ascolta tante volte, fa sempre piacere ascoltare Lucio che parla del primo Samuele e di quando vide, in quel ragazzo che lo accompagnava nei tour vendendo gadget e magliette, quello che aveva dentro, quello che aveva espresso con questa canzone. Aveva intravisto tutte quelle potenzialità che avrebbe dispiegato in seguito e che in parte lui stesso ha contribuito a rafforzare.  

  Noi pensiamo, con una interpretazione molto personale, che “Harakiri” sia l’altra faccia del mostro proiettata dopo trent’anni dentro la società attuale e Lucio avrebbe amato profondamente questa canzone.

                                       il fondo del palco con i video

  Intanto i contenuti proiettati sullo sfondo durante la performance di “Harakiri” hanno liberato dalla camicia di forza, in cui il video ufficiale su yuotube-vevo, stringevano/costringevano fin troppo i versi della canzone. Infatti le immagini associate durante il concerto hanno sciolto i lacci della camicia di forza e quelle braccia libere ne sono espressione e bellezza. Poi pensiamo che i versi “come se si spalancasse un sipario”, racchiudano e rinviino ad un campo di significati  sconfinati e liberatori cui poter attingere.

 È stata pure intensa l’interpretazione delle due canzoni, ma quella  performance a raiduesocialclub, del 17 marzo scorso, è stata molto bella. Samuele ha trovato l’intesa con i musicisti durante l’esecuzione, c’erano pure Tony Pujia alla chitarra e Stefano Cenci al piano elettrico e Stefano recita il brano mentre suona. Poi nello stacco musicale prima della chiusa del brano quei tre tocchi al piano elettrico hanno richiami evocativi sublimi, forti che hanno toccato anche Samuele durante quella interpretazione.

                         Il ritornello di Replay con i cellulari in mano

   Poi, tornando al concerto, Samuele ha mostrato tutta la sua semplicità, che ha in sé tanta profondità, in alcuni passaggi parlati, esplicativi nella ispirazione originaria di “Replay”, ”Le Abbagnale” e “Dispotici (Ti sto vicino)”, suonati di seguito e molto apprezzati da tutto il pubblico.

   Poi quella sorta di colonna sonora che è diventata “Giudizi universali” ha chiuso il concerto con tutto il pubblico a cantare “potrei ma non voglio fidarmi di te…..” con  applausi che non finiscono più.

                                           La standing ovation finale

   Andiamo a chiuderlo questo pezzo con il meritato ruolo dei musicisti e dei tecnici a cominciare da Tony Pujia (chitarre), Stefano Cenci (tastiere), Silvio Masanotti (chitarre), Marco Rovinelli (batteria), Michele Ranieri (cori, chitarra, percussioni, “un po’ a tutto”), Davide Beatino (basso), Alessandro Gwis (pianoforte e tastiere). Un richiamo particolare per Bruno D'Elia, curatore dei video, con immagini sapientemente associate a situazioni evocate da Samuele durante alcune interviste fatte, nel tempo, in tv ed nelle radio, in questi due anni. In particolare, durante “Il tiranno”, sono forti i richiami, all’attualità. Molti, fra tutti i presenti, non avranno potuto fare a meno di pensare al crudele, violento e sconcertante infermo/macello ucraino. Le immagini associate a "Distopici (Ti sto vicino)" rinviano alla foresta amazzonica in fiamme cui pensava Samuele quando il brano era “in costruzione”.

 

Salvatore Spallina

Pochi secondi di un video con i telefonini nel ritornello di Replay

https://youtu.be/iOg-wO1Uhjw


 

martedì 15 febbraio 2022

DIRITTI CIVILI, MUSICA, IMPORTANTI MOMENTI CULTURALI DI CRESCITA

 


La 3B del 2002-2003 ritratta nella foto del quinto anno al Liceo Luigi Einaudi


   Leggendo un articolo sullo spettacolo musicale durante l’intervallo della partita del Super Bowl americano, del 14 febbraio del 2022, mi sono soffermato sulla performance di Eminem, un cantane bianco americano che ha eguagliato e messo in fila fior di rapper neri quando era all’apice del suo successo. Insomma uno tostissimo. I suoi testi ed i suoi successi li ho approfonditi intorno al 2002, anno in cui è uscito un suo album e lui stesso ha prodotto “8 Mile”, un film che lo vide protagonista in pratica della storia della sua vita. Uno dei brani di Eminem dentro il film è “Lose Yourself”.


                       Eminem nello spettacolo del Super Bowl del 14 febbraio 2022

    La canzone è del 2002.  Nello spettacolo del Super Bowl Eminem ha riproposto lo stesso brano, “Lose Yourself”, di vent'anni prima aggiungendo il gesto dell’inginocchiarsi in segno di protesta contro il razzismo. Questo gesto lo aveva adottato Colin Kaepernick, un campionissimo di questo sport. Ha cominciato ad inginocchiarsi, seguito poi da altri sportivi, per manifestare solidarietà, appoggio,  consenso a chi era,  rimasta/o vittima di violenze da parte della polizia o per il mancato rispetto di diritti civili. Colin Kaepernick continuò nel suo atteggiamento di protesta fino a pagarne il prezzo più alto, nessuna squadra di Football americano per paura di ritorsioni da parte di grandi sponsor l’ha più ingaggiato. Eminem in più di una occasione gli ha reso omaggio per il suo coraggio ed al Super Bowl  con la scelta del suo brano, mettendosi in ginocchio, ha voluto ancora gridare forte il suo no al razzismo.


                Eminem si inginocchia durante la performance

   Sto scrivendo queste note perché insieme alla 3B dell’anno scolastico 2002-2003, al Liceo Scientifico Luigi Einaudi di Siracusa, quando uscì  il film “8 miles” andammo a vederlo. In classe tanti ragazzi imitavano Eminem per quel suo modo di portare il berretto in testa e la felpa col cappuccio sopra il berretto. Alcuni di questi ragazzi tenevano la felpa in testa durante tutte le ore scolastiche ed anche fuori dalla scuola. Con tutti i ragazzi della classe andammo  alla prima del film, a Siracusa, al cinema Vasquez, e dopo due giorni affrontammo in classe, con un dibattito, i temi centrali del film ed anche il modo di fare musica dei rapper (fra metrica musicale, improvvisazione, temi e proteste sociali tradotti in musica, free-stile ed altri elementi che caratterizzavano la musica rap di quel tempo).

   Il tema centrale della canzone, fra una lunga strofa ed un’altra è quello riproposto da Eminem l’altra sera.

 

"E' meglio che ti perdi nella musica, nel momento,
ti appartiene, meglio che non te lo lasci mai sfuggire,
hai solo un’opportunità, non perdere la tua occasione di esplodere,
questo tipo di chance arriva una sola volta nella vita."


Salvatore Spallina


Nel link che segue, tutto l’intervallo musicale a metà gara del Super Bowl: 

https://www.youtube.com/watch?v=gdsUKphmB3Y

In questo a seguire:

https://www.youtube.com/watch?v=0-9mDUCEzQM

Eminem - Lose Yourself, in una versione (8D audio) molto bella.

In questo ultimo link alcuni del gruppo sul palco de "La strada per l'Einaudi" per ricordare il compagno di classe Carmelo Vinci

 https://www.youtube.com/watch?v=qAiX0VGlVYE 


venerdì 21 gennaio 2022

QUANDO LA FORM(O)A SA DI ORIGINALE......LA RICERCA CONTINUA


Bruno Formosa


Bruno Formosa-Autoritratto-Questo si, iu sugnu




In vetrina alla Mondadori di viale Teocrito

   L'artista è ormai pronto a sfornare una nuova creazione come un bel nuovo LP, in vinile classico, da poggiare sul primo piatto della consòle, in preascolto, per sentire se è accoppiabile, sotto tanti profili, con quello che in platea il "suo" pubblico sta ballando. Perchè prima di “passarlo”  è giusto che le sequenze, il ritmo, il sound siano consoni all'atmosfera che  è riuscito a creare o se non sia il caso, in base all'ora, all'umore, all'adrenalina che si è venuta a condensare nei presenti, di modificare qualcosa nell'ambito della serata.

   In questa sorta di parallelo che stiamo descrivendo il nostro artista oramai si orienta, nella messa in opera delle "sue creature", in base alla vena creativa del momento sia per oggetti inanimati, sia per paesaggi urbani che per le persone. 



Una delle ultime opere - Abbandonatemi qui

   Notiamo che continua a crescere il successo che si riscontra sia tra gli aficionados che fra gli altri semplici fruitori di queste originalissime creazioni. Poi, dopo insistenze varie, l'autore ha deciso di esporre, più di qualcuna di queste opere nella libreria Mondadori di Viale Teocrito, di Annalisa Sansalone, a Siracusa. 

 Sulla forma d'arte non abbiamo la competenza per esprimere pareri appropriati. Qui ci limiteremo ad esprimere pensieri soggettivi, "condivisi" con i molti, tanti che cominciano ad apprezzarne i lavori. Vogliamo rendere conto, anche giornalisticamente, delle impressioni, delle battute, degli sfottò, degli assensi e degli allusivi dissensi che questo, oramai, vasto pubblico esprime verso queste opere.


In sala alla Mondadori

 Noi che conosciamo lo Spirito dell'artista, da illo tempore, da quando alla richiesta, perentoria, se mai avesse sentito parlare dello Spirito assoluto di Hegel, prontamente, ma con educazione, rispose: "il solo spirito di cui conosco l'esistenza è lo spirito di patate", crediamo e pensiamo di comprendere cosa è che spinge questo artista ad esprimersi in questa forma d'arte.




Visto dall'artista Giorgio Bianca


   
                                                     Vicini di casa vicini. Vicini vicini

   

   

Fra i libri alla Mondadori

   D'altronde il nostro autore è abbastanza conosciuto e famoso per le abilità che lo contraddistinguono dal punto di vista artistico, sia per l’amore nei riguardi della musica (diffondendola a piene mani) come DJ che come puro divulgatore.  Tutt’oggi, sulle onde di radioregione100.it, ogni settima, al lunedì, dispensa gran bella musica di vari generi con un programma Cult (noi ne siamo appassionati ascoltatori), Messday, Musica dai confini di un mondo senza confini. 

  Inoltre il nostro artista è un amante della satira, di arguti sketch storici in radio e tv, di battute estrose, di sivu( confrontare la voce "sivu" in "PER DIRLA IN BREVE" di Bruno Formosa e di Gaetano Gallitto (che Dio l'abbia in gloria), “Piccola guida incompleta, imprecisa e fallibile per viandanti sperduti a metà strada fra la lingua siciliana e quella italiana, con la presentazione di Dario Vergassola e la partecipazione di Renzino Barbera”, come riporta la prima di copertina di questo libro di Emanuele Romeo Editore.

                                     
Sabrina sbarazzina

  Fra altre cose, ha scritto un libro che è un “interessante giallo/rosa dalle sfumature rosse, grigie e fucsia, corredate da humor nero ma all'arma bianca”, “L'INCASTRO” edito da Ycama che ha avuto un discreto successo.

 Poi con lo pseudonimo Furbo Sormona, una sorta di avatar, su fb, pubblica e ragiona di varie amenità. Paladino e difensore puro di tutti gli animali, a cominciare da Etta, la sua amata cagnetta, si distingue, sempre al fianco degli stessi, negli appelli sempre nuovi, sempre diversi, ma sempre con lo stesso fine: contro i botti di fine anno che continuano a perpetrare stragi di animali domestici, a cominciare dai cani e dai gatti. 

 





Salvatore Spallina

https://suonidelmondo.blogspot.com/2016/02/lincastro-di-bruno-formosa-la-speranza.html 


Nel link qui in basso  potete ammirare altre Formose Creazioni del nostro autore,

https://www.youtube.com/watch?v=7X1akF7Axho - Sottofondo:Tom Waits & Bruce Springsteen (Live) - Jersey Girl

giovedì 2 dicembre 2021

FEDELE ALL’INCANTO, ALL’EVENTO, ALLA BELLEZZA

 





   Francesco Fedele, dopo otto anni dal suo primo lavoro, è tornato a pubblicare un nuovo libro di poesie, “Frontiere”, Ed. Oèdipus, agosto 2020.

    Il libro è diviso in quattro sezioni e percorre un cammino che parte dall’interiorità e sfocia in una sorta di non frontiera nella quale il poeta proietta l’auspicio della caduta delle frontiere con le quali e dentro le quali l’uomo continua il suo cammino della vita. Anche noi ci riferiamo a quelle interne (le più pericolose) e a quelle esterne, che non sono da meno.

Frontiera personale, Frontiera del tempo, Frontiere del mondo, La frontiera dell’umanità.

   Il poeta dentro questi quattro percorsi spazia, vaga, fra mondi fatti di immagini ed immaginazioni, percorsi onirici, anche ancestrali,  alla ricerca del proprio sè e di quella vena dal cui cuore possano scaturire versi sublimi. A tratti, da quella vena, son venuti fuori versi belli, forti, incantevoli, che rinviano a mondi “altri”, da venire, da condividere, da immaginare. Ed è in questo percorso che noi ci siamo piacevolmente smarriti, seguendone per un tratto l’abbrivio, per incamminarci su sentieri sconosciuti che di colpo approdano su radure silenti, piacevoli, incantate.

   A tratti, nelle varie sezioni, si sente quanto forte sia stata, tale da lasciare il segno, sia nei versi che nella sensibilità  timbrica, l’esperienza di vita vissuta in Spagna.




   Però il poeta non fugge dalla realtà e dalla responsabilità del presente quando affronta i temi duri e tristi delle migrazioni dicendo che "dietro la maschera di odio c'è solo la paura del confronto"....ammonendoci nel "non dimenticare la tua umanità!". O nel prestare l'occhio, le orecchie e l'anima ai ricorrenti richiami dal Mare Nostrum come in:

Discanto dei profughi

“…Solo il vento

Ci concede udienza

E ascolta il nostro lamento…”

Oltre il muro: 

"......non sarò mattone

del muro

della xenofobia. 

Sarò a braccia e 

mente aperte,

pronto al dialogo....." 

   In Modern times, Social word, guarda con diffidenza, troppa, ne ha ben donde, ai social del nostro tempo…..”i cretini che navigano in un mare virtuale”…., ma noi crediamo che un altro mondo social sia possibile ed auspicabile.

   Poi ci sono, dolci e delicati i versi dedicati alle sue bambine. Come in una scala musicale Francesco usa timbri e suoni sonori che spesso si associano anche ad immagini con le quali ci porta per mano in un universo migliore, in una umanità migliore, fortemente voluta ed auspicata dalla sua anima sensibile e protesa al bello.

New frontiere

   Dobbiamo uscire da queste carceri culturali. Come ci suggerisce il poeta nella sezione “Le frontiere dell’umanità”. Questa sezione, a dire il vero, ci è piaciuta, per intero, più delle altre. In essa si respira un’aria nuova, ci fa aprire, ci ispira nuovi orizzonti, proprio perché vuole oltrepassarli per cercare nuove dimensioni della vita, dello stare insieme, nel voler cercare uno sguardo nuovo da offrire all’uomo di oggi, pauroso e molto insensibile verso tutto quello che avviene dentro “le frontiere terrestri”.

  Qui, dentro queste (diciamo anche noi), ci prepariamo a nuovi scontri, dalla frontiera dell’Europa dell’Est, Polonia, Ucraina, la non risolta questione della Crimea, a quella Orientale-asiatica fra le due superpotenze, USA e Cina che si stanno predisponendo per uno scontro dal quale non possiamo che aspettarci ripercussione negative.


                                     La terra vista dalla stazione orbitante

   Il poeta auspica una sorta di nuovo “unico passaporto intergalattico” per andare alla ricerca delle radici della vera umanità in un intreccio unico con la natura. Si evince dal testo di questa ultima bella poesia dove si sofferma:

“….le foglie e i semi

Che un giorno saranno radici di

Qualcosa più profondo

Più compiuto

Più bello….”

   Francesco Fedele è nato a Reggio Calabria, è un insegnante di lettere, vive e lavora a SiracusauiQ. “Vicolo Cielo”, per i tipi di Leonida, 2012, è stata la sua prima pubblicazione in italiano e spagnolo.


Salvatore Spallina


lunedì 25 ottobre 2021

IL PREMIO DI LAUREA IN MEMORIA DELL’AVV. GIORGIO AMBROSOLI A VINCENZO COSTA, EINAUDINO, DI SIRACUSA


Vincenzo Costa, a Milano, riceve il Premio di Laurea in Memoria Dell’avv. Giorgio Ambrosoli


   Ci sono uomini che lasciano il segno, ci sono Storie che ci segnano, ci sono ragazzi che si impegnano ed altri, come Vincenzo, Costa che lasciano un segno, mi verrebbe da dire, ci sono scuole che segnano.

   Il perché vogliamo scrivere queste due note e dedicarle a Vincenzo Costa e a tutti gli  studenti del Liceo "Luigi Einaudi" di Siracusa, anche Vincenzo lo ha frequentato, è presto detto.

   Il legame è la figura e l’immagine di un uomo: Giorgio Ambrosoli. La sua storia, il suo lascito civile, etico, sociale, umano, li si può ancora trovare in due libri e due film:  


il libro “Un eroe borghese” di Corrado Stajano, cui si è ispirato il film un “Un eroe borghese” di e con Michele Placido ed il libro di Umberto Ambrosoli (figlio del compianto Giorgio) “ Qualunque cosa succeda” da cui, il regista Alberto Negrin ha realizzato  la miniserie tv, “Qualunque cosa succeda” con Pierfrancesco Davino.  



   Il nostro ruggente Vincenzo Costa è cresciuto nell’alveo familiare dentro lasciti e modelli culturali che hanno tenuto alta l’attenzione su questi temi. Li ha, poi, approfonditi, con la sua tesi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

   L’impegno ed il lavoro per la tesi gli hanno consentito di vincere il “Premio di Laurea in Memoria Dell’avv. Giorgio Ambrosoli” che il comune di Milano aveva istituito a partire dal 2000.

   Il lavoro della tesi di Vincenzo, “L'impiego elusivo e fraudolento delle società di comodo nel diritto penale tributario” ha centrato i temi e le linee cui il bando del Premio riguarda, cioè “trattare in modo personale, originale e significativo i temi legati ai fenomeni di corruzione che inquinano la vita economica nella sfera pubblica e privata e il rapporto tra economia legale ed economia criminale anche di stampo mafioso con le relative implicazioni di carattere giuridico, economico-finanziario, socio-politico”. Questa la motivazione della giuria:


    Aldilà della gioia e dell’orgoglio della famiglia per il premio assegnatogli, un altro motivo, non secondario, è che Vincenzo è il primo ragazzo del Sud a vincere questo premio.

    A partire dall’uscita del film “ Un eroe borghese”, con altri studenti dell’Einaudi avevamo condiviso la visione, l’approfondimento, lo studio dei temi che avevano caratterizzato la vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, anzi con un gruppo di studenti di due classi, nell'anno scolastico 2011/12 avevamo approfondito la lettura del libro, prima che uscisse il film omonimo, “Qualunque cosa succeda” di Umberto Ambrosoli. 

    Dopo aver letto ed approfondito i contenuti del libro, abbiamo spedito un gruppo di domande, all'avv. Umberto, inerenti i temi trattati nel libro, oltre alla sua personale esperienza accanto al papà Giorgio ed alla mamma Annalori. 


                                         Gli studenti in aula magna 


  
Concetto  Micciulla

Francesco D'Angelo

                                              Gaia Cappuccio

   Dei brevi video, realizzati nell'aula magna, contenenti le domande, furono spediti dai ragazzi ad Umberto Ambrosoli. Con grande gioia e con soddisfazione reciproca, l'avvocato Umberto, con un lungo video di ringraziamento, rispose anche alle singole domande dei ragazzi.

Umberto Ambrosoli nel 2012

   Maggio 2021 - Vincenzo Costa fra, la Vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo e Umberto Ambrosoli


Salvatore Spallina
 


domenica 29 agosto 2021

IL VOLO ARTISTICO DI GIORGIO BIANCA IN “COMPAGNIA” DI ANTONINO UCCELLO

                                                Date ed orari della mostra


  Domenica abbiamo voluto, come tante altre persone, partecipare alla presentazione della mostra dei lavori di Giorgio Bianca, un giovane artista siracusano che vive a Roma, una persona speciale.

   Brillante, nel vero senso della parola, la scelta del titolo della manifestazione, “Prospettive contemporanee”, che sta contenendo, i quadri di Giorgio. Magari la scelta del luogo fisico e della collocazione dei quadri di Giorgio potrebbe sembrare, quanto meno, poco opportuna/non adeguata?, a noi è sembrata, con una semplice battuta, “azzeccata”.

    Giorgio oramai sta salendo di quota, si capisce bene, non tanto nel valore venale dei lavori dell’artista quanto nel valore qualitativo e del mondo che lui riesce ad esprimere, ad offrire a chi ha la possibilità di fruirne. Il suo genio artistico, che, nel tempo, ne siamo certi, crescerà, spazia nell’ispirazione e nel volere e saper cogliere quegli elementi che poi si trasformano in volti, visi, immagini che, a loro volta rinviano, ad elementi naturali o ancestrali che accomunano gli uomini ed il loro modo di essere al mondo.

   Giorgio, da ragazzo speciale, imparati i rudimenti, che il suo maestro, il prof. Salvo Bonnici, gli ha trasmesso, ha intrapreso, da poco, il suo cammino d’arte e non si è fermato più. Magari la sua intuizione artistica potrà portarlo verso altri percorsi d’arte, ma il suo percorso è solo agli inizi.

                        Giorgio Bianca insieme al suo maestro prof. Salvo Bonnici

   Ha visto "lungo" Laura Carracchia, archeologa ed etnologa, collaboratrice,  della Casa Museo, quando osservando sul web,   i quadri di Giorgio, pubblicati, da Toi Bianca, papà di Giorgio, ha pensato che potevano diventare oggetto di questa bella mostra e magari rappresentare l'inizio di una  avventura artistica. Sulla stessa linea si è posta Rita Insolia, responsabile regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, da cui la Casa Museo dipende, a voler ospitare i quadri di Giorgio, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni della stessa Casa Museo.


                            Il falegname, in pausa, di notte, prima della consegna dell'opera

   Dicevamo della Casa Museo Antonino Uccello. È un piccolo gioiello che raccoglie il lavoro di una vita del professore Uccello, l’ha voluto e curata con tutte le sue forze e poi, dopo la sua mortele, le Istituzioni regionali, acquisitala, continuano a tenerla in ordine ed a curarla con tanta dedizione ed attenzione. Noi crediamo che tutto quello che è custodito nella Casa esprima la genialità/civiltà contadina. Questo patrimonio dobbiamo continuare a studiarlo con gli occhi che sanno guardare al futuro, non al passato, a rimpiangerlo. Se tale fosse la nostra considerazione gli toglieremmo valore e continuità, lo considereremmo  come un dejà vù, arcaico, senza prospettiva. Lo dobbiamo legare, invece, alla storia successiva della capacità umana di rinnovarsi e progredire, così come avevano fatto i nostri padri, rispetto alle età che li avevano preceduti. Oggi sappiamo quanto valore abbia il “biologico”, che, partito da quegli strumenti di lavoro tracciati da quelle mani e quelle menti, ha la capacità di produrre gli stessi beni di consumo oggi, cui molti consumatori fanno ricorso sempre più.

                                           La macina per le olive ed il torchio

   Abbiamo visitato tante volte nel corso degli anni questa Casa Museo e la sensazione che ne abbiamo conservato ogni volta che siamo usciti è  stata sempre quella di interrogarci, partendo da quegli oggetti ancora vivi, dove siamo giunti adesso.  


Campanacci e rastrelliere con vari strumenti agricoli 


                                                      Uomo col cilindro


   Visitarla, la Casa Museo, adesso, fino al 3 di settembre, con le opere di Giorgio incastonate dentro a quel mondo sarà una sensazione che vi invitiamo a non perdere, potendo abbracciare più “mondi” in un sol colpo.

                         

Salvatore Spallina

 

P.S.

   Siamo/saremmo tentati di trasferire qui tutte le foto dei lavori di Giorgio, ma non lo facciamo per due semplici motivi: vederli e goderseli lì è tutta un’altra cosa/storia, a vederli intrecciati con la storia Viva di tutti i contenuti della Casa Museo di Antonino Uccello si acquisiscono valori aggiunti non negoziabili.

Nei link che seguono è possibile ammirare i lavori di Giorgio

https://www.youtube.com/watch?v=QDFgaEIUcMU - Musica di sottofondo: Charlie Haden & Pat Metheny - Montecarlo nights 9

https://youtu.be/I-d430tD3D8 - Musica di sottofondo: Chris Botti & Sting – La Belle Dame Sans  Regret

 https://youtu.be/yvbmd63kTdg - Musica di sottofondo: Cesare Cremonini - Mondo

lunedì 23 agosto 2021

SULLE ALI DELLA MUSICA - GALA LIRICO SINFONICO - NOTO - 19 AGOSTO 2021

     L'Orchestra Mediterranea ed il pubblico del Gala Lirico Sinfonico "Sulle ali della musica"
 

  Tutta la musica live ha vissuto un periodo terribile, in costrizione, come sappiamo. Stare in silenzio, dentro il guscio creato dal covid, ha annullato la bellezza, la forza della musica nel saper trasmettere quella energia e quella capacità di poter donare amore e gioia a chi ne fruisce.

   Le gravi questioni economiche, per tutto il settore, qui non ci sembra il caso neanche di sfiorarle, ma ci sono state e sono ancora presenti. Vogliamo, invece, soffermarci sulla energia che la musica ha saputo trasferire, appena ha avuto la possibilità di librarsi in volo, ai partecipanti alla serata che il Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha voluto regalare ai suoi concittadini ed a tutti i turisti presenti a Noto la sera del 19 agosto 2021.

   Dicevamo, la musica ha dispiegato le sue ali ed è partita in volo. Sulle gradinate della Cattedrale di Noto, con la direzione del maestro Michele Pupillo, Orchestra e Coro hanno regalato agli spettatori una serata magnifica,  con pezzi orchestrali e con le più belle arie d'opera.

                                   La M° Mirella Furnari presenta la serata                                             

   Con eleganza e stile, la bella Mirella Furnari, in veste di presentatrice, ha dato inizio al Gala Lirico Sinfonico.  Con la dedica della serata alla compianta Maria Grazia Di Giorgio, anima e cuore sia del Coro che della stessa Orchestra Mediterranea Siracusana, il Gala ha avuto inizio. Poi la bella Mirella, come voce da soprano, è rientrata nel Coro.


                               La M° Mirella nel Coro Maria Grazia Di Giorgio      

 

   Tutto il Coro “Maria Grazia Di Giorgio”, curato dalla M° Rita Patania, si è avvalso del contributo, di alcuni elementi del Coro lirico “Discantus”.

                            

                           I Cori Maria Grazia Di Giorgio e Discantus

   La serata ha avuto inizio con le sinfonie,  La mia Africa (J. Barry), La gazza ladra (G. Rossini), La forza del destino (G. Verdi). Poi in un crescendo di partecipazione ed applausi si sono succeduti ed alternati sul palco  il soprano Gonca Dogan,  foto, il tenore Antonino Interisano, il baritono Francesco Verna.

Il soprano Gonca Dogan
  


                                   Il tenore Antonino Interisano

                                         Il baritono Francesco Verna

   Antonino Interisano ha voluto dedicare un brevissimo ricordo al suo maestro di canto, oltre che papà del primo violino dell’Orchestra Giovanni,  Antonino Cucuccio.

-      Nel Brindisi della Traviata, "Libiam ne' lieti calici" di G. Verdi, il soprano Alessandra Furnari ed il baritono Natale Calafiore hanno partecipato con un piccolo intervento dai rispettivi cori.   

Ff  Prima della parte finale del Gala l'Orchestra ha eseguito, magistralmente, "Intermezzo" della Cavalleria Rusticana, alla fine del brano il pubblico ha tributato al maestro ed ai musicisti un lunghissimo applauso (il brano più applaudito della serata).


                                                         Il maestro Michele Pupillo



                         L'Orchestra esegue "Intemezzo" (P.Mascagni)

    

Il    Il Gala si chiude con un classico, "Nessun dorma", cantato dal tenore Antonino Interisano, ma, come consuetudine vuole, tutto il pubblico, sugli appalusi finali chiede un bis. Ed ecco che rientrano in scena i tre protagonisti della serata per eseguire  "Libiam ne' lieti calici" di G. Verdi, ovvero il Brindisi della Traviata.


              da sinistra Francesco Verna, Gonca Dogan, Antonino Interisano

   L'applauso finale, con standing ovation, ha concluso il Gala. La complicità di una leggera brezza ha reso ancora più godibile una bella serata di musica. (Foto di Emanuele Sparacino)


Salvatore Spallina


Link:

https://youtu.be/Rsa5dNExwKw - Intermezzo sinfonico della Cavalleria Rusticana