lunedì 10 agosto 2026

- “LA FAVOLA PIÙ BELLA È DENTRO DI ME, CUSTODITA COME UN GIOELLO PREZIOSO. E, COME TALE, BRILLERÀ SEMPRE”



                                              


   ….”E alla fine diventai Betty Boop”, edito da Aurea Nox, è il libro d’esordio di Carmelinda Gentile. Raggruppa poesie, racconti, racconti d’intimità, come li ha definiti l’autrice in una recente intervista, e anche testimonianze narrative, come ci piace definire altre parti del libro.

   In profondità la sua scrittura ci racconta il modo in cui tutta la sua storia artistica ha generato una bella tensione degli opposti sfociata in una sintesi unica che va a coincidere con tutto quello che Carmelinda è oggi. Ovvero consapevolezza e capacità di saper fondere più anime come parti integranti della sua espressione artistica.


foto di Andrea Mudu - (Ismene) Carmelinda Gentile - Edipo a Colono - Teatro greco 2009 - Archivio Inout 

    Noi nei nostri appunti di lettura lo abbiamo annotato sotto la forma di quell’amore che sa farsi strada nella mente e nel cuore di un’artista, anche quando amabilmente ci parla dell’amore donato che fa dire a Carmelinda: “ non si può possedere quello che si ama davvero, si può solo diventare ciò che si dona”.

  E con questi pensieri non potevamo non associare, Carmelinda, rinata a nuova vita, ad una figura platonica che abbiamo amato da sempre, Diotima di Mantinea. Platone nel “Simposio” le assegna un ruolo chiave nel dialogo con Socrate per cercare di spiegare che cosa rappresenta veramente “Eros”. Infatti nel banchetto del “Simposio” Socrate racconta di aver appreso da Diotima il significato autentico dell'amore . A differenza degli altri partecipanti al banchetto, che celebrano "Eros" come un dio perfetto, Diotima sostiene che "Eros" non è né un dio né un semplice mortale, ma un "daimon", cioè un essere intermedio che media tra il mondo umano e quello divino. Proprio perché manca della bellezza e del bene, "Eros" li desidera e li ricerca incessantemente. Così come Carmelinda partendo da ciò che è adesso si proietta verso nuovi momenti artistici. 

foto di Andrea Mudu - Carmelinda Gentile - Edipo a Colono - Teatro greco 2009 - Archivio Inout

   “Basta proteggere le proprie ali e andare avanti: Perché volare è bellissimo”, dice Carmelinda e senza questa spinta la ricerca del bene e della bellezza non segue la giusta via.

   Questo nuovo intreccio fra passato, futuro e presente proietta Carmelinda in un percorso di scrittura innovativo e sperimentale per poter scoprire quella parte del proprio sé prima nascosto anche a se stessa. Questo cambio di paradigma che le ha permesso di rinascere, in tutti i sensi, ha tratto non poca linfa dal percorso oncologico. Nel libro Carmelinda ci torna, con varie sfumature. 

     
foto di Andrea Mudu - Una scena di Edipo a Colono - Teatro greco 2009 - Archivio Inout

   Dopo “Il freddo di Persefone” che l’ha proiettata verso

“......questo nuovo orizzonte

questa nuova spiaggia

in cui si aspetta un Dio,

il mio Dio,

che mi faccia ancora una volta

danzare tutta la notte”

e poi “ballare ancora e ancora”, 

Carmelinda è proiettata verso " la libertà vera, quella senza filtri, quella che non giustifica, che non chiede permesso". Quella libertà che fa conflitto con normalità.

                                                             Carmelinda Gentile

   Il libro è ricco di spunti di riflessione sia dentro la parte poetica che quella narrativa. A noi sono piaciuti, in particolare, i racconti “Il viaggio dell’anello” e “La pazza”. Per versi opposti. Il primo per quella vena di leggerezza che avvolge le travagliate storie d’amore di cui è protagonista l’anello, per poi, in maniera inaspettata, sfociare nell’atto del dono che racchiude un atto “d’amore che resiste al tempo, alla distanza, persino alla morte”. Il secondo per la rottura degli schemi su cui è incardinata la società, che, con le sue sovrastrutture mentali, costringe a considerare fuori dagli schemi chi è alla ricerca di “emozioni autentiche che ci rendono migliori”.

   

               Carmelinda Gentile insieme al gruppo “Korego Theater Group” di Amsterdam

   Non possiamo chiudere queste note senza un passaggio doveroso sui temi della sensibilità solidale dentro la quale Carmelinda è inserita a pieno titolo. A partire dall’esperienza di “Passo dopo passo”, con Damiano Chiaramonte nella mente e nel cuore, un seminario teatrale che prevede un ciclo di incontri, a Siracusa, con la collaborazione delle Associazioni di volontariato oncologico quali C.I.A.O., LILT, A.N.G.O.L.O.. Con la sua regia ed il supporto del “Korego Theater Group”, fondato da Carmelinda ad Amsterdam, le protagoniste dello spettacolo sono persone che hanno attraversato la malattia oncologica e vengono aiutate a venir  fuori “dall’abisso”, come l’ha definito Carmelinda. Va fatto pure un riferimento ad uno spettacolo “Le Madri” (tratto dalla tragedia Le Supplici di Euripide con traduzione di Giusto Monaco) finalizzato ad una raccolta fondi portato in scena a Catania, l’anno passato. Ci corre l’obbligo di puntualizzare che questo stesso libro concorre alle stesse finalità attraverso il progetto etico dell’editore Aurea Nox.

   A chiusa ci è venuto da pensare a quel passaggio del brano: “Sorry, scusa, lo siento” dei Pinguini Taccici Nucleari: “Si muore una volta e si vive per sempre”, come ad una sorta di brand di rinascita che vede  Carmelinda dare forza a questa nuova armatura, “giusta”, a farle continuare il suo percorso di artista, di donna, di madre. 

Salvatore Spallina

NOTE:

-   Attrice e regista teatrale, autrice, Carmelinda Gentile è nata a Siracusa nel 1973. La danza, come forma d’arte, l’attrae sin da bambina. Il teatro è la sua passione, da innamoramento diventerà amore puro. La sua formazione avviene all’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) sotto la guida di Giusto Monaco. Il debutto nel teatro, al Teatro Greco di Siracusa, con ”Gli Arcanesi”, nel 1994. Il teatro classico e contemporaneo sarà sempre al centro della sua carriera artistica. Cinema e tivù la vedranno come interprete. Per il grande pubblico è ancora oggi “Beba”, nella serie “Il Commissario Montalbano”, il teatro, però, resta la sua vera vocazione artistica. Dal 2016 si trasferirà ad Amsterdam dove andrà a fondare il “Korego Theater Group”, a partire da quegli anni sarà impegnata come protagonista e regista sia del teatro italiano all’estero che di laboratori e progetti culturali di respiro internazionale. Nel 2024 diventa “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per la diffusione della cultura italiana all’estero. 


D Durante la lettura e gli spunti sul libro ci siamo fatti compagnia con questi brani.

I   In particolare, quelli di Marco Castello con riferimento a Siracusa, ad Ortigia. "Minuano" di Pat Metheny l'abbiamo sempre associato al mare, in tutte le sue declinazioni, anche per il modo in cui Carmelinda sente un profondo legame con questo elemento. 

 --https://www.youtube.com/watch?v=akaugv4Qv3A&list=RDakaugv4Qv3A&start_radio=1 > Luca Carboni - Farfallina (Live)

ht https://www.youtube.com/watch?v=viuGWcdA2jo&list=RDviuGWcdA2jo&start_radio=1 - Marco Castello - Empireo Risolti 

https://www.youtube.com/watch?v=glWlcl_nd2I&list=RDglWlcl_nd2I&start_radio=1 - Marco Castello - Vessenali 

https://www.youtube.com/watchv=QwAqDF6dzfE&list=RDQwAqDF6dzfE&start_radio=1 -  Marco Castello - Chiuviti/Nun chiuviti -   La7 – Propaganda live

https://www.youtube.com/watch?v=dkyhjhhn6vU&list=RDdkyhjhhn6vU&start_radio=1 - Joy Rhodes - i love me

https://www.youtube.com/watch?v=p-HtXFLMbpU&list=RDp-HtXFLMbpU&start_radio=1  - Pat Metheny Group – Minuano -