lunedì 31 luglio 2017

MICHELE PUPILLO “BOHEME È STATA ED È SEMPRE RIMASTA UN’OPERA GIOVANE” – A NOTO IL 15 AGOSTO





 Michele Pupillo “Boheme è stata ed è sempre rimasta un’opera giovane” 


L’Orchestra Mediterranea Siracusana e Coro diretti dal maestro Michele Pupillo con la regia di Paolo La Delfa porteranno in scena a Noto, Il 15 agosto alle ore 21,00, a Palazzo Ducezio, di fronte alla scalinata  della Cattedrale, la Boheme,  opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini.
Il maestro Michele Pupillo con la “sua” Orchestra e Coro e con i protagonisti che saliranno sul palco sta completando il lavoro preparatorio senza trascurare nessun dettaglio. L’Opera sotto le stelle. Dopo i successi di Tosca e Traviata, il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha rinnovato la scommessa, anche per quest’anno con la Boheme, contando su un riscontro che non potrà essere inferiore alle due precedenti opere.
Noi abbiamo incontrato il maestro Michele Pupillo per scambiare due battute sulla scelta di Boheme e su quali temi principali verte quest’opera.

Maestro la scelta quest’anno è caduta su Boheme ci dica perchè
“La Boheme è l’amore, tout court.  In particolare, le dico di più, è l’amore in tutti i sensi. Sprigiona sentimento in ogni momento della sua messa in scena. E’ l’amore in assoluto.

Ci dica qualcosa sulle musiche di quest’opera
“Le melodie sono così belle che non si può fare a meno di piangere. Puccini ha dato grande prova in queste melodie d’amore ed è rimasto insuperato. Quando studiavo composizione, con la mia insegnante, io già amavo moltissimo quest’opera, ero e sono sempre innamorato di Puccini.
Ho scelto quest’opera perché la sento dentro di me in maniera particolare, quest’opera commuove”.

I protagonisti sono giovani ed anche il contenuto rispecchia temi molto vicini al mondo dei giovani
“ I giovani d’oggi possono vedere in essa rispecchiati i loro sentimenti, quelli che loro vivono oggi, adesso. Bhoeme è stata completata nel dicembre del 1895, nel febbraio del 1896 è andata in scena, ma è stata ed  è sempre rimasta un’opera giovane. I protagonisti sono ragazzi che sperimentano la vita e credono in essa, cercano il successo tentando di realizzare i loro sogni. Vivono una dimensione della vita nella quale si progettano idee ed aspettative. Loro vivono in una soffitta e dividono, condividono tutto. Amori, passioni, delusioni e rinascite”.

A chi viene a vedere, a sentire per la prima volta Boheme lei cosa dice
“Io pur essendo già grande continuo ad amarla perché mi offre stimoli e mi fa ritrovare sempre quella parte della mia spiritualità che mi ha consentito di vivere la mia esperienza di musicista e di uomo senza rimpianti, con lo stesso amore per la musica che avevo quando ero giovane. Giacomo Puccini è sempre molto moderno. Sa alternare le fasi musicali che riescono a prenderti, a coinvolgerti durante l’esecuzione”.


L’opera si sviluppa, si svolge  in quattro quadri. Nella soffitta (il primo), al caffè Momus (il secondo), alla barriera d'Enfer, un passaggio doganale dove si viene controllati (il terzo), di nuovo in soffitta (il quarto)
“E’ un’opera difficile da mettere in scena perché ha dieci parti principali, è complessa nella sua composizione. Oltre ai protagonisti principali ci sono una serie di altri personaggi, compresa una banda, che hanno ruoli importanti. L’opera si colloca, temporalmente intesa, come stagione, alla vigilia di Natale. Noi faremo di tutto, sotto il profilo scenografico, degli effetti e quello musicale, per poter trasferire mentalmente ( e sarà uno sforzo non indifferente!!) il pubblico dentro quelle scene, dentro quei quadri. Splendidi le arie “Che gelida manina”, “Sì, mi chiamano Mimì” ed il duetto “O soave fanciulla”, giusto per fare qualche citazione”.

                                                              Salvatore Spallina

lunedì 5 giugno 2017

Premiazione II Edizione del concorso “Un Ruggito per Stefano”



                                        

Premiazione II Edizione del concorso “Un Ruggito per Stefano” 


Canto d’amore (canzone per Stefano)
Il mare e i suoi abissi sono senza confini per te
Nei sogni ci racconterai gli incontri con Dio
Lo senti  c’è il calore che hai lasciato tu
Se  ci perderemo ci verrai a cercare
Oh-oh  STE  Oh-oh  STE c’è un canto d’amore che sale da te
Oh-oh  STE Oh-oh  STE  c’è un coro di voci che parla con te

Nell’aula magna del Istituto Superiore “L. Einaudi” di Siracusa, il 18 maggio 2017, si è svolta la premiazione della II Edizione del Concorso Letterario–Multimediale “Un Ruggito per Stefano” . Stefano Pulvirenti è quel giovane studente della 3A dell’Einaudi che nel tragico incidente del 29 ottobre 2015, in via Paolo Orsi, ha perso la vita.
Il “Concorso” ha come tema la sicurezza stradale e/o la viabilità cittadina. Le forme espressive previste erano: una poesia, un tema argomentativo, un articolo di giornale, una lettera, anche in forma multimediale.

Quest’anno i lavori pervenuti, da parte dei ragazzi sono stati 35 e 4 le scuole che hanno partecipato a questa edizione. La commissione giudicatrice ha valutato i lavori secondo una griglia di valutazione stabilità decretando 6 vincitori, non senza difficoltà nella scelta dal momento che i contenuti pervenuti sono stati interessanti e partecipati in maniera profonda. Tutti i ragazzi che hanno presentato un lavoro hanno ricevuto un attestato di riconoscimento. Qui di seguito la lista dei vincenti (4-5-6 classificati hanno avuto in premio un casco ciascuno offerti dalla mamma di Stefano, Deborah Lentini. Ai primi tre classificati sono andati dei buoni da spendere presso un negozio WiFi. Al 2° ed al 3°, offerti dalla scuola, al 1° è stato offerto dalla 5°A dell’Einaudi, la classe di Stefano).
Dopo l’intervento d’apertura della prof.ssa Mariarita Bisicchia, curatrice del concorso, hanno preso la parola la preside dell’Istituto Einaudi Teresella Celesti, il Comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Antonio Capodicasa,  Roberto Camelia,
presidente della Sport&Mente Onlus che si occupa di tematiche inerenti la disabilità, sport paralimpico ed inclusione , la signora Mirella Abela presidente dell’Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada-Onlus-, il prof. Salvatore Spallina.

Carolina Prestia e Simone Genovese della 5A dell’Einaudi hanno avuto il compito di presentare e coordinare la mattinata in un’aula magna che ha visto presenti tutti gli autori degli elaborati, accompagnati dai rispettivi professori che avevano curato l’espletamento del concorso nelle loro scuole e i rappresentanti di classe dell’Istituto Einaudi.


 Al sesto posto (quarto ex equo) Francesca Lombardo di 4°A dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi”.  I musicisti Paolo Terminello e Davide Carnemolla con una loro composizione dal titolo “Accordi del cuore” hanno preceduto la lettura del brano “La mia lettera dal cielo” eseguita da Marta Celesia.
Al quinto posto (quarto ex equo) Ludovica Spinella di 3°C dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi”.  Samuele Cammarana al pianoforte ha suonato il brano “Comptine d’un autre ètè” di Yann Tiersen , sulla sfumature delle note finali Roberto Parlatore ha letto  “Strade senza uscita”.
Al quarto posto (quarto ex equo) Asia Andrea Leonardi del Liceo Statale polivalente Marco Fabio Quintiliano.  Edoardo Ferrarini al clarinetto ha eseguito “Tango Studio n°4” di Astor Piazzolla, Nicoletta Collura ha letto la lettera “Caro Stefano”.
Al terzo posto Salvatore Pecora di 4°A dell’istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi”. Il maestro Mattia Mazzola, al sax,  ha eseguito il brano “Suite n°1” di Johann Sebastian Bach, Marta Celesia ha letto la lettera “Caro Nico”.
Al secondo posto Mattia Lastrina dell’Istituto Superiore “Alessandro Rizza”.  Il chitarrista Paolo Terminello ha eseguito  la composizione “Nuovo cinema paradiso” di Ennio Morricone,  Roberto Parlatore ha letto l’elaborato “Paradise Village”.
Al primo posto, e vincitore della Seconda Edizione del concorso “Un ruggito per Stefano”, Giulio Lucca d’Amore dell’Istituto Tecnico “Enrico Fermi”.  I maestri Mattia Mazzola al sax e Pierpaolo Monterosso alla chitarra hanno eseguito “Oblivion (Tango)” di Astor Piazzolla, a sfumare sul brano, Nicoletta Collura ha letto la poesia “Il dolore”.
Finita premiazione la mamma di Stefano ha voluto riaffermare fra le lacrime, ma con tanta passione e determinazione quanto si senta coinvolta in queste iniziative e quanto valore ci veda nel parlare a tanti ragazzi che, oltre a cominciare ad amare Stefano, possono recepire questi messaggi propositivi per poter e saper stare, ben attenti, sulla strada.


“………. Ripensi ogni suo gesto,
rivedi il suo volto in ogni luogo,
con un urlo soffocato dentro
vorresti fermare quell'ultimo momento
in cui regalasti l’ultimo sorriso,
guardando ignara del futuro il suo viso.”
Questi i versi dell’ultima strofa della poesia che si è classificata al primo posto.
Poi la classe di Stefano, accompagnata dalle chitarre di Paolo Terminello e Pierpaolo Monterosso, ha cantato, insieme ai presenti, Canto d’amore, dedicata a Stefano.
Grandi emozioni, belle sensazioni. Stefano vive.

Salvatore Spallina 

martedì 16 maggio 2017

SIRACUSA-CASERTANA 0 a 2 – ENERGIA MENTALE CONSUMATA, SOLO QUELLA NERVOSA NON È BASTATA







Siracusa-Casertana 0 a 2 – Energia mentale consumata, solo quella nervosa non è bastata  

Il Siracusa fuori dai play off  al primo turno. La trasferta ad Alessandria se la faranno i tanti casertani sparsi nel Nord Italia, oltre quelli della città.  Ci sarebbero tante cosa da prendere in esame, ma non ci sembra proprio il momento di esaminare in profondità questa gara.
Diciamo subito, a scanso di equivoci che il nostro parere su quadra e società lo abbiamo già espresso in tante altre note di commento quest’anno e qui non ripeteremo gli elogi e le notazioni positive già espresse.

Solo qualche spunto, dicevamo. Intanto Sottil deve sfatare la stretta associazione: sua squalifica-sconfitta della squadra assicurata - (qualcuno che ha tenuto il conto meglio di noi lo aveva anticipato ad inizio gara, della serie : quelli che credono che le cose sono già scritte!!! Oh yeaaa), dunque nel suo futuro prossimo d’allenatore valuti meglio quando può o deve farsi cacciare fuori dagli arbitri, almeno di non cominciare a sovvertire questo certo pronostico.
Poi la pretattica di non dare certezze agli avversari, con allenamenti a porte chiuse e quant'altro servisse a rendere oscura la formazione, è continuata anche durante il riscaldamento pre-gara. Non si capiva quale sarebbe stata la formazione iniziale, dal momento che a riscaldarsi c’erano tutti i convocati. Si è confuso anche lo speaker che quando ha letto la formazione aveva dato Diakitè in panchina e Brumat in campo. Dalla formazione schierata ad inizio gara si è capito che a fare la partita sulla fascia di Diakitè non sarebbe stato il Siracusa. Poi per tutto il primo tempo De Silvestro ha sofferto della sindrome dell’accentramento, infatti quando hanno attaccato da quella fascia lui era lontano, non ha interdetto, intercettato, contrato l’avversario di fascia e dallo sviluppo di questa azione è nato il loro goal. Poi subita la rete la squadra non ha osato neanche nella fascia di Malerba, dunque niente sovrapposizioni di Valente con l’esterno basso e meno dialogo in mezzo al campo, nel secondo tempo con Dentice è stato diverso.
Colpisce di sera!! Giorno (lo stesso che aveva sorpreso Santurro fuori dai pali nella precedente partita), al nono, nel sonno e il Siracusa persa la luce, pur con tanta che ce n’era in campo,  non la ritrova più e non è riuscito, negli 81 (1+3 dei recuperi) minuti restanti, a far felici i 4.500 presenti.
La squadra aveva dato tutto quello che aveva fino alla conquista matematica dei play off, poi ha perso la condizione mentale e non ha saputo giocare ai livelli con i quali aveva piegato fior di squadre, comprese Cosenza e la stessa Casertana che ora faranno qualche passaggio in più in questo cammino. La squadra ha reagito con le residue energie nervose, ma dopo l’incrocio dei pali di Spinelli, sfumata la parità, è rimasta solo la tensione. La reazione c’è stata ma è mancata della necessaria lucidità per trasformare le opportunità in goal. Era come se il pallone scottasse fra i piedi e non si vedeva l’ora buttarla al centro sperando che Scardina….. Il pari è passato, invece, sui piedi di Catania e…. non è tornato più, neanche quando Marco Turati con un bel sinistro in area si vede respingere a fil di palo il suo tiro dal portiere Ginestra ed il successivo di Scardina viene rimpallato da un difensore. Poi solo una serie di cross da parte di Valente, che nel corso dell’anno hanno avuto miglior fortuna, e delle punizioni che son piovute in area senza creare quella pericolosità da azioni da goal vere e proprie.
Il popolo azzurro comunque era pago per il rendimento della squadra per questa stagione, ma avrebbe voluto veder ripetere dalla squadra una prestazione come quelle che, nel momento migliore del campionato, aveva saputo offrire ai suoi tifosi. Pur consapevole del difficile percorso di questi play off ha sperato che i valori che la squadra aveva mostrato se li giocasse alla pari con l’Alessandria, almeno nella partita in casa, al De Simone.  

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al Popolo Azzurro che a fine gara ha voluto, con un flebile e sportivo applauso, tributare il merito della vittoria alla Casertana. Invece con i cori e gli applausi scroscianti ha voluto ringraziare gli azzurri per le gioie, i sorrisi, le soddisfazioni che nel corso del campionato avevano regalato a tutti i tifosi.

Ora si apre un nuovo capitolo. Non abbiamo notizie certe ma intuiamo che la struttura tecnica non sarà più la stessa, cioè Sottil e Laneri non resteranno e molti giocatori dell’attuale rosa li leggeremo in altre formazioni di Lega Pro e qualcuno, su tutti Valente, anche in Serie B. Quest’anno di rodaggio speriamo abbia dato le giuste indicazioni alla famiglia del presidente Gaetano Cutrufo per fare bene e meglio operare per il prossimo campionato.  

Salvatore Spallina


mercoledì 10 maggio 2017

SIRACUSA-VIRTUS FRANCAVILLA 0 a 1 – DA QUI A DOMENICA, ALTRE DOMANDE, ALTRI PENSIERI


            





Siracusa-Virtus Francavilla 0 a 1 - Da qui a domenica, altre domande, altri pensieri

Viste le due ultime prestazioni la squadra mentalmente, dopo la partita con la Paganese, come succede a tante altre squadre, grandi e piccole, si è sentita appagata, inconsciamente, della posizione che la classifica le garantiva. Diciamo la squadra e non l’allenatore. Stante le dichiarazioni rilasciate da mister Sottil alla stampa, lui, mentalmente ,non ha mai mollato, i giocatori si. Naturalmente mai con le parole. Le parole dei calciatori nelle dichiarazioni e nelle interviste erano quelle opportune. E poi, diciamo anche questo, Sottil, pur volendo dare anche un breve momento di pausa ad alcuni giocatori si è troppo fidato della intercambialità/ interscambialità nei ruoli, almeno in difesa, ma questa volta non ha funzionato.
Tutti i giocatori pur allenandosi e prestando attenzione alle direttive tecniche non si applicavano mentalmente nelle giocate da effettuare. 
La prova l’abbiamo avuta/constatata tutti in video nella partita con il Catania, visto che nessuno di noi è potuto andarla a vedere.  Dopo quel sonoro 3 a 0, negli ultimi 20/25 minuti, il Siracusa ha cominciato a giocare come sa ed ha messo in mostra tutti i limiti, di questa stagione, della squadra etnea. Poi dopo il 3 a 1 di Filippo Scardina, i giocatori in campo e i cronisti catanesi dai microfoni hanno cominciato a balbettare, specialmente dopo che Di Grazia ha fallito il 4 a 1. Se Azzi o Longoni, a pochi minuti dal termine, insaccano il 3 a 2, i minuti finali avrebbero potuto ripagare quelle migliaia di tifosi azzurri per la brutta prestazione fino al 3 a 0.
Nella settimana di preparazione in vista della partita con il Francavilla l’atteggiamento mentale non è cambiato, a nostro parere. I due risultati a disposizione hanno fatto il resto. Il rientro di Sciannamè, dopo tante settimane, ed il fatto che Diakitè è insicuro e bisticciato con i suoi piedi, non riescono ad eseguire i comandi e gli impulsi che il suo cervello ordina ad essi, hanno contribuito non poco. Niente dialogo sulle fasce esterne fra difesa ed attacco. Il Francavilla, dopo l’1 a 0, si è schierato a 5 dietro con il suo uomo migliore con i piedi, collocato da mister Calabro, davanti alla difesa, il resto viene da sé.  
L’ingresso di Catania e Valente cambia l’inerzia della gara ma ancora la squadra non riesce a giocare bene, però ha voglia di impattarla questa partita. Il mister, come è nel suo carattere, è andato oltre!! Non accettando, dentro di sé, quello che stava succedendo in campo ha trasformato la rabbia in ira. Questa non gli ha fatto controllare i due sfoghi (in effetti aveva ragione lui nell'interpretare i due falli fischiati), l’arbitro non gli ha perdonato il secondo sfogo, specialmente nella prolungata protesta successiva alla decisione di mandarlo fuori dal campo (immaginiamo tutto quanto trascritto nel referto) e che ha determinato le due giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo).
Per un Longoni distratto/deconcentrato, come quasi sempre, quando  è entrato come titolare (in tutti i 58 minuti ha azzeccato solo due passaggi sbagliando tutto il resto, passaggi, suggerimenti, idee) abbiamo visto un Giordano recuperato e questo fa ben sperare. Non è da Emanuele Catania non concentrasi sui rigori, però dovrà stare attento per il prossimo a riconcentrasi  da zero e trovare le energie mentali necessarie prima di calciare, se per caso qualcuno degli avversari gli sposta il pallone dalla sua prima collocazione. Si è infatti ripetuta la stessa scena di Lecce, anche se lì è stato ancora più grave tutto quello che era successo qualche minuto prima.

Comunque un capitolo si è chiuso e si è chiuso bene. Si apre una bella parentesi (inimmaginabile dal tifoso più estremo al mago con la palla di vetro, dopo le prime sei giornate ed i punti in classifica). Il Siracusa che abbiamo imparato a conoscere bene potrà, se ne sarà capace con la testa e con i piedi, ben figurare e dire la sua. Noi condividiamo in pieno la battuta di Marco Turati: “Io non ho paura di nessuno, se non di noi”.

Diciamoci la verità: se si è consumata la riunione a tre, famiglia Cutrufo, Antonello Laneri, Andrea Sottil, si è parlato chiaro sui punti cruciali che in queste riunioni si mettono sul tavolo: premi individuali, collettivi, posizionamento nella graduatoria finale play off ed altri dettagli che non sta a noi prendere in considerazione; allora siamo convinti che questo Siracusa targato Cutrufo-Laneri-Sottil potrà recitare una parte veramente importante.

                         

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Carmine Giordano.  Lo abbiamo  visto, quasi al cento per cento, recuperato, con la voglia di colpire da fuori area e con quella capacità di tentare quelle giocate, due ben riuscite, che possono cambiare il volto ad una gara.
Domenica sera, 14 maggio, alle 20,30 contro la Casertana in questo primo turno dei play off ci aspettiamo che il popolo azzurro affolli il De Simone e non baratti questa partita con i soldi spesi per Premium o Sky per farsi tentare dalla “signora”.  Non faccia, poi, l’errore, ancora più grave, di comprarsi la partita su Sportube e vedersi, contemporaneamente, le due partite. Il popolo azzurro è stato capace di imprese, su questo versante, importanti.

Salvatore Spallina

giovedì 27 aprile 2017

SIRACUSA–PAGANESE 2 a 0 - LA PRIMA DEI PLAY OFF IN CASA? UNA CERTEZZA!!





Siracusa–Paganese 2 a 0  La prima dei play off in casa? Una certezza!!

La partita con la Paganese, come era giusto che fosse, aveva dato a pensare a  mister Sottil. Dopo una serie di risultati utili che l’avevano portata dentro le posizioni che contano nella classifica per disputare i play off, domenica, la Paganese si presentava al De Simone con le carte in regola per poter fare risultato. Il mister, dopo la prova opaca di Catanzaro, aveva pensato bene di preparare questa partita con l’obiettivo di mettere in cassaforte la vittoria. Questa, infatti, avrebbe permesso alla sua squadra di disputare in casa la prima sfida play off. E vittoria è stata, guadagnata sul campo con una buona prestazione e senza mai subire concretamente veri pericoli da Reginaldo & C. Ad incanalare la partita nella giusta direzione ci ha pensato un Emanuele Catania super. Dopo due minuti intercetta un passaggio fuori dall’area paganese, si libera di due avversari e quando il terzo va a contrastarlo con il suo micidiale sinistro mira nell’angolo lontano dove il portiere non può arrivare. Ha colpito a freddo, nel sonno, sorprendendo tutta la difesa. Vero è che il Siracusa ha, per tutto il primo tempo, avvalorato questo vantaggio con un palo di Toscano ed un goal annullato a Turati su angolo(con palla uscita dalla linea di fondo) ed altre azioni che potevano essere concluse a rete.
 La Paganese poi ha cercato di fare la propria partita con buone trame di giuoco, ma i nostri difensori esterni e lo stesso Cossentino, al fianco di Turati, non hanno lasciato spazio agli avanti della squadra di Grassadonia.
In altri passaggi abbiamo messo in evidenza le qualità, le doti tecniche dei nostri centrocampisti, degli esterni e delle nostre punte, qui vogliamo spendere due parole per il reparto difensivo. Relativamente a Turati va detto che c’è voluto un po’ per entrare in forma, per capire cosa veramente voleva il mister da lui e come doveva dialogare al meglio con i due centrocampisti, nello schema principale di giuoco voluto da Sottil. Senza voler dare o togliere meriti a tutti i ragazzi che si sono alternati nella linea difensiva ruotando tutti intorno alla linea governata da Marco Turati, da Brumat a Dentice, da Sciannamè a Malerba, da Diakitè a Cossentino, a Pirrello tutti hanno dato un buon contributo in queste tappe che hanno portato il Siracusa ad essere la squadra rivelazione e quella che sta giocando un bel calcio. Ai tifosi manca la perla/vittoria di domenica prossima per poter incorniciare questo campionato nel novero di quelle cose che hanno merito e titolo per essere ricordate e tramandate a tutti i tifosi prossimi venturi. L’ultima in casa con la Virtus Francavilla, che cinque, sei domeniche fa veniva pensata e vissuta come quella decisiva per acquisire una posizione centrale nei play off, oggi è vista e vissuta come quella partita che darà la conferma delle potenzialità che questa squadra ha in seno e sul ruolo che potrà recitare nei play off. Il mister può riempire, con giusto merito, il petto d’orgoglio per aver saputo forgiare un gruppo ed aver saputo trarre il meglio da ognuno di questi ragazzi protagonisti a cominciare da Santurro che ha dato e trasmesso sicurezza a tutta la squadra, a cominciare dalla difesa.

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Lele Catania sia per la prima sberla che ha tagliato le gambe alla Paganese che per il secondo goal costruito fra furbizia, tempistica, velocità di esecuzione della giocata e la paura che mette agli avversari in genere.

Il solito selfie/vittoria questa volta bisogna immaginarlo. La descrizione è reale, ma la foto è sparita nei meandri dei percorsi digitali. Però quelle sciarpe avvolte nelle braccia,quelle altre girate al collo, le facce sorridenti, le dita piazzate in segno di vittoria c’erano tutte, segno che con il Francavilla provvederemo a fare doppi scatti. Ad Maiora!!

Salvatore Spallina

venerdì 7 aprile 2017

SIRACUSA-CASERTANA 2 a 1 - STOP END GO. IL BELLO? A VENIRE

                       

                                            

                                           


Siracusa-Casertana  2 a 1 - Stop end go. Il bello? a venire

  Il Siracusa riprende il cammino verso posizioni ambiziose di classifica, rispetto a qualche mese fa. Il pari in casa con la Reggina e la brutta sconfitta ad Agrigento sono stati messi in sordina dalla buona prestazione contro la Casertana. L’assenza di Turati, devastante con l’Akragas, che aveva costretto Sottil a modificare l’impianto tattico della squadra, questa domenica non si è fatta sentire dal momento che Sottil ha posto rimedio tornando allo schema principale, quello preferito (4-2-3-1). Il mister ha anche verificato bene che Russo non si è ancora pienamente inserito negli schemi della squadra (probabilmente ha ancora bisogno di tempo e di condizione per farlo bene). Dobbiamo aggiungere che questo schema di gioco funziona alla grande quando è in campo Emanuele Catania. Quando è in campo ed è in condizione, come questo mercoledì, l’imprevedibilità e la capacità di far male agli avversari aumenta in maniera esponenziale. Dopo tanti falli e tante sgroppate sembrava sfinito, non solo non ha chiesto il cambio, ma ha confezionato, nei minuti finali,  l’opportunità per il 3 a 1 per De Silvestro che l’ha sbagliata maldestramente. La Casertana, con il bel goal di Giorno dell'1 a 1, ha mostrato buoni schemi di gioco e la capacità di saper tenere il campo, ma la squadra  di mister Tedesco nella fase difensiva ha lasciato al Siracusa spazi incredibili con occasioni per segnare, non sempre sfruttate a dovere. 
  I tre esterni d’attacco, Valente, De Silvestro, Azzi sono in grado di mettere in difficoltà qualunque difesa sia per le qualità individuali che per la capacità di saper, oramai, dialogare bene con tutti i compagni di reparto, Persano compreso. Anche questo giovane attaccante, prima di commettere quell'errore madornale in area su una palla deliziosa di Catania, si era ben comportato ed aveva ben scambiato con i compagni. In realtà sono due gli errori, vuol dire che dovrà migliorare sia con i piedi che con la testa (in quei secondi quando ha visto arrivare i due palloni, appoggiati da Catania, sia al 27° che al 41° (p. t.), non aveva ancora elaborato la decisione d'impatto con il pallone con il risultato di incartarsi e buttare al vento goal quasi fatti.      Specialmente l'ultima azione ha irritato tanti tifosi che nei minuti precedenti ne avevano elogiato le doti, sia per gli scambi sia per come si era proposto. Vuol dire che si procurerà il filmato di questa gara ed almeno questi errori non li dovrà più commettere se vuol progredire in carriera. Ha cercato di fare pressing sui difensori e i portatori di palla nella trequarti casertana e in parte ci è riuscito, ma, ad onor del vero, mai quanto Filippo Scardina che in questo atteggiamento e nelle azioni di pressing portate a termine sia nelle gare interne che esterne è assolutamente al primo posto. La prestazione di Persano è comunque da salvare proprio per le cose positive che ha messo in mostra.
  Un plauso, che fino’ora non abbiamo ancora esplicitato, va fatto ai due staff, quello dei preparatori atletici e quello medico-sanitario e del massaggiatore che stanno contribuendo a tenere la squadra in una buona condizione atletica anche in prospettiva play off.

  Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al bomber Emanuele Catania per il prezioso contributo dato per questa vittoria: rigore, ben calciato, del 2 a 1, le nitide occasioni offerte a Persano ed allo stesso De Silvestro per andare a mettere in porta goal fatti.

  È sempre il tempo di selfie-vittorie. Una ricarica in vista di questa fase finale e della prosecuzione nel girone play off che potrà dare le vere dimensioni della possibile proiezione di tutto il Siracusa Calcio, tifosi compresi, naturalmente.


Salvatore Spallina

mercoledì 29 marzo 2017

SIRACUSA-REGGINA 1 a 1- ZEMAN HA STUDIATO CON PROFITTO











Siracusa-Reggina 1 a 1- Zeman ha studiato con profitto

Nelle interviste dopo il pari del Siracusa a  Melfi, nel Girone di andata, Andrea Sottil puntualizzò: “Mi sono stancato di regalare il primo tempo agli avversari”. Dopo l’1 a 1 con la Reggina di domenica scorsa “..nel primo tempo non abbiamo giocato bene ma non per l'avversario, perché gli errori sono stati nostri”. A nostro parere, il mister nel dopo partita ha addotto troppe scuse, e questo non è, nel suo carattere, nelle abitudini di Sottil, anche gli avversari ci studiano!!!  E Karel Zeman in settimana ha studiato bene gli schemi di Sottil e gli uomini che avrebbe potuto utilizzare per battere la sua Reggina, bisognosa d’ossigeno come un malato d’asma. Avrebbe potuto sostituire Longoni, a metà del primo tempo, in giornata no, ma ha avuto ragione nel tenerlo (ha bruciato nel tempo gli avversari per la zampata del pari, quattro minuti dopo il goal amaranto, su cross di Diakitè) o spostare al centro dei tre, dietro Scardina, Azzi ed assegnare a Longoni il compito di stare attaccato alla fascia esterna. Ma mister Sottil sa bene che lui, Longoni, tendenzialmente, non lo fa apposta, si accentra e avrebbe finito per intasare la parte centrale dell’attacco. E poi la partita era stata preparata perché Longoni stesse tra le linee avversarie. Questa cosa a Lucas riesce bene quando gli spazi fra le linee degli avversari si allargano, saltano o per stanchezza o per cattivo posizionamento tattico.  I 5 reggini dietro e i 3 di centrocampo non gli hanno permesso di giocare come sa e non lo hanno mai fatto girare, lui ha sempre dovuto appoggiare all'indietro ed ha sbagliato quasi tutti i palloni. Solo due volte, una nel primo tempo (aggredito da tre reggini si gira e tocca liberando Azzi ed una nel secondo tempo, prima di essere sostituito, ha materializzato ancora una volta la sua classe con un pallonetto che libera in aria Azzi mettendolo in condizione di andare a calciare a rete. Sottil al 15° del s. t. decide per l’ingresso di Catania. Emanuele dà meno punti di riferimento agli avversari e l’affiorare della stanchezza nella Reggina è coincisa con la fase di dominio del Siracusa. La Reggina solo al 33° del s.t. butta un pallone da fallo laterale dentro l’area di Santurro.  Però la diga reggina funziona. Gli azzurri sentono psicologicamente questa aspettativa della sesta vittoria che non arriva. Il goal del numero 18 amaranto, Cane, al 38° del p.t., giunge proprio da uno svarione difensivo azzurro che non riesce ad impedire all'esterno di arrivare a tu per tu con Santurro e mettere dentro la palla dello 0 a 1.
 Sottil, dopo Catania, mette dentro De Silvestro e Persano,  ma la tensione non cala, resta troppo alta, da questo fatto ne sono conseguiti gli appoggi spesso imprecisi di Diakitè, i cross fuori misura di Palermo e quelli leggermente più lunghi dell’incontrollabile Valente. Quest’ultimo  i suoi cross, anche stavolta, li ha messi bene, ma quasi sul secondo palo, solo che nel fronte d’attacco azzurro, nessuno andava ad attaccare il secondo palo. Se a tutto questo aggiungiamo un arbitro non all'altezza per la categoria il quadro è completo. Il giudice sportivo ha dato una giornata di squalifica a Sottil, due a Turati.
Ma noi, personalmente, non siamo tornati a casa delusi, nonostante tutto siamo stati contenti di assistere ad una bella gara, giocata dalle due squadre per fare il proprio risultato. Gli azzurri si sono impegnati, il pubblico ha confermato la sua presenza senza che i supporter abbiano mai fatto mancare l’incoraggiamento alla squadra.
In verità  questa domenica, senza “le signore della seria A” in TV, ci aspettavamo qualche centinaio di spettatori in più. Non siamo andati oltre i 4.000, quanto la scorsa domenica. Vuol dire che gli altri 1.500 li vedremo in occasioni topiche, o verso la fine del campionato o in qualche partita di qualificazione del cammino dei play off. Aver già raggiunto stabilmente i 4.000 è un punto d’orgoglio per la presidenza, la dirigenza, la squadra, infatti sono numeri da non trascurare guardando al futuro.

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al capitano Fernando Horacio  Spinelli. Per la forma fisica invidiabile, per le aperture nel cambio-gioco, per essere diventato per i compagni un punto di riferimento imprescindibile.

Nella trasferta di Akragas di domenica prossima, senza Sottil e Turati in campo, la squadra è chiamata a continuare questo percorso di maturità tattica e tornare a casa con un risultato positivo. Gli elementi perché questo avvenga ci sono tutti, fra l’altro non mancherà il sostegno dei supporter considerati anche i buoni rapporti fra le due tifoserie.
Salvatore Spallina