giovedì 26 ottobre 2017

ANDREA MAGNO “DA QUI HO UN POSTO COMODO” - COS’È LA POESIA SE NON LIBERTÀ?



   Le stecche della vita si erano inserite, a pieno titolo, nella sua e gli hanno fatto cambiare spesso direzione ed aprire nuovi capitoli nel suo personale libro della vita. Il 2015, con la stampa di “Sotto falso nome”, Edizioni Rupe Mutevole - imprime un’altra direzione ancora, del tutto nuova e non immaginata da Andrea Magno. 
   E siamo arrivati ad oggi. “Da qui ho un posto comodo” per i tipi di Chiaredizioni, 2017, traccia  una nuova via, una sorta di Vita Nova direbbe il divino poeta. Il fiumiciattolo è divenuto un fiume in piena. Non ha trascurato la meticolosità, lo studio, gli approfondimenti, gli amori della sua professione non poetica, ma questi saperi, certamente, lo hanno ancor più arricchito nel suo poetare che ora è divenuto già uno stile, il suo.
   Magno in questa seconda raccolta di poesie ci regala ancora momenti alti. Torna su  temi scottanti e duri quali l’abbandono, la crudezza della vita, il sale amaro della lontananza, il sesso, l’amore, l’impossibilità per l’uomo di venire a capo di misteri. Quando Magno scrive, però, lascia solchi grandi dove poter seminare piccoli o grandi arbusti che hanno la possibilità di crescere e librarsi in un futuro non lontano di speranza, di attesa o di accettazione della realtà, talvolta anche cruda. Magno ci dice che dobbiamo ancora credere nell'uomo e nella sua voglia di riscatto e di costante rigenerazione (lui è un esempio). La poesia può generare, genera tutto questo.
   Magno provoca con i suoi versi, a volte inconsapevolmente, altre scientemente, come nella poesia “La mafia siamo noi”. A noi questo titolo non è proprio piaciuto, ma i contenuti ci sentiamo di condividerli tutti:

“......" 
"mi giro dall'altra parte,
nel silenzio
a guardare,
mentre terra brucia
intorno ai morituri,
esitante intuizione,
del provocare facendone arte,
ma senza prendere parte,……
bevendo lacrime,
placo sete
dell'anima sola che è deserto,
aspettando domani,
quando tutto finisce.”

   Il poeta Magno esprime un pensiero insinuante da adulto/ragazzo nello stesso tempo, però non ne vuol sentire di diventare qualcosa d’altro, cioè invecchiare o da ragazzo lasciare il suo status di privilegio e diventare adulto. Questo modo di essere di Andrea Magno è diventato strumento della sua poesia. Il suo interrogarsi non porta quasi mai a risposte definite, stereotipate, ma vola negli spazi aperti a cercar aneliti e slanci emotivi. Certe sue poesie sono come un ornamento che attrae, poi entrati dentro scopriamo emozioni, pensieri, sensazioni epidermiche mai sopite che aspettavano il momento di venir fuori.
   A più di una Musa sarà grato il poeta visto che lo ispiravano già ai tempi del Liceo Einaudi di Siracusa, ma allora la sua penna era senza inchiostro ed il suo spirito non era ancora pronto ad immergersi nel confronto con il suo Sé e con gli altri. Ora tutti gli inchiostri del mondo sono al suo servizio.


 (Andrea Magno in una foto di Diego Landi al Carta Carbone Festival - Ottobre 2017 - di Treviso)

Anche se “il cestino della vita” (da “Incontrovertibile”) è pieno delle nostre carte un’alba arriva sempre e chiunque di noi può ancora ricominciare a credere nella vita e nei valori che la poesia di Andrea Magno respira ed ispira. A noi piace pensare che le poesie di Magno (non tutte s’intende!) ci conducono in un percorso alla fine del quale troviamo di fronte a noi una porta: la sfida è aprirla tutta (leggerle tutte!!) ed iniziare un nuovo cammino.


Salvatore Spallina

martedì 17 ottobre 2017

SIRACUSA-CATANIA 0 a 1- IL SIRACUSA SPRECA, IL PARI SAREBBE STATO GIUSTO






Siracusa-Catania 0 a 1- Il Siracusa spreca, il pari sarebbe stato giusto

   Si sa che nell’occasione topica dell’anno il popolo azzurro non tradisce i suoi colori. Noi vorremmo che la presenza, magari non dei cinquemila e passa del De Simone di sabato sera, si rafforzasse per contribuire, in tutti i sensi, alla crescita di questa squadra e a far sentire più tranquilla la società.
   Vogliamo incominciare il nostro commento con un plauso al presidente Gaetano Cutrufo per aver ridato fiducia e rifidelizzato, in questa giornata azzurra, particolarmente sentita da tutta la tifoseria, tutti quegli over 65 e i ragazzi sotto i 12 anni (abbonati), che in sede di campagna abbonamenti erano stati un po’ maltrattati. Questi tifosi sono entrati allo stadio gratuitamente.
   La seconda nota su cui ci vogliamo soffermare, lo abbiamo fatto altre volte, è che certe teste calde, incapaci di controllare le loro azioni , non hanno mai operato a fin di bene né per il Siracusa né per Siracusa. Guarda caso l’incidente/messinscena, comunque esagerata, di Pisseri è avvenuta nel momento migliore della reazione azzurra. La squadra era tutta protesa a recuperare un risultato alla sua portata. Invece quei 9 minuti di interruzione, riempiti anche di polemiche e nervosismo, hanno, alla ripresa del giuoco, visto un Siracusa più nervoso e non più con la stessa tensione lucida ed emotiva prima dell’incidente. C’è anche un video prima dell’incidente che ritrae Pisseri atto a raccogliere oggetti in campo ed a richiamare l’attenzione dell’arbitro, quasi a prepararsi il terreno per la scena successiva.
   La terza nota, ahimè dolente, di questa gara è stata, questo aretino, signor D’Apice. Il balbettamento sul regolamento nell’episodio del rigore, con la consultazione dei due assistenti di linea, prima di rimangiarsi la decisione del goal, assegnato al Catania, dopo il colpo di testa di Lodi, dice tutto sulla sua preparazione (Lodi calcia il rigore sul palo e poi ribadisce in rete senza che nessun altro giocatore abbia toccato la palla, era da annullare).  Infatti il rigorista Emanuele Catania è stato il primo a corrergli incontro e a fargli notare la cantonata che aveva incocciato dando il goal. Anche questo ha contribuito ad alzare la tensione negli azzurri rendendo inutile il forcing azzurro nei minuti finali della partita.

   Dal comunicato del giudice sportivo della Lega di C si apprende che il Siracusa è stato solo multato di 2.500 €. Pensavamo peggio, molto peggio. Vuol dire che il sig. D’Apice  ha scritto il suo referto in maniera razionale e meditata dando alla sceneggiata di Pisseri il giusto valore, cioè una sceneggiata.  
    Ora torniamo alla partita giocata. Questo derby siciliano per le storie passate (e future) è da considerarsi come una sorta di stracittadina, come si dice in gergo, ed il nostro parere è che il pari, per quel che si è visto in campo, sarebbe stato il risultato più giusto. Le due rose di calciatori in verità sono differenti. Quella catanese ha un tasso tecnico più elevato ed ha dalla sua, non solo il fatto che alcuni giocatori hanno giocato insieme anche in serie A (vedi Lodi, Biagianti e Marchese) ma anche che altri componenti la rosa, in gran numero, hanno giocato in A e B, incluso il parco giovanile. Il Siracusa, non è da meno, ha una bella rosa con caratteristiche tecniche, come è normale, diverse da quella catanese e fin’ora ha fatto molto bene ed ha raccolto i frutti del lavoro di Bianco e dei suoi calciatori con un bottino di 14 punti che vede la squadra in una posizione di classifica importante. La differenza di quel livello tecnico, di cui parlavamo, durante la partita si è visto, anche se è non riuscito ad evitare che il Siracusa si rendesse pericoloso in più di una occasione. La più clamorosa quella di Parisi sul risultato dell’1 a 0.
   Abbiamo in mente tutta la partita del derby giocato al De Simone nello scorso campionato e lo vogliamo citare per un solo confronto (non avendo alcun senso tornarci per altri versi!!). Il Filippo/Pippo Scardina, che fece l’uno a zero in quella gara, che valse la vittoria, non ha avuto nessun cross simile per colpire di testa (il suo pezzo più forte!) in tutta la gara. E diciamo questo perché la forza e la costanza nelle prestazioni e nei goal che da quella gara in poi sprigionò Scardina, nelle partite disputate quest’anno, ancora non le abbiamo viste né in casa né fuori. Vero è che non ci sono i piedi (dx e sx) di Valente a confezionare quelle palle invitanti. Nessun rimpianto (sic!) per Valente, ma oggi il Siracusa ha una squadra con giocatori diversi, ma non possiamo chiedere a Scardina di ripetersi su quei colpi di testa che hanno fatto andare in visibilio la tifoseria. Un’altra nota che ci sembra importante è che mister Bianco ha studiato bene il Catania ed ha adattato la formazione per affrontare questo Catania. Quando ha provato a fare i cambi il dialogo fra i calciatori ha funzionato un po’ meno. Adattarsi ad affrontare le squadre è importante tanto quanto far si che le squadre si adattino ai nostri schemi di giuoco. Il nostro settore tecnico si sta dando da fare in questa direzione  sotto l’occhio vigile di Antonello Laneri che da un poco di tempo a questa parte ha dimostrato di essere un uomo di mercato che compie scelte sagge e ponderate.  La prestazione di sabato sera con il Catania e la posizione, ben solida, in classifica del Siracusa non mettono in ansia né all’ambiente né alla squadra per un proseguo di campionato tutto da vivere. A nostro parere Mancino insieme a Palermo i migliori in campo. 
   L’obiettivo primario di questo campionato, a nostro modesto avviso, non può essere diverso da quello di tenerci ben stretta questa categoria e regalare vittorie e soddisfazioni ai tifosi, a partire dalla sfida di sabato con la Casertana che con una partita senza colpi di genio, l’anno passato, mise fuori il Siracusa dai play off.


   Il “Tocco di classe” di questa partita lo vogliamo assegnare a tutti quei familiari ed amici di quei tifosi, alcuni venuti a mancare da tempo,  altri di recente, presenti al De Simone prima della gara. La tifoseria si sente molto legata a questi giovani e meno giovani tifosi che continuano a lasciare questo mondo. Tutti sappiamo che questi ragazzi continueranno a tifare i Leoni anche da lassù.


Salvatore Spallina

lunedì 4 settembre 2017

LEONZIO-MATERA 2 a 1. LA SICULA LEONZIO RITROVA LA SERIE C E LA GIOIA DELLA PRIMA VITTORIA IN CAMPIONATO NELLA PRIMA PARTITA IN CASA











Leonzio-Matera 2 a 1. La Sicula Leonzio ritrova la Serie C e la gioia della prima vittoria in campionato nella prima partita in casa


  È proprio così, c’era una gioia palpabile ancora prima della gara sia nella fila per l’ingresso in curva sia nell’unico botteghino abilitato, lontano dallo stadio, che ancora, con qualche lentezza di troppo, vendeva i biglietti per la partita contro il Matera di Gaetano Auteri. L’attesa per quei biglietti, che stentavano ad uscire dalla stampante, faceva sudare, ancor più del caldo, i tifosi in attesa di prenderli in mano e correre ad incitare i propri beniamini.
  E gioia è stata a fine gara perché dal possibile 3 a 1 poteva succedere che con i 5 minuti di recupero qualche occasione per portare la partita in parità il Matera l’ha avuta.
   Asterix-Auteri a fine gara ha riconosciuto il valore e la preparazione atletica della Leonzio a fronte della preparazione ancora non completa della sua squadra.
  Ma partiamo dall’inizio e dal perché ci stiamo trovando a scrivere di questa partita e della nostra trasferta lentinese. A proposito, eravamo un bel po’ i Siracusani in tribuna, a cominciare da un nucleo dello staff tecnico del Siracusa Calcio, poi c’erano parenti, amici, ed estimatori (come noi) dello staff , tutto siracusano, del Matera. A cominciare dal capo, dal boss, mister Asterix-Auteri, il regalatore di sogni, come ci piace chiamarlo, dal suo vice ormai inseparabile, Loreno Cassia, al preparatore dei portieri Luca Aprile, per finire con il preparatore atletico Peppe Di Mauro.
  Anche per questo anno continueremo a scrivere, non avendo nessun obbligo di farlo, solo delle partite che vedremo dal campo e non di quelle che vedremo in tv, come Trapani-Siracusa.
  Eravamo all’Angelino Nobile per la stima e l’affetto verso lo staff del Matera Calcio, ed anche perché volevamo vedere due avversarie del Siracusa di questo Girone. Diciamo subito che il risultato ci sta anche se, dopo il rigore, non proprio ben tirato da Marano e ben parato da Golubovic, il Matera ha avuto la possibilità di agguantare il pari. Ma ancora la squadra del regalatore di sogni non ha la condizione atletica e mentale che in genere lui trasferisce alle sue squadre. Il centrocampo ed i tre in avanti non solo non sono ancora in forma ma  non hanno acquisito, insieme a quelli in mezzo, quei movimenti automatici che permettono alle squadre di Auteri di fare un ottimo filtro per la difesa, fermando la squadra avversaria ai limiti dell’area di rigore, ma anche di saper ripartire per andare a far male nell'area opposta.  Dopo aver sfiorato il goal, ad inizio ripresa, la Leonzio a partire dal 10° ha dominato, tranne un cambio di gioco che ha portato il materano Casoli a sfiorare la base del palo, nel giuoco e nelle opportunità, fino al rigore del possibile il 3 a 1. Dopo come accennavamo prima, in un paio di occasioni, il Matera avrebbe potuto pareggiare. Dunque l’orgoglio di Rigoli per questa prima vittoria ci sta tutto.
  Il regalatore di sogni ed il suo staff sanno di doversi mettere all'opera per rendere concreto l’appellativo. Infatti noi continueremo a chiamare regalatore di sogni, Gaetano Asterix-Auteri, finchè avrà, e noi pensiamo che ancora ci sia tutta, la grinta, la professionalità, un modo di far giuocare le sue squadre, la capacità di leggere le partite, l’onesta intellettuale con cui le commenta, quella capacità d'introspezione psicologica di capire gli uomini che ha a disposizione sotto il profilo tecnico. È ormai storia, alcune società e i tifosi di queste  che “coltivano il sogno” di vincere un campionato, magari mai vinto, credono in lui e lui è in grado di materializzare questo sogno. Ma è un giusto appellativo che non ci siamo inventati dal nulla, lui se l’è conquistato sui campi.  Ebbene, lui, Asterix-Auteri tanti di questi sogni li ha realizzati, a partire dall'anno calcistico 1999-2000 quando portò dalla Serie D alla C2 L’Igea Virtus per finire all'anno passato con il Benevento, dalla Lega Pro alla Serie B e c’è il suo zampino, ci piace pensarlo, nel passaggio dalla B alla A, senza trascurare le brillanti esperienze di Gallipoli (promozione in Serie C1 e Nocerina (ancora Serie B).



  Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo ai tifosi lentinesi per la ritrovata gioia di giuocare in Serie C, con l’augurio che continuino a farlo per tantissimi anni ancora.
Salvatore Spallina

lunedì 31 luglio 2017

MICHELE PUPILLO “BOHEME È STATA ED È SEMPRE RIMASTA UN’OPERA GIOVANE” – A NOTO IL 15 AGOSTO





 Michele Pupillo “Boheme è stata ed è sempre rimasta un’opera giovane” 


L’Orchestra Mediterranea Siracusana e Coro diretti dal maestro Michele Pupillo con la regia di Paolo La Delfa porteranno in scena a Noto, Il 15 agosto alle ore 21,00, a Palazzo Ducezio, di fronte alla scalinata  della Cattedrale, la Boheme,  opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini.
Il maestro Michele Pupillo con la “sua” Orchestra e Coro e con i protagonisti che saliranno sul palco sta completando il lavoro preparatorio senza trascurare nessun dettaglio. L’Opera sotto le stelle. Dopo i successi di Tosca e Traviata, il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha rinnovato la scommessa, anche per quest’anno con la Boheme, contando su un riscontro che non potrà essere inferiore alle due precedenti opere.
Noi abbiamo incontrato il maestro Michele Pupillo per scambiare due battute sulla scelta di Boheme e su quali temi principali verte quest’opera.

Maestro la scelta quest’anno è caduta su Boheme ci dica perchè
“La Boheme è l’amore, tout court.  In particolare, le dico di più, è l’amore in tutti i sensi. Sprigiona sentimento in ogni momento della sua messa in scena. E’ l’amore in assoluto.

Ci dica qualcosa sulle musiche di quest’opera
“Le melodie sono così belle che non si può fare a meno di piangere. Puccini ha dato grande prova in queste melodie d’amore ed è rimasto insuperato. Quando studiavo composizione, con la mia insegnante, io già amavo moltissimo quest’opera, ero e sono sempre innamorato di Puccini.
Ho scelto quest’opera perché la sento dentro di me in maniera particolare, quest’opera commuove”.

I protagonisti sono giovani ed anche il contenuto rispecchia temi molto vicini al mondo dei giovani
“ I giovani d’oggi possono vedere in essa rispecchiati i loro sentimenti, quelli che loro vivono oggi, adesso. Bhoeme è stata completata nel dicembre del 1895, nel febbraio del 1896 è andata in scena, ma è stata ed  è sempre rimasta un’opera giovane. I protagonisti sono ragazzi che sperimentano la vita e credono in essa, cercano il successo tentando di realizzare i loro sogni. Vivono una dimensione della vita nella quale si progettano idee ed aspettative. Loro vivono in una soffitta e dividono, condividono tutto. Amori, passioni, delusioni e rinascite”.

A chi viene a vedere, a sentire per la prima volta Boheme lei cosa dice
“Io pur essendo già grande continuo ad amarla perché mi offre stimoli e mi fa ritrovare sempre quella parte della mia spiritualità che mi ha consentito di vivere la mia esperienza di musicista e di uomo senza rimpianti, con lo stesso amore per la musica che avevo quando ero giovane. Giacomo Puccini è sempre molto moderno. Sa alternare le fasi musicali che riescono a prenderti, a coinvolgerti durante l’esecuzione”.


L’opera si sviluppa, si svolge  in quattro quadri. Nella soffitta (il primo), al caffè Momus (il secondo), alla barriera d'Enfer, un passaggio doganale dove si viene controllati (il terzo), di nuovo in soffitta (il quarto)
“E’ un’opera difficile da mettere in scena perché ha dieci parti principali, è complessa nella sua composizione. Oltre ai protagonisti principali ci sono una serie di altri personaggi, compresa una banda, che hanno ruoli importanti. L’opera si colloca, temporalmente intesa, come stagione, alla vigilia di Natale. Noi faremo di tutto, sotto il profilo scenografico, degli effetti e quello musicale, per poter trasferire mentalmente ( e sarà uno sforzo non indifferente!!) il pubblico dentro quelle scene, dentro quei quadri. Splendidi le arie “Che gelida manina”, “Sì, mi chiamano Mimì” ed il duetto “O soave fanciulla”, giusto per fare qualche citazione”.

                                                              Salvatore Spallina

lunedì 5 giugno 2017

Premiazione II Edizione del concorso “Un Ruggito per Stefano”



                                        

Premiazione II Edizione del concorso “Un Ruggito per Stefano” 


Canto d’amore (canzone per Stefano)
Il mare e i suoi abissi sono senza confini per te
Nei sogni ci racconterai gli incontri con Dio
Lo senti  c’è il calore che hai lasciato tu
Se  ci perderemo ci verrai a cercare
Oh-oh  STE  Oh-oh  STE c’è un canto d’amore che sale da te
Oh-oh  STE Oh-oh  STE  c’è un coro di voci che parla con te

Nell’aula magna del Istituto Superiore “L. Einaudi” di Siracusa, il 18 maggio 2017, si è svolta la premiazione della II Edizione del Concorso Letterario–Multimediale “Un Ruggito per Stefano” . Stefano Pulvirenti è quel giovane studente della 3A dell’Einaudi che nel tragico incidente del 29 ottobre 2015, in via Paolo Orsi, ha perso la vita.
Il “Concorso” ha come tema la sicurezza stradale e/o la viabilità cittadina. Le forme espressive previste erano: una poesia, un tema argomentativo, un articolo di giornale, una lettera, anche in forma multimediale.

Quest’anno i lavori pervenuti, da parte dei ragazzi sono stati 35 e 4 le scuole che hanno partecipato a questa edizione. La commissione giudicatrice ha valutato i lavori secondo una griglia di valutazione stabilità decretando 6 vincitori, non senza difficoltà nella scelta dal momento che i contenuti pervenuti sono stati interessanti e partecipati in maniera profonda. Tutti i ragazzi che hanno presentato un lavoro hanno ricevuto un attestato di riconoscimento. Qui di seguito la lista dei vincenti (4-5-6 classificati hanno avuto in premio un casco ciascuno offerti dalla mamma di Stefano, Deborah Lentini. Ai primi tre classificati sono andati dei buoni da spendere presso un negozio WiFi. Al 2° ed al 3°, offerti dalla scuola, al 1° è stato offerto dalla 5°A dell’Einaudi, la classe di Stefano).
Dopo l’intervento d’apertura della prof.ssa Mariarita Bisicchia, curatrice del concorso, hanno preso la parola la preside dell’Istituto Einaudi Teresella Celesti, il Comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Antonio Capodicasa,  Roberto Camelia,
presidente della Sport&Mente Onlus che si occupa di tematiche inerenti la disabilità, sport paralimpico ed inclusione , la signora Mirella Abela presidente dell’Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada-Onlus-, il prof. Salvatore Spallina.

Carolina Prestia e Simone Genovese della 5A dell’Einaudi hanno avuto il compito di presentare e coordinare la mattinata in un’aula magna che ha visto presenti tutti gli autori degli elaborati, accompagnati dai rispettivi professori che avevano curato l’espletamento del concorso nelle loro scuole e i rappresentanti di classe dell’Istituto Einaudi.


 Al sesto posto (quarto ex equo) Francesca Lombardo di 4°A dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi”.  I musicisti Paolo Terminello e Davide Carnemolla con una loro composizione dal titolo “Accordi del cuore” hanno preceduto la lettura del brano “La mia lettera dal cielo” eseguita da Marta Celesia.
Al quinto posto (quarto ex equo) Ludovica Spinella di 3°C dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi”.  Samuele Cammarana al pianoforte ha suonato il brano “Comptine d’un autre ètè” di Yann Tiersen , sulla sfumature delle note finali Roberto Parlatore ha letto  “Strade senza uscita”.
Al quarto posto (quarto ex equo) Asia Andrea Leonardi del Liceo Statale polivalente Marco Fabio Quintiliano.  Edoardo Ferrarini al clarinetto ha eseguito “Tango Studio n°4” di Astor Piazzolla, Nicoletta Collura ha letto la lettera “Caro Stefano”.
Al terzo posto Salvatore Pecora di 4°A dell’istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi”. Il maestro Mattia Mazzola, al sax,  ha eseguito il brano “Suite n°1” di Johann Sebastian Bach, Marta Celesia ha letto la lettera “Caro Nico”.
Al secondo posto Mattia Lastrina dell’Istituto Superiore “Alessandro Rizza”.  Il chitarrista Paolo Terminello ha eseguito  la composizione “Nuovo cinema paradiso” di Ennio Morricone,  Roberto Parlatore ha letto l’elaborato “Paradise Village”.
Al primo posto, e vincitore della Seconda Edizione del concorso “Un ruggito per Stefano”, Giulio Lucca d’Amore dell’Istituto Tecnico “Enrico Fermi”.  I maestri Mattia Mazzola al sax e Pierpaolo Monterosso alla chitarra hanno eseguito “Oblivion (Tango)” di Astor Piazzolla, a sfumare sul brano, Nicoletta Collura ha letto la poesia “Il dolore”.
Finita premiazione la mamma di Stefano ha voluto riaffermare fra le lacrime, ma con tanta passione e determinazione quanto si senta coinvolta in queste iniziative e quanto valore ci veda nel parlare a tanti ragazzi che, oltre a cominciare ad amare Stefano, possono recepire questi messaggi propositivi per poter e saper stare, ben attenti, sulla strada.


“………. Ripensi ogni suo gesto,
rivedi il suo volto in ogni luogo,
con un urlo soffocato dentro
vorresti fermare quell'ultimo momento
in cui regalasti l’ultimo sorriso,
guardando ignara del futuro il suo viso.”
Questi i versi dell’ultima strofa della poesia che si è classificata al primo posto.
Poi la classe di Stefano, accompagnata dalle chitarre di Paolo Terminello e Pierpaolo Monterosso, ha cantato, insieme ai presenti, Canto d’amore, dedicata a Stefano.
Grandi emozioni, belle sensazioni. Stefano vive.

Salvatore Spallina 

martedì 16 maggio 2017

SIRACUSA-CASERTANA 0 a 2 – ENERGIA MENTALE CONSUMATA, SOLO QUELLA NERVOSA NON È BASTATA







Siracusa-Casertana 0 a 2 – Energia mentale consumata, solo quella nervosa non è bastata  

Il Siracusa fuori dai play off  al primo turno. La trasferta ad Alessandria se la faranno i tanti casertani sparsi nel Nord Italia, oltre quelli della città.  Ci sarebbero tante cosa da prendere in esame, ma non ci sembra proprio il momento di esaminare in profondità questa gara.
Diciamo subito, a scanso di equivoci che il nostro parere su quadra e società lo abbiamo già espresso in tante altre note di commento quest’anno e qui non ripeteremo gli elogi e le notazioni positive già espresse.

Solo qualche spunto, dicevamo. Intanto Sottil deve sfatare la stretta associazione: sua squalifica-sconfitta della squadra assicurata - (qualcuno che ha tenuto il conto meglio di noi lo aveva anticipato ad inizio gara, della serie : quelli che credono che le cose sono già scritte!!! Oh yeaaa), dunque nel suo futuro prossimo d’allenatore valuti meglio quando può o deve farsi cacciare fuori dagli arbitri, almeno di non cominciare a sovvertire questo certo pronostico.
Poi la pretattica di non dare certezze agli avversari, con allenamenti a porte chiuse e quant'altro servisse a rendere oscura la formazione, è continuata anche durante il riscaldamento pre-gara. Non si capiva quale sarebbe stata la formazione iniziale, dal momento che a riscaldarsi c’erano tutti i convocati. Si è confuso anche lo speaker che quando ha letto la formazione aveva dato Diakitè in panchina e Brumat in campo. Dalla formazione schierata ad inizio gara si è capito che a fare la partita sulla fascia di Diakitè non sarebbe stato il Siracusa. Poi per tutto il primo tempo De Silvestro ha sofferto della sindrome dell’accentramento, infatti quando hanno attaccato da quella fascia lui era lontano, non ha interdetto, intercettato, contrato l’avversario di fascia e dallo sviluppo di questa azione è nato il loro goal. Poi subita la rete la squadra non ha osato neanche nella fascia di Malerba, dunque niente sovrapposizioni di Valente con l’esterno basso e meno dialogo in mezzo al campo, nel secondo tempo con Dentice è stato diverso.
Colpisce di sera!! Giorno (lo stesso che aveva sorpreso Santurro fuori dai pali nella precedente partita), al nono, nel sonno e il Siracusa persa la luce, pur con tanta che ce n’era in campo,  non la ritrova più e non è riuscito, negli 81 (1+3 dei recuperi) minuti restanti, a far felici i 4.500 presenti.
La squadra aveva dato tutto quello che aveva fino alla conquista matematica dei play off, poi ha perso la condizione mentale e non ha saputo giocare ai livelli con i quali aveva piegato fior di squadre, comprese Cosenza e la stessa Casertana che ora faranno qualche passaggio in più in questo cammino. La squadra ha reagito con le residue energie nervose, ma dopo l’incrocio dei pali di Spinelli, sfumata la parità, è rimasta solo la tensione. La reazione c’è stata ma è mancata della necessaria lucidità per trasformare le opportunità in goal. Era come se il pallone scottasse fra i piedi e non si vedeva l’ora buttarla al centro sperando che Scardina….. Il pari è passato, invece, sui piedi di Catania e…. non è tornato più, neanche quando Marco Turati con un bel sinistro in area si vede respingere a fil di palo il suo tiro dal portiere Ginestra ed il successivo di Scardina viene rimpallato da un difensore. Poi solo una serie di cross da parte di Valente, che nel corso dell’anno hanno avuto miglior fortuna, e delle punizioni che son piovute in area senza creare quella pericolosità da azioni da goal vere e proprie.
Il popolo azzurro comunque era pago per il rendimento della squadra per questa stagione, ma avrebbe voluto veder ripetere dalla squadra una prestazione come quelle che, nel momento migliore del campionato, aveva saputo offrire ai suoi tifosi. Pur consapevole del difficile percorso di questi play off ha sperato che i valori che la squadra aveva mostrato se li giocasse alla pari con l’Alessandria, almeno nella partita in casa, al De Simone.  

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al Popolo Azzurro che a fine gara ha voluto, con un flebile e sportivo applauso, tributare il merito della vittoria alla Casertana. Invece con i cori e gli applausi scroscianti ha voluto ringraziare gli azzurri per le gioie, i sorrisi, le soddisfazioni che nel corso del campionato avevano regalato a tutti i tifosi.

Ora si apre un nuovo capitolo. Non abbiamo notizie certe ma intuiamo che la struttura tecnica non sarà più la stessa, cioè Sottil e Laneri non resteranno e molti giocatori dell’attuale rosa li leggeremo in altre formazioni di Lega Pro e qualcuno, su tutti Valente, anche in Serie B. Quest’anno di rodaggio speriamo abbia dato le giuste indicazioni alla famiglia del presidente Gaetano Cutrufo per fare bene e meglio operare per il prossimo campionato.  

Salvatore Spallina


mercoledì 10 maggio 2017

SIRACUSA-VIRTUS FRANCAVILLA 0 a 1 – DA QUI A DOMENICA, ALTRE DOMANDE, ALTRI PENSIERI


            





Siracusa-Virtus Francavilla 0 a 1 - Da qui a domenica, altre domande, altri pensieri

Viste le due ultime prestazioni la squadra mentalmente, dopo la partita con la Paganese, come succede a tante altre squadre, grandi e piccole, si è sentita appagata, inconsciamente, della posizione che la classifica le garantiva. Diciamo la squadra e non l’allenatore. Stante le dichiarazioni rilasciate da mister Sottil alla stampa, lui, mentalmente ,non ha mai mollato, i giocatori si. Naturalmente mai con le parole. Le parole dei calciatori nelle dichiarazioni e nelle interviste erano quelle opportune. E poi, diciamo anche questo, Sottil, pur volendo dare anche un breve momento di pausa ad alcuni giocatori si è troppo fidato della intercambialità/ interscambialità nei ruoli, almeno in difesa, ma questa volta non ha funzionato.
Tutti i giocatori pur allenandosi e prestando attenzione alle direttive tecniche non si applicavano mentalmente nelle giocate da effettuare. 
La prova l’abbiamo avuta/constatata tutti in video nella partita con il Catania, visto che nessuno di noi è potuto andarla a vedere.  Dopo quel sonoro 3 a 0, negli ultimi 20/25 minuti, il Siracusa ha cominciato a giocare come sa ed ha messo in mostra tutti i limiti, di questa stagione, della squadra etnea. Poi dopo il 3 a 1 di Filippo Scardina, i giocatori in campo e i cronisti catanesi dai microfoni hanno cominciato a balbettare, specialmente dopo che Di Grazia ha fallito il 4 a 1. Se Azzi o Longoni, a pochi minuti dal termine, insaccano il 3 a 2, i minuti finali avrebbero potuto ripagare quelle migliaia di tifosi azzurri per la brutta prestazione fino al 3 a 0.
Nella settimana di preparazione in vista della partita con il Francavilla l’atteggiamento mentale non è cambiato, a nostro parere. I due risultati a disposizione hanno fatto il resto. Il rientro di Sciannamè, dopo tante settimane, ed il fatto che Diakitè è insicuro e bisticciato con i suoi piedi, non riescono ad eseguire i comandi e gli impulsi che il suo cervello ordina ad essi, hanno contribuito non poco. Niente dialogo sulle fasce esterne fra difesa ed attacco. Il Francavilla, dopo l’1 a 0, si è schierato a 5 dietro con il suo uomo migliore con i piedi, collocato da mister Calabro, davanti alla difesa, il resto viene da sé.  
L’ingresso di Catania e Valente cambia l’inerzia della gara ma ancora la squadra non riesce a giocare bene, però ha voglia di impattarla questa partita. Il mister, come è nel suo carattere, è andato oltre!! Non accettando, dentro di sé, quello che stava succedendo in campo ha trasformato la rabbia in ira. Questa non gli ha fatto controllare i due sfoghi (in effetti aveva ragione lui nell'interpretare i due falli fischiati), l’arbitro non gli ha perdonato il secondo sfogo, specialmente nella prolungata protesta successiva alla decisione di mandarlo fuori dal campo (immaginiamo tutto quanto trascritto nel referto) e che ha determinato le due giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo).
Per un Longoni distratto/deconcentrato, come quasi sempre, quando  è entrato come titolare (in tutti i 58 minuti ha azzeccato solo due passaggi sbagliando tutto il resto, passaggi, suggerimenti, idee) abbiamo visto un Giordano recuperato e questo fa ben sperare. Non è da Emanuele Catania non concentrasi sui rigori, però dovrà stare attento per il prossimo a riconcentrasi  da zero e trovare le energie mentali necessarie prima di calciare, se per caso qualcuno degli avversari gli sposta il pallone dalla sua prima collocazione. Si è infatti ripetuta la stessa scena di Lecce, anche se lì è stato ancora più grave tutto quello che era successo qualche minuto prima.

Comunque un capitolo si è chiuso e si è chiuso bene. Si apre una bella parentesi (inimmaginabile dal tifoso più estremo al mago con la palla di vetro, dopo le prime sei giornate ed i punti in classifica). Il Siracusa che abbiamo imparato a conoscere bene potrà, se ne sarà capace con la testa e con i piedi, ben figurare e dire la sua. Noi condividiamo in pieno la battuta di Marco Turati: “Io non ho paura di nessuno, se non di noi”.

Diciamoci la verità: se si è consumata la riunione a tre, famiglia Cutrufo, Antonello Laneri, Andrea Sottil, si è parlato chiaro sui punti cruciali che in queste riunioni si mettono sul tavolo: premi individuali, collettivi, posizionamento nella graduatoria finale play off ed altri dettagli che non sta a noi prendere in considerazione; allora siamo convinti che questo Siracusa targato Cutrufo-Laneri-Sottil potrà recitare una parte veramente importante.

                         

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Carmine Giordano.  Lo abbiamo  visto, quasi al cento per cento, recuperato, con la voglia di colpire da fuori area e con quella capacità di tentare quelle giocate, due ben riuscite, che possono cambiare il volto ad una gara.
Domenica sera, 14 maggio, alle 20,30 contro la Casertana in questo primo turno dei play off ci aspettiamo che il popolo azzurro affolli il De Simone e non baratti questa partita con i soldi spesi per Premium o Sky per farsi tentare dalla “signora”.  Non faccia, poi, l’errore, ancora più grave, di comprarsi la partita su Sportube e vedersi, contemporaneamente, le due partite. Il popolo azzurro è stato capace di imprese, su questo versante, importanti.

Salvatore Spallina