martedì 16 maggio 2017

SIRACUSA-CASERTANA 0 a 2 – ENERGIA MENTALE CONSUMATA, SOLO QUELLA NERVOSA NON È BASTATA







Siracusa-Casertana 0 a 2 – Energia mentale consumata, solo quella nervosa non è bastata  

Il Siracusa fuori dai play off  al primo turno. La trasferta ad Alessandria se la faranno i tanti casertani sparsi nel Nord Italia, oltre quelli della città.  Ci sarebbero tante cosa da prendere in esame, ma non ci sembra proprio il momento di esaminare in profondità questa gara.
Diciamo subito, a scanso di equivoci che il nostro parere su quadra e società lo abbiamo già espresso in tante altre note di commento quest’anno e qui non ripeteremo gli elogi e le notazioni positive già espresse.

Solo qualche spunto, dicevamo. Intanto Sottil deve sfatare la stretta associazione: sua squalifica-sconfitta della squadra assicurata - (qualcuno che ha tenuto il conto meglio di noi lo aveva anticipato ad inizio gara, della serie : quelli che credono che le cose sono già scritte!!! Oh yeaaa), dunque nel suo futuro prossimo d’allenatore valuti meglio quando può o deve farsi cacciare fuori dagli arbitri, almeno di non cominciare a sovvertire questo certo pronostico.
Poi la pretattica di non dare certezze agli avversari, con allenamenti a porte chiuse e quant'altro servisse a rendere oscura la formazione, è continuata anche durante il riscaldamento pre-gara. Non si capiva quale sarebbe stata la formazione iniziale, dal momento che a riscaldarsi c’erano tutti i convocati. Si è confuso anche lo speaker che quando ha letto la formazione aveva dato Diakitè in panchina e Brumat in campo. Dalla formazione schierata ad inizio gara si è capito che a fare la partita sulla fascia di Diakitè non sarebbe stato il Siracusa. Poi per tutto il primo tempo De Silvestro ha sofferto della sindrome dell’accentramento, infatti quando hanno attaccato da quella fascia lui era lontano, non ha interdetto, intercettato, contrato l’avversario di fascia e dallo sviluppo di questa azione è nato il loro goal. Poi subita la rete la squadra non ha osato neanche nella fascia di Malerba, dunque niente sovrapposizioni di Valente con l’esterno basso e meno dialogo in mezzo al campo, nel secondo tempo con Dentice è stato diverso.
Colpisce di sera!! Giorno (lo stesso che aveva sorpreso Santurro fuori dai pali nella precedente partita), al nono, nel sonno e il Siracusa persa la luce, pur con tanta che ce n’era in campo,  non la ritrova più e non è riuscito, negli 81 (1+3 dei recuperi) minuti restanti, a far felici i 4.500 presenti.
La squadra aveva dato tutto quello che aveva fino alla conquista matematica dei play off, poi ha perso la condizione mentale e non ha saputo giocare ai livelli con i quali aveva piegato fior di squadre, comprese Cosenza e la stessa Casertana che ora faranno qualche passaggio in più in questo cammino. La squadra ha reagito con le residue energie nervose, ma dopo l’incrocio dei pali di Spinelli, sfumata la parità, è rimasta solo la tensione. La reazione c’è stata ma è mancata della necessaria lucidità per trasformare le opportunità in goal. Era come se il pallone scottasse fra i piedi e non si vedeva l’ora buttarla al centro sperando che Scardina….. Il pari è passato, invece, sui piedi di Catania e…. non è tornato più, neanche quando Marco Turati con un bel sinistro in area si vede respingere a fil di palo il suo tiro dal portiere Ginestra ed il successivo di Scardina viene rimpallato da un difensore. Poi solo una serie di cross da parte di Valente, che nel corso dell’anno hanno avuto miglior fortuna, e delle punizioni che son piovute in area senza creare quella pericolosità da azioni da goal vere e proprie.
Il popolo azzurro comunque era pago per il rendimento della squadra per questa stagione, ma avrebbe voluto veder ripetere dalla squadra una prestazione come quelle che, nel momento migliore del campionato, aveva saputo offrire ai suoi tifosi. Pur consapevole del difficile percorso di questi play off ha sperato che i valori che la squadra aveva mostrato se li giocasse alla pari con l’Alessandria, almeno nella partita in casa, al De Simone.  

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al Popolo Azzurro che a fine gara ha voluto, con un flebile e sportivo applauso, tributare il merito della vittoria alla Casertana. Invece con i cori e gli applausi scroscianti ha voluto ringraziare gli azzurri per le gioie, i sorrisi, le soddisfazioni che nel corso del campionato avevano regalato a tutti i tifosi.

Ora si apre un nuovo capitolo. Non abbiamo notizie certe ma intuiamo che la struttura tecnica non sarà più la stessa, cioè Sottil e Laneri non resteranno e molti giocatori dell’attuale rosa li leggeremo in altre formazioni di Lega Pro e qualcuno, su tutti Valente, anche in Serie B. Quest’anno di rodaggio speriamo abbia dato le giuste indicazioni alla famiglia del presidente Gaetano Cutrufo per fare bene e meglio operare per il prossimo campionato.  

Salvatore Spallina


mercoledì 10 maggio 2017

SIRACUSA-VIRTUS FRANCAVILLA 0 a 1 – DA QUI A DOMENICA, ALTRE DOMANDE, ALTRI PENSIERI


            





Siracusa-Virtus Francavilla 0 a 1 - Da qui a domenica, altre domande, altri pensieri

Viste le due ultime prestazioni la squadra mentalmente, dopo la partita con la Paganese, come succede a tante altre squadre, grandi e piccole, si è sentita appagata, inconsciamente, della posizione che la classifica le garantiva. Diciamo la squadra e non l’allenatore. Stante le dichiarazioni rilasciate da mister Sottil alla stampa, lui, mentalmente ,non ha mai mollato, i giocatori si. Naturalmente mai con le parole. Le parole dei calciatori nelle dichiarazioni e nelle interviste erano quelle opportune. E poi, diciamo anche questo, Sottil, pur volendo dare anche un breve momento di pausa ad alcuni giocatori si è troppo fidato della intercambialità/ interscambialità nei ruoli, almeno in difesa, ma questa volta non ha funzionato.
Tutti i giocatori pur allenandosi e prestando attenzione alle direttive tecniche non si applicavano mentalmente nelle giocate da effettuare. 
La prova l’abbiamo avuta/constatata tutti in video nella partita con il Catania, visto che nessuno di noi è potuto andarla a vedere.  Dopo quel sonoro 3 a 0, negli ultimi 20/25 minuti, il Siracusa ha cominciato a giocare come sa ed ha messo in mostra tutti i limiti, di questa stagione, della squadra etnea. Poi dopo il 3 a 1 di Filippo Scardina, i giocatori in campo e i cronisti catanesi dai microfoni hanno cominciato a balbettare, specialmente dopo che Di Grazia ha fallito il 4 a 1. Se Azzi o Longoni, a pochi minuti dal termine, insaccano il 3 a 2, i minuti finali avrebbero potuto ripagare quelle migliaia di tifosi azzurri per la brutta prestazione fino al 3 a 0.
Nella settimana di preparazione in vista della partita con il Francavilla l’atteggiamento mentale non è cambiato, a nostro parere. I due risultati a disposizione hanno fatto il resto. Il rientro di Sciannamè, dopo tante settimane, ed il fatto che Diakitè è insicuro e bisticciato con i suoi piedi, non riescono ad eseguire i comandi e gli impulsi che il suo cervello ordina ad essi, hanno contribuito non poco. Niente dialogo sulle fasce esterne fra difesa ed attacco. Il Francavilla, dopo l’1 a 0, si è schierato a 5 dietro con il suo uomo migliore con i piedi, collocato da mister Calabro, davanti alla difesa, il resto viene da sé.  
L’ingresso di Catania e Valente cambia l’inerzia della gara ma ancora la squadra non riesce a giocare bene, però ha voglia di impattarla questa partita. Il mister, come è nel suo carattere, è andato oltre!! Non accettando, dentro di sé, quello che stava succedendo in campo ha trasformato la rabbia in ira. Questa non gli ha fatto controllare i due sfoghi (in effetti aveva ragione lui nell'interpretare i due falli fischiati), l’arbitro non gli ha perdonato il secondo sfogo, specialmente nella prolungata protesta successiva alla decisione di mandarlo fuori dal campo (immaginiamo tutto quanto trascritto nel referto) e che ha determinato le due giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo).
Per un Longoni distratto/deconcentrato, come quasi sempre, quando  è entrato come titolare (in tutti i 58 minuti ha azzeccato solo due passaggi sbagliando tutto il resto, passaggi, suggerimenti, idee) abbiamo visto un Giordano recuperato e questo fa ben sperare. Non è da Emanuele Catania non concentrasi sui rigori, però dovrà stare attento per il prossimo a riconcentrasi  da zero e trovare le energie mentali necessarie prima di calciare, se per caso qualcuno degli avversari gli sposta il pallone dalla sua prima collocazione. Si è infatti ripetuta la stessa scena di Lecce, anche se lì è stato ancora più grave tutto quello che era successo qualche minuto prima.

Comunque un capitolo si è chiuso e si è chiuso bene. Si apre una bella parentesi (inimmaginabile dal tifoso più estremo al mago con la palla di vetro, dopo le prime sei giornate ed i punti in classifica). Il Siracusa che abbiamo imparato a conoscere bene potrà, se ne sarà capace con la testa e con i piedi, ben figurare e dire la sua. Noi condividiamo in pieno la battuta di Marco Turati: “Io non ho paura di nessuno, se non di noi”.

Diciamoci la verità: se si è consumata la riunione a tre, famiglia Cutrufo, Antonello Laneri, Andrea Sottil, si è parlato chiaro sui punti cruciali che in queste riunioni si mettono sul tavolo: premi individuali, collettivi, posizionamento nella graduatoria finale play off ed altri dettagli che non sta a noi prendere in considerazione; allora siamo convinti che questo Siracusa targato Cutrufo-Laneri-Sottil potrà recitare una parte veramente importante.

                         

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Carmine Giordano.  Lo abbiamo  visto, quasi al cento per cento, recuperato, con la voglia di colpire da fuori area e con quella capacità di tentare quelle giocate, due ben riuscite, che possono cambiare il volto ad una gara.
Domenica sera, 14 maggio, alle 20,30 contro la Casertana in questo primo turno dei play off ci aspettiamo che il popolo azzurro affolli il De Simone e non baratti questa partita con i soldi spesi per Premium o Sky per farsi tentare dalla “signora”.  Non faccia, poi, l’errore, ancora più grave, di comprarsi la partita su Sportube e vedersi, contemporaneamente, le due partite. Il popolo azzurro è stato capace di imprese, su questo versante, importanti.

Salvatore Spallina

giovedì 27 aprile 2017

SIRACUSA–PAGANESE 2 a 0 - LA PRIMA DEI PLAY OFF IN CASA? UNA CERTEZZA!!





Siracusa–Paganese 2 a 0  La prima dei play off in casa? Una certezza!!

La partita con la Paganese, come era giusto che fosse, aveva dato a pensare a  mister Sottil. Dopo una serie di risultati utili che l’avevano portata dentro le posizioni che contano nella classifica per disputare i play off, domenica, la Paganese si presentava al De Simone con le carte in regola per poter fare risultato. Il mister, dopo la prova opaca di Catanzaro, aveva pensato bene di preparare questa partita con l’obiettivo di mettere in cassaforte la vittoria. Questa, infatti, avrebbe permesso alla sua squadra di disputare in casa la prima sfida play off. E vittoria è stata, guadagnata sul campo con una buona prestazione e senza mai subire concretamente veri pericoli da Reginaldo & C. Ad incanalare la partita nella giusta direzione ci ha pensato un Emanuele Catania super. Dopo due minuti intercetta un passaggio fuori dall’area paganese, si libera di due avversari e quando il terzo va a contrastarlo con il suo micidiale sinistro mira nell’angolo lontano dove il portiere non può arrivare. Ha colpito a freddo, nel sonno, sorprendendo tutta la difesa. Vero è che il Siracusa ha, per tutto il primo tempo, avvalorato questo vantaggio con un palo di Toscano ed un goal annullato a Turati su angolo(con palla uscita dalla linea di fondo) ed altre azioni che potevano essere concluse a rete.
 La Paganese poi ha cercato di fare la propria partita con buone trame di giuoco, ma i nostri difensori esterni e lo stesso Cossentino, al fianco di Turati, non hanno lasciato spazio agli avanti della squadra di Grassadonia.
In altri passaggi abbiamo messo in evidenza le qualità, le doti tecniche dei nostri centrocampisti, degli esterni e delle nostre punte, qui vogliamo spendere due parole per il reparto difensivo. Relativamente a Turati va detto che c’è voluto un po’ per entrare in forma, per capire cosa veramente voleva il mister da lui e come doveva dialogare al meglio con i due centrocampisti, nello schema principale di giuoco voluto da Sottil. Senza voler dare o togliere meriti a tutti i ragazzi che si sono alternati nella linea difensiva ruotando tutti intorno alla linea governata da Marco Turati, da Brumat a Dentice, da Sciannamè a Malerba, da Diakitè a Cossentino, a Pirrello tutti hanno dato un buon contributo in queste tappe che hanno portato il Siracusa ad essere la squadra rivelazione e quella che sta giocando un bel calcio. Ai tifosi manca la perla/vittoria di domenica prossima per poter incorniciare questo campionato nel novero di quelle cose che hanno merito e titolo per essere ricordate e tramandate a tutti i tifosi prossimi venturi. L’ultima in casa con la Virtus Francavilla, che cinque, sei domeniche fa veniva pensata e vissuta come quella decisiva per acquisire una posizione centrale nei play off, oggi è vista e vissuta come quella partita che darà la conferma delle potenzialità che questa squadra ha in seno e sul ruolo che potrà recitare nei play off. Il mister può riempire, con giusto merito, il petto d’orgoglio per aver saputo forgiare un gruppo ed aver saputo trarre il meglio da ognuno di questi ragazzi protagonisti a cominciare da Santurro che ha dato e trasmesso sicurezza a tutta la squadra, a cominciare dalla difesa.

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Lele Catania sia per la prima sberla che ha tagliato le gambe alla Paganese che per il secondo goal costruito fra furbizia, tempistica, velocità di esecuzione della giocata e la paura che mette agli avversari in genere.

Il solito selfie/vittoria questa volta bisogna immaginarlo. La descrizione è reale, ma la foto è sparita nei meandri dei percorsi digitali. Però quelle sciarpe avvolte nelle braccia,quelle altre girate al collo, le facce sorridenti, le dita piazzate in segno di vittoria c’erano tutte, segno che con il Francavilla provvederemo a fare doppi scatti. Ad Maiora!!

Salvatore Spallina

venerdì 7 aprile 2017

SIRACUSA-CASERTANA 2 a 1 - STOP END GO. IL BELLO? A VENIRE

                       

                                            

                                           


Siracusa-Casertana  2 a 1 - Stop end go. Il bello? a venire

  Il Siracusa riprende il cammino verso posizioni ambiziose di classifica, rispetto a qualche mese fa. Il pari in casa con la Reggina e la brutta sconfitta ad Agrigento sono stati messi in sordina dalla buona prestazione contro la Casertana. L’assenza di Turati, devastante con l’Akragas, che aveva costretto Sottil a modificare l’impianto tattico della squadra, questa domenica non si è fatta sentire dal momento che Sottil ha posto rimedio tornando allo schema principale, quello preferito (4-2-3-1). Il mister ha anche verificato bene che Russo non si è ancora pienamente inserito negli schemi della squadra (probabilmente ha ancora bisogno di tempo e di condizione per farlo bene). Dobbiamo aggiungere che questo schema di gioco funziona alla grande quando è in campo Emanuele Catania. Quando è in campo ed è in condizione, come questo mercoledì, l’imprevedibilità e la capacità di far male agli avversari aumenta in maniera esponenziale. Dopo tanti falli e tante sgroppate sembrava sfinito, non solo non ha chiesto il cambio, ma ha confezionato, nei minuti finali,  l’opportunità per il 3 a 1 per De Silvestro che l’ha sbagliata maldestramente. La Casertana, con il bel goal di Giorno dell'1 a 1, ha mostrato buoni schemi di gioco e la capacità di saper tenere il campo, ma la squadra  di mister Tedesco nella fase difensiva ha lasciato al Siracusa spazi incredibili con occasioni per segnare, non sempre sfruttate a dovere. 
  I tre esterni d’attacco, Valente, De Silvestro, Azzi sono in grado di mettere in difficoltà qualunque difesa sia per le qualità individuali che per la capacità di saper, oramai, dialogare bene con tutti i compagni di reparto, Persano compreso. Anche questo giovane attaccante, prima di commettere quell'errore madornale in area su una palla deliziosa di Catania, si era ben comportato ed aveva ben scambiato con i compagni. In realtà sono due gli errori, vuol dire che dovrà migliorare sia con i piedi che con la testa (in quei secondi quando ha visto arrivare i due palloni, appoggiati da Catania, sia al 27° che al 41° (p. t.), non aveva ancora elaborato la decisione d'impatto con il pallone con il risultato di incartarsi e buttare al vento goal quasi fatti.      Specialmente l'ultima azione ha irritato tanti tifosi che nei minuti precedenti ne avevano elogiato le doti, sia per gli scambi sia per come si era proposto. Vuol dire che si procurerà il filmato di questa gara ed almeno questi errori non li dovrà più commettere se vuol progredire in carriera. Ha cercato di fare pressing sui difensori e i portatori di palla nella trequarti casertana e in parte ci è riuscito, ma, ad onor del vero, mai quanto Filippo Scardina che in questo atteggiamento e nelle azioni di pressing portate a termine sia nelle gare interne che esterne è assolutamente al primo posto. La prestazione di Persano è comunque da salvare proprio per le cose positive che ha messo in mostra.
  Un plauso, che fino’ora non abbiamo ancora esplicitato, va fatto ai due staff, quello dei preparatori atletici e quello medico-sanitario e del massaggiatore che stanno contribuendo a tenere la squadra in una buona condizione atletica anche in prospettiva play off.

  Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al bomber Emanuele Catania per il prezioso contributo dato per questa vittoria: rigore, ben calciato, del 2 a 1, le nitide occasioni offerte a Persano ed allo stesso De Silvestro per andare a mettere in porta goal fatti.

  È sempre il tempo di selfie-vittorie. Una ricarica in vista di questa fase finale e della prosecuzione nel girone play off che potrà dare le vere dimensioni della possibile proiezione di tutto il Siracusa Calcio, tifosi compresi, naturalmente.


Salvatore Spallina

mercoledì 29 marzo 2017

SIRACUSA-REGGINA 1 a 1- ZEMAN HA STUDIATO CON PROFITTO











Siracusa-Reggina 1 a 1- Zeman ha studiato con profitto

Nelle interviste dopo il pari del Siracusa a  Melfi, nel Girone di andata, Andrea Sottil puntualizzò: “Mi sono stancato di regalare il primo tempo agli avversari”. Dopo l’1 a 1 con la Reggina di domenica scorsa “..nel primo tempo non abbiamo giocato bene ma non per l'avversario, perché gli errori sono stati nostri”. A nostro parere, il mister nel dopo partita ha addotto troppe scuse, e questo non è, nel suo carattere, nelle abitudini di Sottil, anche gli avversari ci studiano!!!  E Karel Zeman in settimana ha studiato bene gli schemi di Sottil e gli uomini che avrebbe potuto utilizzare per battere la sua Reggina, bisognosa d’ossigeno come un malato d’asma. Avrebbe potuto sostituire Longoni, a metà del primo tempo, in giornata no, ma ha avuto ragione nel tenerlo (ha bruciato nel tempo gli avversari per la zampata del pari, quattro minuti dopo il goal amaranto, su cross di Diakitè) o spostare al centro dei tre, dietro Scardina, Azzi ed assegnare a Longoni il compito di stare attaccato alla fascia esterna. Ma mister Sottil sa bene che lui, Longoni, tendenzialmente, non lo fa apposta, si accentra e avrebbe finito per intasare la parte centrale dell’attacco. E poi la partita era stata preparata perché Longoni stesse tra le linee avversarie. Questa cosa a Lucas riesce bene quando gli spazi fra le linee degli avversari si allargano, saltano o per stanchezza o per cattivo posizionamento tattico.  I 5 reggini dietro e i 3 di centrocampo non gli hanno permesso di giocare come sa e non lo hanno mai fatto girare, lui ha sempre dovuto appoggiare all'indietro ed ha sbagliato quasi tutti i palloni. Solo due volte, una nel primo tempo (aggredito da tre reggini si gira e tocca liberando Azzi ed una nel secondo tempo, prima di essere sostituito, ha materializzato ancora una volta la sua classe con un pallonetto che libera in aria Azzi mettendolo in condizione di andare a calciare a rete. Sottil al 15° del s. t. decide per l’ingresso di Catania. Emanuele dà meno punti di riferimento agli avversari e l’affiorare della stanchezza nella Reggina è coincisa con la fase di dominio del Siracusa. La Reggina solo al 33° del s.t. butta un pallone da fallo laterale dentro l’area di Santurro.  Però la diga reggina funziona. Gli azzurri sentono psicologicamente questa aspettativa della sesta vittoria che non arriva. Il goal del numero 18 amaranto, Cane, al 38° del p.t., giunge proprio da uno svarione difensivo azzurro che non riesce ad impedire all'esterno di arrivare a tu per tu con Santurro e mettere dentro la palla dello 0 a 1.
 Sottil, dopo Catania, mette dentro De Silvestro e Persano,  ma la tensione non cala, resta troppo alta, da questo fatto ne sono conseguiti gli appoggi spesso imprecisi di Diakitè, i cross fuori misura di Palermo e quelli leggermente più lunghi dell’incontrollabile Valente. Quest’ultimo  i suoi cross, anche stavolta, li ha messi bene, ma quasi sul secondo palo, solo che nel fronte d’attacco azzurro, nessuno andava ad attaccare il secondo palo. Se a tutto questo aggiungiamo un arbitro non all'altezza per la categoria il quadro è completo. Il giudice sportivo ha dato una giornata di squalifica a Sottil, due a Turati.
Ma noi, personalmente, non siamo tornati a casa delusi, nonostante tutto siamo stati contenti di assistere ad una bella gara, giocata dalle due squadre per fare il proprio risultato. Gli azzurri si sono impegnati, il pubblico ha confermato la sua presenza senza che i supporter abbiano mai fatto mancare l’incoraggiamento alla squadra.
In verità  questa domenica, senza “le signore della seria A” in TV, ci aspettavamo qualche centinaio di spettatori in più. Non siamo andati oltre i 4.000, quanto la scorsa domenica. Vuol dire che gli altri 1.500 li vedremo in occasioni topiche, o verso la fine del campionato o in qualche partita di qualificazione del cammino dei play off. Aver già raggiunto stabilmente i 4.000 è un punto d’orgoglio per la presidenza, la dirigenza, la squadra, infatti sono numeri da non trascurare guardando al futuro.

Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo al capitano Fernando Horacio  Spinelli. Per la forma fisica invidiabile, per le aperture nel cambio-gioco, per essere diventato per i compagni un punto di riferimento imprescindibile.

Nella trasferta di Akragas di domenica prossima, senza Sottil e Turati in campo, la squadra è chiamata a continuare questo percorso di maturità tattica e tornare a casa con un risultato positivo. Gli elementi perché questo avvenga ci sono tutti, fra l’altro non mancherà il sostegno dei supporter considerati anche i buoni rapporti fra le due tifoserie.
Salvatore Spallina



mercoledì 15 marzo 2017

SIRACUSA - FONDI 1 A 0 - GUARDARE DALL’ALTO LA CLASSIFICA SENZA BRIVIDI






Siracusa - Unicusano Fondi  1 a 0 - Guardare dall'alto la classifica senza brividi

Guardare dall'alto senza brividi. È quello che sta succedendo a questo Siracusa “supertargato Sottil”. La scalata dal basso della classifica, con una collocazione di privilegio (considerando da dove si è partiti), non fa venire i brividi a questi ragazzi perché la sesta posizione (ad oggi!!) è stata una scalata lenta, meritata, conquistata, voluta. Con la consapevolezza sin qui maturata, ora si guarda ad Andria ed alla fine di questo torneo con uno spirito di conquista che sta facendo crescere la partecipazione anche di quei tifosi in sonno che in qualche modo aumentano la loro presenza al De Simone (questa domenica una bella presenza in più rispetto a domenica scorsa in gradinata).
Questa vittoria sul Fondi è stata, per noi, una delle più belle del Siracusa, dopo quella con il Catania, perché crediamo sia frutto oramai di certezze acquisite e di quella maturità tattica che contribuisce a farti vincere le partite difficili e da portare a casa. L’hanno detto e scritto un po’ tutti che gli Universitari del Fondi avevano schemi collaudati anche fuori casa. Tutto il primo tempo li avevano messi in pratica ed il Siracusa dopo il primo impatto con la gara non era riuscito a superarli ed ad avvicinarsi più a Paolo Baiocco.  Loro  avevano alzato il ritmo e l’attenzione nel controllo sia della prima che delle seconde palle ed avevano raccolto buoni frutti.  Anzi nella parte finale del primo tempo il Siracusa aveva offerto il fianco allargando le maglie fra il reparto di centrocampo e quello d’attacco. Il catechismo di Sottil negli spogliatoi aveva prodotto un primo impatto spettacolare: la prima, prima azione del secondo tempo è stata giocata palla a terra da Santurro fino alla’area di Baiocco con sette passaggi, massimo due tocchi.  Con questo incipit il prosieguo di gara non poteva che essere consequenziale. Il Siracusa con le giuste distanze fra i reparti, gli Universitari con le loro geometrie, come nel primo tempo. Ma si sa che un equilibrio può durare fino a che non si spezza ed il Siracusa ha avuto dalla sua due eventi a favore, il primo è stato che la tenuta atletica del Fondi, con il passare dei minuti, si è abbassata, il secondo è stato la scelta tecnica di mister Sottil di far entrare Longoni al posto di Catania. Questa sostituzione, in altre occasioni di gare interne, aveva prodotto quel cambio di ritmo a favore dal momento che le caratteristiche tecniche dell’argentino vanno al top quando deve agire fra le linee avversarie. A completare l’opera di questa difficile, ma importantissima, vittoria il secondo cambio,  Brumat/Diakitè. Dai loro piedi parte e si concretizza il goal della vittoria. Longoni con una fucilata costringe Baiocco a deviare a mani aperte, Brumat rimette al centro il pallone che Scardina incorna bene (con quel tanto di deviazione del difensore) per  render vano il tentativo di parata di Paolo Baiocco. È un tripudio di salti di gioia ed è l’85°. I 5 minuti di recupero non sortiscono effetti per gli Universitari laziali, se non l’espulsione di Sottil all’87°(per fortuna il giudice sportivo lo ha solo ammonito).
Si sa che le vittorie sofferte con gli avversari tosti alzano l’autostima e i punti in classifica!!  Gran merito a mister Pochesci per aver studiato gli schemi di Sottil ed aver trovato rimedio alle giocate di questo Siracusa, per quasi tutta la gara; gran merito a mister Sottil per aver letto bene il comportamento della sua squadra nel primo tempo ed aver indovinato i cambi nella seconda parte della gara.

Il “Tocco di classe” della gara lo assegniamo a Filippo Scardina per il suo pesante goal che vale il sesto posto, in solitaria, in classifica e per il suo rendimento in campo. Infatti sta diventando un esempio anche per i compagni d’attacco, per tutta la squadra, quel suo non mollare su nessun pallone, sia nel pressing nella trequarti avversaria sia nell'inseguire il portatore di palla e non consentirgli uno scarico facile della stessa.



Questa selfigoduria, in partite sofferte come questa, già bella di per sé, vale doppiamente perché può abbassare anche di molto quell'incredulità che ancora, ahimè, serpeggia in tanti tifosi azzurri.

Salvatore Spallina


mercoledì 8 marzo 2017

SIRACUSA-VIBONESE 4 a 1 È TEMPO DI SBILANCI







Siracusa-Vibonese 4 a 1. È tempo di sbilanci

I due successi di fila con 8 reti all’attivo ed un solo goal subito ormai proiettano tifosi e sportivi verso un finale di campionato a suon di aspettative. È tempo, appunto, di sbilanciarsi. Prima lo facevano i tifosi/tifosi, cioè quelli che, nei momenti nei quali la quota salvezza era visibile ed a portata di mano,  proiettavano da tempo la squadra nei play off. Ora, a loro che ci credevano a fasi alterne, si sono aggiunti i tantissimi sportivi che, alla luce delle prestazioni degli azzurri non intendono più nascondersi e guardano alla fase finale del campionato con aspettative importanti. 
La società del presidente Gaetano Cutrufo con il suo modo di operare sta dimostrando che questa società e questa squadra vogliono stabilmente far parte del panorama calcistico di questa categoria, senza nulla togliere alle aspirazioni, legittime, sia della società che di tutta la tifoseria. Conti in ordine, linguaggio moderato ed appropriato, disponibilità economica “oculata” al direttore sportivo per operare nel mercato, proiezioni future su basi realistiche. 
Il direttore sportivo Antonello Laneri, nel corso di questa stagione (ma è una conferma, come abbiamo più volte sottolineato) ha dimostrato di conoscere bene il mercato e di saper operare con scelte mirate a colmare/sistemare quei ruoli nei quali, per le necessità tecniche, mister Sottil aveva espresso esigenze specifiche.
Mister Andrea Sottil ha compiuto nel corso della stagione un vero miracolo tecnico sia nel forgiare la rosa che ha avuto a disposizione all'inizio del campionato, sia nell'aver saputo inserire gli acquisti di gennaio nella intelaiatura tecnico/tattica dei suoi modelli di giuoco. L’intercambialità dei ruoli e la disponibilità dei giocatori ad interpretarli ha fatto si che assenze importanti sia per infortuni che per squalifiche, soprattutto, nello schema mediano della squadra, non ne abbiano risentito tanto, anzi la prolificità dell’attacco la dobbiamo andare a ricercare proprio in questa nuova accettata intercambialità. 
Oggi sbilanciarsi e crederci è quasi un obbligo considerato che l’entusiasmo  è cresciuto tanto. Anche in eccesso, e nei posti sbagliati. Nei bar, nei capannelli di persone che finiscono per parlare di calcio e del fenomeno-Siracusa, nelle chat, ovunque, tranne che nel posto veramente deputato, per eccellenza, al Nicola De Simone.
Per noi che a marzo di quest’anno andiamo a compiere quarant’anni di attaccamento a questi colori e che abbiamo attraversato tutte le stagioni che il Leone è stato costretto a percorrere, senza perderne una, brucia un po’ non vedere le cornici di pubblico della fine anni settanta e per tutti gli anni ottanta (fino al ’94).
Le pur mutate condizioni economiche, con la crisi della zona industriale, hanno allontanato migliaia di tifosi dal campo. I 10.000 posti di lavoro “persi” nella zona industriale hanno “sterilizzato” almeno 2.000 frequentatori del De Simone, poi la scomparsa del Siracusa Calcio del 1994 ha fatto il resto. Chi ha memoria ricorderà che con lo stesso Sottil alla guida del Siracusa, primo in classifica e con il campionato vinto sul campo, gli spettatori mediamente, cinque anni fa, eravamo più o meno gli stessi. Le menti, i cuori si scaldavano solo sui divani di casa, nei bar, nelle chiacchiere per strada, nelle chat, come dicevamo, proprio come succede adesso. È come se a prevalere, da sempre, nel Siracusano medio, anche colto, fosse l’incredulità. Cioè, alla costruzione di tutto quello che sta succedendo, alla costruzione, alla realizzazione di un progetto “non ci credo” e “non intendo partecipare in prima persona”. Magari nel bel mezzo di questo percorso, trascinato da qualcosa (un derby, che so, Siracusa –Catania?) o da qualcuno partecipo, magari per "non crederci” la domenica successiva. Però voglio stare informato per parteciparvi di sguincio, di riflesso, appunto per non soffrire troppo tengo fede alla mia incredulità. Chiedo ad uno dei tifosi in sonno questo sabato sera: ora il Siracusa è tornato a giocare di domenica, dopo questo 4 a 0 col Matera, ci vediamo al campo domani? "Cuccù ioca!!, ah!  si si ca Vibonese, ma dumani e tri ioca “ a signora” e nun a pozzu peddiri”.
Cutrufo end family, con orgoglio, parlano e si espongono, non solo a livelli ristretti, ma anche con riferimenti che guardano al futuro, con la voglia e la grinta che ci vuole in questi casi. Tengano duro con questa gestione della società. Il sogno leccese (migliaia di abbonati fra luglio ed agosto) non è utopistico, è utopico (forzando un poco la realtà siracusana si può portare,con il tempo..., a compimento).
Le note dal campo. Tolti i primi sei minuti nei quali il Siracusa al 5° con Scardina che si invola fra due avversari e calcia sul portiere in uscita e al 5,5° Santurro blocca in area un bel fraseggio degli avversari, non c’è più stata partita per la Vibonese. Prese le misure e le distanze sui loro reparti il Siracusa ha fatto l’intera partita chiudendola al meglio già nei primi 45 minuti sul 3 a 0. Tre azioni diverse per i tre goal. Punizione calciata magistralmente da Valente, Catania brucia sul tempo gli avversari e insacca. Il secondo nasce da una bella azione di Azzi sulla fascia, liberatosi di due avversari appoggia a Palermo per un cross, spizzato da Catania è indirizzato a rete da Valente, di testa. Il rigore calciato da Scardina sul palo e finalizzato da Turati era nato da un’azione manovrata. Nel secondo tempo il goal del 3 a 1 ben calciato in area dal bravo Minarini, in realtà, non riapre la partita, ben portata a termine con una giocata personale e bella di Azzi che dopo essersi liberato con un dribbling in area, con un diagonale a giro beffa il portiere Russo.

Il “Tocco di classe” di questa partita, e non solo per questa, lo assegniamo ad
Andrea Sottil per tutto il lavoro fatto e portato a casa fino ad ora e soprattutto per la voglia di sbilanciarsi che ha preso il sopravvento. Anche gli scettici, per quel che resta da fare nel ciclo dei play off, si sono buttati. Resta in noi la consapevolezza della difficoltà di una “impresa”, ma il piacere di potersi giocare alla pari con le altre prime in classifica questa “partita” è una cosa che riempie d’orgoglio la tifoseria tutta.


Evvai, con questi selfie vincenti!! sperando che possa suscitare/stimolare in più di qualche incredulo la voglia di imitare questo gruppo.

                                                                                   

                                                                                 Salvatore Spallina