lunedì 23 agosto 2021

SULLE ALI DELLA MUSICA - GALA LIRICO SINFONICO - NOTO - 19 AGOSTO 2021

     L'Orchestra Mediterranea ed il pubblico del Gala Lirico Sinfonico "Sulle ali della musica"
 

  Tutta la musica live ha vissuto un periodo terribile, in costrizione, come sappiamo. Stare in silenzio, dentro il guscio creato dal covid, ha annullato la bellezza, la forza della musica nel saper trasmettere quella energia e quella capacità di poter donare amore e gioia a chi ne fruisce.

   Le gravi questioni economiche, per tutto il settore, qui non ci sembra il caso neanche di sfiorarle, ma ci sono state e sono ancora presenti. Vogliamo, invece, soffermarci sulla energia che la musica ha saputo trasferire, appena ha avuto la possibilità di librarsi in volo, ai partecipanti alla serata che il Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha voluto regalare ai suoi concittadini ed a tutti i turisti presenti a Noto la sera del 19 agosto 2021.

   Dicevamo, la musica ha dispiegato le sue ali ed è partita in volo. Sulle gradinate della Cattedrale di Noto, con la direzione del maestro Michele Pupillo, Orchestra e Coro hanno regalato agli spettatori una serata magnifica,  con pezzi orchestrali e con le più belle arie d'opera.

                                   La M° Mirella Furnari presenta la serata                                             

   Con eleganza e stile, la bella Mirella Furnari, in veste di presentatrice, ha dato inizio al Gala Lirico Sinfonico.  Con la dedica della serata alla compianta Maria Grazia Di Giorgio, anima e cuore sia del Coro che della stessa Orchestra Mediterranea Siracusana, il Gala ha avuto inizio. Poi la bella Mirella, come voce da soprano, è rientrata nel Coro.


                               La M° Mirella nel Coro Maria Grazia Di Giorgio      

 

   Tutto il Coro “Maria Grazia Di Giorgio”, curato dalla M° Rita Patania, si è avvalso del contributo, di alcuni elementi del Coro lirico “Discantus”.

                            

                           I Cori Maria Grazia Di Giorgio e Discantus

   La serata ha avuto inizio con le sinfonie,  La mia Africa (J. Barry), La gazza ladra (G. Rossini), La forza del destino (G. Verdi). Poi in un crescendo di partecipazione ed applausi si sono succeduti ed alternati sul palco  il soprano Gonca Dogan,  foto, il tenore Antonino Interisano, il baritono Francesco Verna.

Il soprano Gonca Dogan
  


                                   Il tenore Antonino Interisano

                                         Il baritono Francesco Verna

   Antonino Interisano ha voluto dedicare un brevissimo ricordo al suo maestro di canto, oltre che papà del primo violino dell’Orchestra Giovanni,  Antonino Cucuccio.

-      Nel Brindisi della Traviata, "Libiam ne' lieti calici" di G. Verdi, il soprano Alessandra Furnari ed il baritono Natale Calafiore hanno partecipato con un piccolo intervento dai rispettivi cori.   

Ff  Prima della parte finale del Gala l'Orchestra ha eseguito, magistralmente, "Intermezzo" della Cavalleria Rusticana, alla fine del brano il pubblico ha tributato al maestro ed ai musicisti un lunghissimo applauso (il brano più applaudito della serata).


                                                         Il maestro Michele Pupillo



                         L'Orchestra esegue "Intemezzo" (P.Mascagni)

    

Il    Il Gala si chiude con un classico, "Nessun dorma", cantato dal tenore Antonino Interisano, ma, come consuetudine vuole, tutto il pubblico, sugli appalusi finali chiede un bis. Ed ecco che rientrano in scena i tre protagonisti della serata per eseguire  "Libiam ne' lieti calici" di G. Verdi, ovvero il Brindisi della Traviata.


              da sinistra Francesco Verna, Gonca Dogan, Antonino Interisano

   L'applauso finale, con standing ovation, ha concluso il Gala. La complicità di una leggera brezza ha reso ancora più godibile una bella serata di musica. (Foto di Emanuele Sparacino)


Salvatore Spallina


Link:

https://youtu.be/Rsa5dNExwKw - Intermezzo sinfonico della Cavalleria Rusticana

 

 

 


 

 


martedì 26 gennaio 2021

IL TUO RICORDO - SAMUELE BERSANI

                                               Il tuo ricordo - Samuele Bersani

   Non è detto che passato e presente non abbiamo più modo di incontrarsi, anzi. Stanno bene, staranno bene dove stanno solo se sapremo fare giuocare ad essi un ruolo attivo. Tanto “Il passato non paga nemmeno il biglietto” per stare nel posto dove sta. Il presente è adesso, sempre, è il principio di realtà, dunque è come se stessero insieme, sempre. Li gestiremo bene? forse. Di certo abbiamo bisogno di entrambi, senza buttarla in filosofia!!. Convivono meglio con quella parte del nostro Sé che ne ha bisogno per trovare, con entrambi, il suo equilibrio. Perché lui, il passato, ” Il tuo ricordo trova (sempre) un buco nella rete”, se deve venire a trovarti!!. Conosce bene la strada una volta che ha trovato il buco e sa come può farti star male, quando vuole. 

 Noi continuiamo a ringraziare Samuele per la sua capacità di trovare le associazioni “giuste”, su cui ha messo alla prova la sua interiorità, nella sua vita, ed ora ce le ha offerte sotto la forma di parole e musica, questo mix meraviglioso che ci dà tanta gioia ed energia.

                                                 La cena se ne va in fumo

                                       Il tempo dell'attesa...vana

   Samuele, Giacomo Triglia (regista e sceneggiatore), il fotografo Lorenzo Invernici, gli attori Camilla Semino Favro e Francesco Castaldi, sono stati grandi nel creare, i pensieri-foto, i pensieri-scena, i pensieri-video-flash, e poi combinare le parole della canzone con i richiami legati alle scene del breve, ma intenso filmato che ci hanno saputo offrire. 

 Tanti momenti/richiami, quando scorrono, sanno andare a trovare dentro la nostra memoria quei profili visivi forti, associati alle memorie personali. Immagini e parole hanno richiami potenti nel farci rivivere le storie che ci hanno, magari, abbattuto ed ora, forse, ci danno forza e vigoria e, probabilmente, saranno ancora capaci di darcene ancora.

                                                 La frisbee-pizza in volo 

 


   La grande forza di Samu, in Cinema Samuele, ed in questo brano in particolare, sta in queste combinazioni che ti conducono a scovare memorie e ricordi non sopiti e ti aiutano a trovare energie, anche, positive, che in questo periodo grigio possono giovare ad ognuno di noi.
   Cinema Samuele è un album  fantastico, perché contiene tante piccole perle. A saperle guadare, ognuna ha una lucentezza propria, una linea a sé. Sono capaci di raccontare, di rimembrarti storie.


   Poi il mare del litorale Anzio hanno fatto il resto, anche se nessuna inquadratura è fuori posto.

   Poi se ci sarà nostalgia la gestiremo nel modo migliore.


Salvatore Spallina

il link- https://www.youtube.com/watch?v=C0Y0GvfrV6c  



lunedì 4 gennaio 2021

BUON ANNIVERSARIO…..PINO…CI PORTI SEMPRE A COMPIERE MAGIE



   Si è così, caro Pino, magie, e questa sera a materializzare la magia ci hanno messo tanto del loro Nicoletta Palermo e Gabriele Agosta. Nico da quando si è messa ‘int'a a cap la voglia ed il compito di onorare la tua memoria ci è sempre riuscita…bene. Quest’anno manc u covìd è riuscita a frenarne il desiderio di portare a termine il compito di ricordarti a tutti noi. E diretta streaming è stata, per la gioia loro  e nostra.

                                                   foto di inizio concerto

     Rompono il ghiaccio dentro di loro, mentre noi nella chat collegata (che loro non possono, ovviamente leggere, siamo caldi e li stiamo inondando di baci, cuori, fiori e quant’altro) non ci crediamo ancora. Poi hanno incominciato ad essere più sciolti e, aldilà del numero di quelli collegati, era il sentimento musicale e non solo musicale che ci univa in un'unica cosa.

                                   Nico si avvicina per sincerarsi che ci siamo

   Forse a simboleggiare questa insolita modalità contribuisce anche, quando si dice il destino!!!, la stessa scaletta della serata. Infatti il primo pezzo è “Dubbi non ho” (che noi ci saremmo stati!!). Poi hanno incominciato ad essere più sciolti con “Je so pazzo”…e lì, anche, il testo di Pino non lasci dubbi di nessun genere su certe certezze. 

   Ma poi ed aldilà di tutto era il sentimento musicale, e non solo musicale, che ci univa. Le foto scattate durante la performance, a testimonianza, servivano per sincerarsi che c’eravamo veramente e serviva, quella verifica a trasmette loro quelle emozioni che loro davano a noi e noi a loro. Onde emozionali che solo la musica sa trasmettere. Questa, per me è la seconda testimonianza lockdowniana che vivo, come concerto dal vivo diretto e, devo dire, quando la musica entra lascia il segno!.  

                            Nico si è sciolta, Gabriele sorride, è tutto perfetto

   Poi un trittico di canzoni “Se mi vuoi”, “A me me piace o blues” e la magica “Alleria” che, personalmente, ho cantato insieme a Nicoletta ed a Gabriele, al piano elettrico..….e lì l’emozione di Nico è palpabile mentre canta, sentiva la canzone e la nostra presenza spirituale. Proprio durante “Alleria” per più di un momento mi sono trasferito da Bologna a casa di Gabriele…..un momento dopo….ho immaginato la bella ed irripetibile atmosfera che per 5 anni abbiamo vissuto al Barcollo (che sento di ringraziare a nome di tutti quelli che in questa ricorrenza ci siamo ritrovati nel cuore di Ortigia a vivere queste belle emozioni).

   È il momento di “Quando”, ultimo pezzo, cantata insieme a Nico e Gabriele, ho immaginato anche, insieme, a  tutti quelli che seguivamo........ Ora Nico sta per salutarci.....bisogna risistemare tutto, ed in orario, tornare a casa, loockdown obblige!!. Ma c’è ancora il tempo per un bis.....ed ecco “A testa in giù”. Grazie del bis, molto azzeccata la scelta del bis, perché con Pino il feeling è (SEMPRE) sicuro.

                                   Nico e Gabriele passano ai saluti

   Caro Pino, come vedi, anniversario rispettato, emozioni trasmesse. Grazie Nico, grazie Gabriele, spero proprio ci si possa rivedere/risentire l’anno prossimo, insieme a tutti gli altri che avranno la voglia e la gioia di rivivere momenti simili.

   Mi piace chiudere con un post preso dalla chat in diretta: Tiziana Gazzo (che non conosco, ma che ha reso in maniera splendida i sentimenti che provavamo in quel momento) “Bravissima Nico e bravissimo Gabri 💓 grazie per questo bel momento di bellezza 🙏".

Salvatore Spallina


domenica 27 dicembre 2020

POESIE MAI PER CASO


   Parlare o scrivere di poesie, di poeti, di artisti può risultare un compito poco gratificante, ancorché semplice. La poesia è dono che viene dagli Dei, dunque imperscrutabile, di difficile interpretazione. In punta di piedi cercheremo di affrontare questo difficile percorso, cioè quello di appropinquarci ai pensieri, alle sensazioni, alle impressioni, alla musicalità delle parole, alle sensibilità dei poeti che compongono questa raccolta curata da Andrea Magno  Fuori dal coro. Poesie mai per caso”, Chiaredizioni, 2020, € 15,00.

   Cominciamo col dire che a primo impatto, dopo aver sfogliato, a caso, alcune pagine, e letto alcune poesie, senza neanche guardare i nomi, ci ha colpito, molto positivamente, la grafica, l’impaginazione, la struttura del libro. Dunque un plauso, al poeta Andrea Magno, presente, con lo stesso spazio “concesso” agli altri poeti, per aver creato una buona predisposizione al piacere della vista ed alla lettura……a tornarci dopo le naturali pause.


Complicato costringere/forzare l’accoppiamento di stili e contenuti, volerli raggruppare, mettere insieme in una innaturale associazione. Allora abbiamo proceduto per sensazioni e per spunti impressionistici. Tutti sono stati meritevoli nell’averci offerto “l’incontro”,  “la nascita” di qualcosa.  Alcune, alcuni, loro malgrado, hanno suscitato pensieri e riflessioni “altre”. Un rinvio all’utopia, piuttosto che alla distopia, piuttosto che all’esmesuranza.

   Agli uomini c’è stata data la sola possibilità  di abitare il limite, abitare il tempo, così come lo percepiamo, ma i poeti, gli artisti, anche se non tutti, sanno afferrare/cogliere in questa dimensione speciale, una sorta di atopia, dove possono accogliere elementi della complessità dell’universo e a renderceli con le varie espressioni artistiche, cosa mirabile. Ancor più, in questa fase, greve, dell’Antropocene  ci dobbiamo affidare a questo “dono” divino riservato agli uomini. Specialmente a quelli che lasciano segni forti e fertili nel loro impatto creativo.

(Bandella di quarta di copertina)

   E poi, spesso, i poeti non hanno consapevolezza, tranne i presuntuosi e quelli che scrivono….solo… a capo…, di essere portatori sani di squarci di mondi a loro sconosciuti, loro malgrado. Forse proprio qui si racchiude la vera bellezza della poesia, nel saper cogliere, nel sapersi trasformare in pensiero puro tout court.

   Cosa vuoi dire alla sublime arte del poeta!!! Alla sua capacità di cogliere l’invisibile, l’infinito, l’indicibile, direi proprio, l’essere in sé, senza possederlo, a farci uscire dalla schiavitù dell’io.

 “Avremmo fatto insieme un figlio
Ma hanno poi vinto i se
Le paure e l'egoismo che
Ci ha imprigionati e ci tiene schiavi
Schiavi”

Dal brano “Distopici” pubblicato nell’album “Cinema Bersani” di Samuele Bersani

I poeti inseriti in questa pubblicazione sono tutti meritevoli della nostra attenzione, tutti sanno offrire qualcosa del loro “dono”. Potremmo diventare lunghi a citare pezzi di brani delle loro intuizioni poetiche, ci limiteremo a ricordarli ed a spingere i lettori a questo evento/incontro con le loro poesie. Ci limitiamo a ricordarveli.

(Bandella di seconda di copertina)

   Andiamo a chiudere queste note, e ci piace farlo con dei versi che, secondo noi, hanno la capacità di condensare questo bel lavoro, curato da Andrea Magno, con questi versi, del grande Ignazio Buttita, che ci aiutano  a chiudere, ancor più di altre parole…...

“……….

Io u pueta fazzu:
caminu supra i negghi,
leggiu nto celu,
cuntu i stiddi,
parru ca luna:
acchianu
e scinnu!.....”
(da “U rancuri” di Ignazio Buttitta)

http://www.culturasiciliana.it/39-poeti-siciliani-deceduti/buttitta-ignazio/150-u-rancuri

  Parafrasando dei versi di Chiara Daino: “Un popolo povero di parole è un popolo povero e basta”, diciamo che gli uomini poveri di parole sono poveri e basta.

“Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta…..
ma tutto questo Alice non lo sa. " (F. De Gregori)

Salvatore Spallina



mercoledì 16 dicembre 2020

“SENZA PIXEL NIENTE CINEMA”, GRAZIE PIXEL, GRAZIE SAMUELE







   Scrivo queste due note a distanza di qualche giorno dal passaggio dal vivo alla discoteca Alcatraz di Milano, dove, Samuele Bersani, Emma Nolde e Francesco Bianconi, leader dei Baustelle, hanno partecipato alla quinta puntata di «Niente di strano 2», lo streaming show musicale, senza pubblico, molto bello.

   La mia impressione è che dobbiamo tutto a Pixel, grazie all’esistenza dei pixel ci ritroviamo un album bellissimo, ma non dico niente di nuovo, che non sia stato  già detto dell’album Cinema Samuele. Raggruppa, condensa ed espande il logorio interiore che poi è diventato musica, parole, immagini…. gioie anche per noi, che ne possiamo godere appieno.

   Per restare su Pixel. Come lo vogliamo chiamare, “piccolo intermezzo? quello spazio musicale, fra la penultima strofa e ultima, è un arrangiamento speciale. Prima del rientro vocale, forte, sentito da Samuele, ci sono tre note meravigliose.

   Come ha già detto, in più di una intervista, Samuele, nella elaborazione dell'album c’è stata una sequela di esplosioni e sospensioni che lo hanno seguito  nel suo vagare fra, Parma, Ginostra, Milano, Bologna ed altre soste, magari brevi, che sono servite a dare stimoli o pause rigeneratrici.

   Samuele ci ha offerto tante sfumature musicali, poetiche, cinematografiche, come lui ha voluto definire l’album, trasferendovi dentro tutto se stesso, quello che conoscevamo e il se stesso di adesso.


   C’è voluta la costrizione del lockdown a farmi sentire delle emozioni, mai provate prima.  Come quelle vissute con la performance live del 3 dicembre, a Milano, all’Alcatraz. Sono ancora vive e le avverto se risento/ripasso il video di quel pomeriggio. “Il mostro”, l’elettricità va oltre/scavalca l’Alcatraz e arriva…….Emozione in diretta. Samuele è ancora tutto lì, sente questa canzone come se fosse la prima volta e queste sensazioni me le ha trasmesse per intero.



   Sono state "Onde Emozionali" filtrate, passate addosso, dallo streaming dell’Alcatraz. Immagino, non sono a me ma a tutti quelli che quella sera abbiamo goduto di quell'ascolto/visione.

.......le vetrine intelligenti vi leggono il labiale evitate dei commenti quando vi avvicinate......

"E mi dispiace tu stia
Per scendere a questa fermata
Respiro frammenti di vita volanti nell'aria……"

ma io a questa fermata non scendo……scenderò alla prossima, a quella che mi porterà, speriamo bene, ad uno dei concerti della prossima primavera, del prossimo tour  per provare a sentire nuove emozioni.

Salvatore Spallina

Link Alcatraz per il concerto del 3 dicembre 

https://www.youtube.com/channel/UC389EoTxmeKSKthV5AYRbAw




venerdì 4 dicembre 2020

IN RICORDO DI MARIAGRAZIA DI GIORGIO-PUPILLO

 

   

MARIAGRAZIA DI GIORGIO-PUPILLO

  Oggi rendiamo omaggio alla memoria della nostra  Mary. Non è un dovere, è tanto, tanto di più. Questo di più, di certo, non è mai compensativo di tutto l’amore, la simpatia, la gioia, quella speciale serendipity, che solo lei, come pochi, sapeva trasferire e ricevere con le persone con cui entrava in contatto. Sono sempre tanti i momenti che, in tantissimi, abbiamo vissuto insieme a lei, in tante occasioni, dal semplice incontrarsi/rivedersi, alle recite teatrali,  alla preparazione dei concerti, agli allestimenti e alle prove d’orchestra, infinite, alle quali non è mai mancata, anche per dare suggerimenti scenografici, musicali o di regia. In questo momento sentiamo di interpretare i sentimenti di tutti i componenti dell’Orchestra Mediterranea Siracusana e Coro Sinfonico Mariagrazia Di Giorgio, diretta dal Maestro Michele Pupillo, e di tutti quelli che l'hanno conosciuta. 



  Ci mancherai Mary, per sempre. Ci conforta sapere che la tua incrollabile fede ti sia stata di conforto nei momenti più duri e difficili della tua vita, così come noi confidiamo di starti vicino sapendo che anche tu non ci abbandonerai mai, come sapevi ben fare, con il supporto e gli stimoli che hai saputo trasmetterci in vita e, siamo certi, non ci abbandoneranno mai, nella volontà di voler proseguire e portare a termine quei progetti nei quali avevi creduto e ci avevi messo, come sempre, l’anima. 






 Noi, quelli cui hai lasciato il testimone, non verremo meno a quell’impegno.


Salvatore Spallina

martedì 3 marzo 2020

"EU CANTU PIRKÌ LICCO DE CANTARI" e al pizzicar de ste corde lo cori sona





        Doroty Armenia

   Diciamo subito la verità: ci siamo fatti trascinare dai versi intriganti di Doroty Armenia, la poetessa di Stafenna, e nel titolo abbiamo affiancato, indegnamente, dei nostri versi a completamento del pensiero.
  Indegnamente è parola giusta perché Doroty per raggiungere queste vette poetiche ha faticato, con tanta gioia, da tanti anni. Ha attraversato, si è immersa, si è fatta trascinare, come incantata, da un fiume culturale che è largo e profondo come la Cava di Stafenna (questo multisecolare sito archeologico, trascurato, ma del quale lei conosce tutti i dettagli), vicino Rosolini, in territorio di Siracusa.  Così come gli scalpellini scavavano la roccia della Cava anche lei ha scavato nella storia, nella letteratura, nell'arte, nella poesia. 

                                                 



   Il primo frutto di questo lungo e travagliato percorso lo abbiamo incontrato domenica 1 marzo presso la "putia letteraria" in c.da Stafenna, a Rosolini. Lì  si è svolta la presentazione del libro “un somnio de nejente” di Doroty Armenia, per i tipi di Eretica Edizioni.       
   Ecco, Doroty ci ha colpiti al cuore, ci ha stordito per la passione, per i suoi studi, per la sua voglia di immergersi nel profondo, alla ricerca di una verità, la sua verità. Lo sforzo e la tensione immensa che compie nel cercarla, fino in fondo, ce la contamina, vuole che ci appartenga, che la condividiamo con lei. Sembra che cerchi il nostro consenso e questo ci illude. Anche se per poco, quel poco che può anche bastarci, che deve bastarci, ma che non basta a lei, per fortuna nostra. Perché si rituffa in quel magma immenso che è il suo cuore pulsante per continua a cercare con la sua capacità di sorprenderci. 
  La sua anima è ancora alla continua ricerca del suo sé, che come dicevamo prima, un poco ci appartiene, ci fa godere di questa sua spasmodica ricerca. Il suo spirito entra ed esce, a piacimento della sua ispirazione, dal greco antico, per entrare nel latino, dal provenzale, per rituffarsi immediatamente nella scuola poetica siciliana, poi afferrare al volo Cecco Angolieri, e poi Dante e poi  ancora,boccaccescamente, Cielo D’Alcamo o Jacopo da Lentini o i trovatori  del basso medioevo, fino alla poesia ed alla letteratura contemporanea. In questo percorso ha trovato il suo stile, la sua cifra poetica che si caratterizza in una strana sintesi di questi rivoli culturali, capace però di cogliere nel profondo sentimenti e conati non diversamente esplicitati.


Sebastiano Burgaretta - Lucia Papaleo - Doroty Armenia - Léon Spadaro 


   Nel corso della presentazione abbiamo incontrato persone piacevoli e amiche che non vedevamo da tempo. Lucia Papaleo ha moderato il dibattito sul libro con la sua sensibile anima, Doroty ci ha proposto due poesie accompagnate dalle splendide note musicali, originali, del musicista Lèon Spadaro, il professore Sebastiano Burgaretta, anche lui poeta, colpito e preso dai versi, ha dialogato con Doroty, per entrare più nel dettaglio del suo profondo poetare. La poetessa ha voluto ringraziare Maria Attanasio che, nella prefazione al libro, ha colto nel segno la sensibilità poetica ed il tormento della sua anima. E, non ultima, Ingrid Perini, per il bel lavoro, in qualità di editor, durante la preparazione del libro. 




   La pagina qui riprodotta fa parte di un lavoro di Doroty, insieme ad altri lavori scritti, a breve, dovrebbero andare in stampa con l'editore Le Fate di Alina Catrinoiu.



                                               A-r-ello m’entregai,
                                               tucto-co lo meo cori
                                               e no me pote ajuto e canoscenzia:
                                               per esto amori fino,
                                              me lasarìa moriri,
                                              komo fa l’asciscino
                                              pirduto in sua cridenza.

I versi sopra riportati sono la chiusa molto colta di “Tanno, kuanno tant’anni”.

    Anche noi, come Doroty, ci sentiamo invischiati nel magma melmoso di questo mondo di oggi, dove, più di ieri, è difficile intravedere una via d’uscita. E allora prendiamo in prestito le parole di Doroty per “Scirene, non ò scienzia” ed ci affidiamo alla luce della poesia dei bei versi di Doroty.

  Salvatore Spallina