martedì 30 gennaio 2018

Siracusa-Racing Fondi 3 a 0 - Tornano, il sole, Elio(s), il sorriso e la vittoria







   Tre gli ingredienti di questa vittoria. Il primo, la voglia di riscatto della squadra dopo la brutta prestazione con il Rende. Il secondo, la prestazione sopra la media (nel senso che la media che abbiamo in testa, la confrontavamo con le giocate che un esterno alto ha il dovere di compiere in una squadra) che ha fornito Elio De Silvestro. Il terzo, Il Racing Fondi è stata la peggior squadra del girone vista al De Simone. Però è stato un bel pomeriggio con un Siracusa che da subito si era reso pericoloso con due incursioni in area di Scardina, la prima, in scivolata, fuori di poco su cross di Parisi, l’altra, sempre su cross di Parisi, deviata in angolo dal portiere. Il Fondi ha espresso subito la sua poca voglia di offendere limitandosi a gestire la palla e cercare di contenere il Siracusa nelle sue azioni offensive.
   Ma il Siracusa di domenica pomeriggio aveva una marcia in più rappresentata dalla presenza in campo, come esterno alto, del rientrato Elio Se Silvestro. Il ragazzo, arrivato venerdì, dopo una veloce verifica, è stato schierato da Paolo Bianco in formazione, viste anche le condizioni non ottimali di Mangiacasale. Elio ha fatto fin da subito la differenza nell'attacco aretuseo. Pronto a saltare l’uomo ha costretto la difesa del Fondi al raddoppio di marcatura creando spazio in mezzo e mettendo palloni pericolosi al centro, cosa che i tifosi azzurri non vedevano da tempo.  La supremazia del Siracusa si concretizza con il primo dei tre goal realizzato da Liotti su angolo calciato da Giordano. Tre minuti più tardi, in una delle discese di De Silvestro con un cross ben tagliato al centro, insacca il 2 a 0, con un colpo di testa in torsione, Tino Parisi.
   Nel secondo tempo lo schema della gara non muta. Il Fondi "non affonda” con azioni pericolose. Due uniche azioni, di un certo rilievo, di tutta la gara le abbiamo registrate verso la fine della partita, una parata di Tomei ed un’azione d’attacco nella quale il vecchio volpone Ciotola si presenta davanti a tutti in area, avrebbe potuto far male a Tomei, ma calcia fuori. Molto bella l’azione del 3 a 0 confezionata da De Silevstro con una palla in diagonale che trova Emanuele Catania pronto a controllarla ed a calciarla in rete. Purtroppo, per scelta tecnica di mister Bianco, Nicola Mancino continua a non essere presente in gara.
   La prestazione ha fatto tornare il sorriso sui visi dei tifosi azzurri ed anche del presidente Gaetano Cutrufo. Naturalmente, meriti vanno riconosciuti al direttore sportivo Antonello Laneri per aver riportato a Siracusa Elio De Silvestro, nel dopo gara ha dichiarato che sarebbe stato felice di una sua eventuale riconferma, dopo la bella stagione dell’anno passato, quando insieme ad Azzi e Valente avevano formato una sorta di trio offensivo di tutto rispetto. Sulle fasce, a turno, Sottil li faceva ruotare, per la gioia di Peppe Scardina e dei tifosi azzurri. Intanto apprendiamo che la sconfitta con il Siracusa è costata la panchina all'allenatore del Fondi  Antonello Mattei, la società ha affidato la squadra a Stefano Sanderra.



   

   Il “Tocco di classe” di questa gara lo assegniamo a Elio De Silvestro per la bella prestazione, coincisa con la vittoria in casa che mancava dal 25 novembre contro il Catanzaro.

           Salvatore Spallina


mercoledì 24 gennaio 2018

SIRACUSA-RENDE 0 a 1 - DOPO LA SOSTA LA BATOSTA - CON IL FONDI RISALIRE LA CHINA





   
   E anche questa è andata, male!!!. I presupposti per far bene, lasciati nel cuore e negli occhi dei supporter azzurri, nell'ultima gara prima della sosta, sono naufragati dopo i primi quindici minuti di giuoco. Non ci è voluto molto per capire che i leoni avevano lasciato la grinta e la testa altrove, neanche negli spogliatoi, perché incassato il goal su punizione dal Rende, al 38° del p.t., con Pecoraro, di testa, che, lasciato colpevolmente solo in area, colpisce indisturbato per l’1 a 0, goal è valso per l’intera posta. In tutto in primo tempo, nel nostro taccuino, abbiamo annotato una bella serpentina di Scardina, al 15°, portatosi in area viene stoppato malamente da un avversario in area e da quel moneto comincerà a risentire del colpo tanto che al 40° sarà sostituito da Mazzocchi. Dicevamo prima che la grinta e la testa non erano neanche negli spogliatoi perché non le hanno trovate durante la pausa del primo tempo. Al ritorno in campo la squadra ne è ancora priva.  Il Rende continua a giuocare la palla più e meglio del Siracusa. Gli esterni, i centrocampisti  o i difensori azzurri, dopo  due passaggi, buttano la palla nella trequarti avversaria senza calibrare la potenza del tiro con il possibile movimento delle punte azzurre.
   L’inerzia della gara e del giuoco azzurro viene scosso da un tiro scagliato da Toscano, in bello stile e con forza, di poco alto. E' il 18° del s.t.. Il pubblico ha un sussulto. Sembra il segnale che la squadra ed il pubblico aspettavano. La squadra sembra pronta a riprendersi la parità spinta anche dall'ingresso di Mucciante per Magnani (lieve infortunio) e di Parisi per Palermo. Ma è un fuoco di paglia, dura solo dieci minuti e si conclude con l’unica azione pericolosa del Siracusa procurata da un passaggio di Mazzocchi a Liotti e conclusa con un tiro pericoloso che il portiere manda in angolo. Un tiro a giro di sinistro di Grillo, subentrato a Liotti, finito sopra la traversa, chiude una prestazione da dimenticare.
   Che dire, sarebbe stato interessante sentire dalla bocca di Bianco il perché di una scelta tecnica ben precisa e da giustificare: l’aver voluto lasciare fuori uno come Nicola Mancino, per l'intera gara. L’unico, secondo il nostro modesto parere, in grado di saper inventare qualche giocata e supplire così alla costante inesistenza di palle pericolose, degne di questo nome. La scelta del doppio centravanti Scardina-Bernardo non ha funzionato, almeno fino a quando è rimasto in campo Pippo Scardina.
  Poi assumersi la responsabilità della sconfitta, da parte di Paolo Bianco, dopo una gara così, fa a pugni con le sue parole “in queste due settimane ci siamo allenati alla grande, con una intensità alta, però vuol dire che non ho saputo trasmettere ai miei giocatori quella grinta che ci voleva per affrontare questa partita”. C'è dell'altro.
  Non hanno aiutato né i giocatori né l’ambiente le dichiarazioni del presidente sulla probabile penalizzazione, sul temuto disimpegno a fine stagione, sulla mancata presenza di pubblico al De Simone (unico motivo da condividere). La sua mancata elezione a Palermo, secondo noi, invece ha pesato come un macigno in tutta questa difficile situazione e gli ha tolto grinta e voglia di scommettere ancora sul calcio e sul Siracusa in particolare. L’inadeguatezza del suo direttore generale, la scarsa presenza di pubblico, le critiche facili di chi non ha a cuore questa città e questa squadra, unite alle difficoltà economiche hanno fatto il resto. Si sa che Gaetano Cutrufo è uomo di parola e dunque non si tirerà indietro così, all'improvviso, e senza i dovuti passaggi. Magari una serie di vittorie ed un rilancio della squadra gli potrebbero ridare entusiasmo, a partire da una bella vittoria sul Fondi domenica pomeriggio.

   Un dato, sicuramente positivo, lo vogliamo registrare in questa gara finita male. Il superamento delle incomprensioni e delle rivalità fra (quasi) tutti i gruppi di tifosi azzurri. In tanti hanno lasciato la gradinata (il settore!!!) e sono tornati ad occupare gli spazi in Curva Anna e da lì hanno fatto sentire forte i loro cori di appoggio alla squadra dall'inizio alla fine della gara.



    Il “Tocco di classe questa settimana lo assegniamo, nel nome e nel ricordo di Giorgio Di Bari , a Pietro Di Bari, suo il figlio, e a Carolina Cugno, sua moglie. La breve cerimonia si è svolta prima della partita con il Rende. L’indimenticato Giorgio continua a vivere nella memoria dei suoi cari, ma anche in quella di tanti tifosi e sportivi siracusani, noi compresi, che sono stati testimoni della sua professionalità, del suo attaccamento alla maglia azzurra, del suo amore per Siracusa. Bene hanno fatto il presidente Cutrufo e la società  a voler dar vita a questa breve, ma sentita testimonianza. 


    Salvatore Spallina







mercoledì 17 gennaio 2018

“OGNI GIORNO – TRA SCIENZA E POLITICA” DI ELENA CATTANEO - LA POLITICA NON CI SALVERÀ (?) ESERCITATA BENE AIUTA IL PAESE


             Il dott. Franco Fiorini, affetto da poliomielite fin da giovane a causa di una infezione che ne compromette la deambulazione, muore a sessantadue anni, nel maggio del 2016. Il 29 marzo dello stesso anno scrive con le sue mani: lascio ogni mio avere di beni immobili e mobili alla dott.ssa Elena Cattaneo, senatrice a vita, perché li destini come meglio crede(corsivo e neretto nostro) alla ricerca scientifica.
  Più che un lascito a noi sembra un atto di fede. Due cose colpiscono continuando a leggere, non c’è una precisa destinazione dell’utilizzo dei beni in un campo specifico della ricerca, e, poi la cosa più bella curiosa, sorprendete e degna della massima stima è che Elena Cattaneo non sa nemmeno dell’esistenza del dott. Franco Fiorini. Infatti la sorpresa è grande nel ricevere, da un notaio della provincia di Bologna, la notizia di essere destinataria unica di tutta l’eredità del dott. Fiorini. Via via l’incredulità lascia spazio alla consapevolezza quando, dopo una breve indagine, si recherà a Bologna per constatare che quel lascito era vero. La ricerca scientifica, dirà nella nota a seguire, dal 1957 aveva reso disponibile, in Italia, il vaccino antipolio, e nel 1966 reso obbligatoria la vaccinazione. Se solo il vaccino fosse stato somministrato in tempo utile anche Franco avrebbe avuto una esistenza che gli avrebbe evitato tanta solitudine.
   Questo libro bisogna cominciare a leggerlo proprio dalla fine. La postfazione, per chi non conosce Elena Cattaneo, è il miglior biglietto da visita per iniziare un contatto, è il miglior incipit per affrontare la lettura di un libro che ci dà la dimensione vera di questa senatrice a vita, [instancabile] scienziata, insegnante e amante della libertà in tutte le sue declinazioni. Ci farà guardare con occhi diversi anche le Istituzioni del nostro paese non sempre apprezzate dai cittadini, anzi a volte screditate da uomini e donne non all'altezza dei compiti cui sono stati destinati dai cittadini/elettori attraverso le scelte compiute con l’esercizio democratico del voto.
  Il libro, “Ogni giorno – Tra scienza e politica”, Mondadori, settembre 2016, disponibile anche in ebook, ci presenta tutto il percorso della sua nomina a senatrice a vita ed è anche una sorta di resoconto dei primi tre anni trascorsi fra i banchi del Senato e la sua relazione, sempre viva ed attiva, con le ricerche scientifiche svolte nel suo laboratorio milanese di Farmacologia e le collaborazioni con i tanti scienziati a livello internazionale. Perché la sua maggiore preoccupazione quando andò a colloquio con il presidente Giorno Napolitano, prima della nomina, era  quella di dover rallentare le sue ricerche. “Le sto chiedendo di continuare a essere uno scienziato attivo dentro e fuori il laboratorio, le offro la possibilità di farlo potendo intervenire e contribuire ai lavori del Senato della Repubblica” le rispose il presidente. Ci racconta anche della sua organizzazione interna, dell’ “Office”, come lo chiama lei, un’equipe di giovani ed esperti collaboratori, in vari campi, che la aiutano e supportano nel suo lavoro parlamentare. Ci dice anche del suo rapporto con la specificità della sua ricerca sulla malattia neurologica provocata dalla “corea di Huntington”, la cui comparsa è databile oggi ad ottocentomilioni di anni fa. Sulla comparsa e sull’evoluzione di questo gene mutato  la scienza e la Cattaneo continuano a studiare perché è possibile che le fasi oggetto degli studi attuali siano solo un momento del percorso evolutivo di questo gene, presente nel nostro DNA.  Le ricerche/gli studi in corso hanno l’obiettivo di acquisire maggiori e migliori conoscenze per attenuare “terribili sofferenze”.
   Poi fa il punto sul ruolo della scienza nei luoghi delle decisioni e su come, tutt’oggi, la politica fugga dalla scienza a partire dagli OGM, alla mozzarella di bufala DOP e di quanto l’ignoranza impedisca una ricerca pubblica degna di questo nome. Di come le ricerche scientifiche italiane sappiano raggiungere obiettivi straordinari in tanti campi, come “sanno bene oltre le Alpi”, mentre nel nostro paese vengano bloccate , “ignorate, svilite da teorie complottiste” e, con questo atteggiamento, non riescano a diventare patrimonio utile all'Italia. Senza parlare dei finanziamenti pubblici che imporrebbero “regole , trasparenza, procedure, competizione, cioè comportamenti pubblici che sono diametralmente opposti all'arbitrio, alle decisioni discriminatorie e verticistiche, ai comportamenti clientelari e amicali”. Per queste finalità basterebbe creare  un’”Agenzia Nazionale della Ricerca senza farla diventare un carrozzone”, come i denigratori si sono subito premurati a dire. Questo e tanto altro ci dice nel suo libro Elena Cattaneo fino a concludere con un appello ai colleghi scienziati, giovani e meno giovani.



   Elena Cattaneo è farmacologa e biologa. Docente all'Università degli Studi di Milano, Linceo, ha pubblicato numerosi articoli sulla corea di Huntington, una malattia neurologica causata da un gene mutato che studia da più di vent’anni. Ha lavorato per tre anni al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e poi all’Università di Lund, in Svezia. Il 30 agosto 2013 è stata nominata senatrice a vita. È la terza donna a ricevere tale carica, dopo Camilla Ravera e Rita Levi Montalcini.




   Sicuramente il dott. Franco Fiorini avrà avuto modo di conoscere Elena Cattaneo attraverso questi ed altri pensieri e tante altre argomentazioni che lo hanno spinto al gesto sopra descritto.
   I duecentocinquanta maturandi del 2011 (si, 250) , accompagnati dai loro professori di Scienze, del Liceo "Luigi Einaudi", non hanno dimenticato l'incontro con lei e con Marco Onorati, allora suo collaboratore e ricercatore UNISTEM - MI, ora ricercatore/insegnante di Biologia all'Università di Pisa, ma abilitato a diventare professore associato tra due anni, dopo aver trascorso tre anni pieni come ricercatore all'Università di Yale (USA). Era il 7 marzo del 2011 nel salone del Jolly Hotel di Siracusa. 
   Attenzione, concentrazione, partecipazione attiva, queste le caratteristiche che gli studenti misero in mostra in quella occasione. Un dettaglio ci fa ricordare quella mattinata speciale: alle 12,30 la Cattaneo dice a tutti che l'incontro è terminato, nessuno dei ragazzi si alza dalla propria sedia, c'è voluto un secondo passaggio da parte sua a voler dire che "la lezione" di quel giorno era veramente finita. 
   
   





   La chiusa di quella giornata è stata memorabile, indimenticabile per tutti i presenti. Alla consegna di una maglietta rappresentativa del gruppo del Ruggito i due relatori non hanno esitato a spogliarsi dei loro maglioni ed indossare la maglietta.


    Salvatore Spallina

p.s.

https://www.youtube.com/watch?v=knuda9gY2R0


  Per un eventuale ampliamento di conoscenze sulla corea di Huntington può essere utile la visione di questo video di approfondimento, “Il turno - versione italiana”, cortometraggio Telethon con protagonista Charles Sabine, reporter di guerra affetto da corea di Huntington.






sabato 6 gennaio 2018

SALVATI 2017 - MONTEROSSO - FEELING , PROFESSIONALITÀ , AMORE PER LA MUSICA



(Monterosso (chitarra e voce) - Carlo Salemi (basso e cori)

   Proprio bella questa DATAZERO di Monterosso (per tutti Pierpa) per presentare il suo primo disco “Salvati”. Una chiesa sconsacrata, con due mega stufe a gas per compensare il gran freddo del 28 dicembre, a Lentini, è la location dell'evento. C’eravamo tutti quelli che lo apprezziamo come musicista e cantautore, ma c'erano soprattutto quelli che avevano contribuito a far si che questo lavoro trovasse la luce nel mondo della musica. Pierpa con le sue canzoni riesce a trasmettere belle emozioni. I testi, mai banali,  raggiungono  la mente ed il cuore di chi ascolta. I temi sono quelli che ruotano da sempre nella vita di tutti noi. L’amore, la solitudine, la natura, le incomprensioni, le gioie, le emozioni, uno sguardo rivolto al mondo intorno a noi, agli altri, i frammenti di felicità che spesso cerchiamo nella nostra vita e nei sogni. Si i sogni che sono stati da sempre la materia vitale della nostra esistenza perché proiettano in una dimensione diversa i nostri desideri facendoci  spiccare voli fantastici per cercare di realizzarne qualcuno. 
   Persi, come siamo, "in un mondo di plastica“, "i sogni cambiano colore” alle cose, alle nostre aspettative a volte molto grigie.
   Un live acustico, in compagnia di Carlo Salemi al basso e cori, ha dato vita alla sequenza dei brani del disco, con un racconto breve, intervallato dal dover ogni tanto riaccordare la chitarra che tra il freddo ed uno smanettamento audace mandava le corde a “scordarsi” di suonare bene.


(Monterosso con il maestro Armando Nilletti)
    Originali e nuovi i video lyric dei brani realizzati da Eddy Lorefice.
  Tanti i musicisti che hanno contribuito alla realizzazione di questo disco: Pierpaolo Monterosso alla chitarra, tastiere, programmazione, cori e voce; Carlo Salemi al basso e cori; Paolo Scuto alla batteria; Fabrizio Vanni e Fabrizio Simoncioni alle tastiere e programmazione in "Dimmi cos'è" ; Daniele Giuseppe Genovese ai cori in "Dimmi cos'è"; Emilio Assenza (E-bow) in "Green Park"; Vincenzo Di Silvestro (violino), Christian Bianca (violino), Matteo Blundo (viola),  Stefania Cannata (violoncello). 
  Fondamentale l'apporto di: M° Armando Nilletti ( direttore artistico, editoriale nonchè maestro di canto di Pierpa); Guglielmo Nilletti (assistente fonico ascolti); Giovanni Versari ( masterizzatore presso LA MAESTÀ); Chiara Benedetto, Manuel Monterosso, Francesco Germano (storia album editing); Gisa Video Produzioni ha curato le foto; Gianluca Arsì (lucarsì.it - per il progetto grafico).
  

 (Monterosso in sala Mix con Riccardo Parravicini presso MAM Recording, Cavallermaggiore - Cuneo)



Pierpaolo Monterosso


      (Pierpa e i suoi ragazzi di Sortino - SR - “La musica ti regala anche questo!”)

    Pierpa il suo sogno lo ha materializzato. Ha lavorato sodo tutti i santi giorni dividendosi fra il lavoro in mezzo ai ragazzini di una scuola media ai quali cerca di trasferire la sua passione per la chitarra, per la musica, la sua grande professionalità e la elaborazione dei suoni e delle parole che compongono “Salvati”.
  Solitamente nelle presentazioni/recensioni si pone l'accento sulle cose più belle, interessanti, noi stavolta vogliamo partire da quelle che ci hanno colpito di striscio, ma che hanno lasciato un segno, uno spunto, una vena di piacevolezza sia nella musica  che nei contenuti. Per esempio " L'autunno ha fregato anche me", oltre a dei passaggi musicali molto apprezzabili, ci fa sentire l'atmosfera di una stagione che spesso ci coglie impreparati per affrontare storie e fatti nuovi della nostra esistenza. In "Green Park", a parte la gradevolezza di una breve ma interessante intro, che si ripete nel brano,  si materializzano sensazioni colte passeggiando nel parco londinese. In pieno agosto sdraiati  sull'erba, sull'asciugamani si sta con gli occhi chiusi pensando, immaginando di trovarsi in riva al mare. 
“Regalami la luna", traccia n. 10, chiude l'album, e si caratterizza per la voglia di voler ripartire, conclusa positivamente questa prima avventura, a creare suoni ed emozioni da trasferire al pubblico e......ed "è già primavera".

   Per le altre tracce vi rinviamo all'ascolto dei singoli o dell'intero album disponibile su:



Spotify: https://open.spotify.com/album/2ktPkPMoM1KA8yeVZuuyIP?si=skmzVbfQT5-4tgx0V2SK2w

 Deezer: http://www.deezer.com/it/album/53320922

Amazon music: https://open.spotify.com/album/2ktPkPMoM1KA8yeVZuuyIP?si=skmzVbfQT5-4tgx0V2SK2w

 Amazon: https://www.amazon.it/Salvati-Monterosso/dp/B0786Y6MYD/ref=sr_1_1?s=dmusic&ie=UTF8&qid=1513328363&sr=1-1-mp3-albums-bar-strip-0&keywords=monterosso+salvati



         Salvatore Spallina

domenica 31 dicembre 2017

“IL RING E L’AQUILONE” DI ROBERTO CAMELIA E LUCA CIANCI – CREDICI E TI RIALZI




    Il fatto/la storia: Siracusa 02 gennaio 2013. Appena dopo pranzo, Roberto è disteso sul letto, rilassato, fuori c'è freddo. Il fratello Concetto lo invita a fargli compagnia sul furgone di lavoro, ha promesso   di dare uno strappo, un passaggio ad un amico in difficoltà. Invece della solita tuta, Concetto veste quasi sempre in tuta, questa volta si vestì con pantaloni e cintura. Lungo il percorso che stanno compiendo, da Milocca a Fontane Bianche, Roberto (lato passeggero) vede un muretto a secco completamente abbattuto con i segni che la cosa era avvenuta da lì a poco. Chiede a Concetto di fare inversione per vedere se era successo qualcosa e qualcuno si fosse fatto male. Le ruote di una macchina cappottata che ancora continuavano a girare erano il segno evidente di quanto accaduto. Roberto si avvicina e vede l’uomo alla guida dentro abitacolo, ancora vigile, ma avvinghiato alla cintura di sicurezza e sotto shock. 
   Senza esitare cerca di estrarre fuori l’uomo e chiede al fratello di prendere una bottiglietta d’acqua dal furgone nel quale viaggiavano. È  sul ciglio della strada accanto all'uomo tirato fuori dalla macchina, cerca di scambiare qualche parola con lui. Concetto non è ancora tornato dal furgone con l'acqua. Un’altra macchina nello stesso punto della precedente esce di strada ed a tutta velocità investe Roberto e gli trancia la gamba sinistra sotto il ginocchio. 
   Da questo momento cominciano una serie di atti, di momenti di allucinazioni raccontati con lucidità, con calore vero, con passione atletica. Passaggi di microstorie succedutesi dopo il trauma che solo una persona autentica e piena di senso di humor, come Roberto, può raccontare. Il suo amico Luca Cianci, è stato il primo a spingere Roberto a scrivere a quattro mani questo libro, convinto com'è, che questa storia avrebbe dato impulso, conoscenze, comportamenti e stimoli a tutti quei  ragazzi, ai loro familiari, ad altri amici che hanno vissuto e vivono momenti come questi. Uscire da un data condizione, pur difficile, si può. Ricominciare a credere negli altri, ma sopratutto in se stessi, si può, a patto che  si cominci  scoprire e mettere in moto tutte quelle risorse nascoste dentro di noi. 


                            


   La prima presentazione dl libro è avvenuta a "La Cittadella dello Sport", "Rosario Lo Bello", di Siracusa, una sorta di tempio dove si esercitano una serie di discipline che anno fatto onore allo sport siracusano, nazionale, mondiale. Il padrone di casa di  domenica mattina 17 dicembre 2017 è stato Valerio Vancheri presidente del Circolo Canottieri Ortigia Siracusa. Ci sono tanti ragazzi dentro "La Cittadella". L'Associazione ha in gestione "La Cittadella dello Sport" e la domenica e nei festivi apre ai minori, ai migranti e a tutti quelli che, nei giorni abitualmente aperta agli allenamenti agonistici, avrebbero poco spazio per esercitare un poco di attività fisica e di sport all'aria aperta. Il sodalizio sportivo ed amicale fra Valerio e Roberto è consolidato e Valerio  ci teneva particolarmente ad aprire la presentazione di "Il ring e l'aquilone", € 12,00, per i tipi di Sport&Passione (nelle principali librerie nazionali ed online).
    La bella presentazione di Daniele Radaelli, Caporedattore della “Gazzetta dello Sport”, inquadra nella giusta misura il personaggio pubblico che è diventato Roberto Camelia, ma indirizza il lettore nella giusta dimensione dentro la quale Roberto si vede e si legge, senza esaltazioni, cioè quella di un “meraviglioso eroe quotidiano”.
  È presente Alberto Francescut, giornalista e collaboratore della “La Gazzetta dello Sport”. In una rubrica tutta sua ha raccontato e  racconta storie di atleti paralimpici,  con Roberto è nata una sintonia ed un’amicizia dopo aver raccontato la sua storia sulla Gazzetta dello Sport.  




     Il racconto di tutta la vicenda, di cui Roberto è involontario , ma ora consapevole protagonista, è vibrante, emozionante con momenti che non ti aspetti e con risvolti cui non hai mai minimamente pensato potessero succedere nella vita delle persone. Una sorta di autoanalisi, autoriprogrammazione della vita, di riscoperta del prioprio Sè nascosto, che nel Silenzio di una pacata accettazione della realtà dà l'avvio ad un percorso nuovo di vita con nuovi punti di riferimento e con alcune certezze, a cominciare dalla famiglia, su cui poter sempre contare. Corpo-Mente (Cervello) programmati, secondo le leggi della fisica dei corpi, lo avrebbero aiutato a  sopravvivere, ma è il pensiero che ha vinto questa battaglia della vita di Roberto.
        Perché fermarsi a soccorrere quell'uomo!!! È una domanda che gli hanno fatto in tanti e che si è fatta, subito dopo l’incidente, anche Roberto. Nel procedere della sua degenza non è emersa più perché “sarebbe stato per me molto più difficile convivere con il senso di colpa piuttosto che senza una gamba: vivere deludendo se stessi rappresenta la pena più severa che si possa affrontare. È persino peggio che deludere gli altri, perché non c’è arbitro più severo del nostro io”.
        Nella rinascita di Roberto hanno avuto un ruolo fondamentale i medici ed i reparti coinvolti dell'Ospedale Umberto I di Siracusa e poi il C.R.C. (Centro di Riabilitazione al Cammino) Casalino di Loiano (BO). Un passaggio sentimentale, nato dentro il centro di Loiano, ha esercitato, come una magia, un effetto taumaturgico unitamente alla volontà di voler riprendersi la vita a partire dalla propria per tornare ad essere competitivo e realizzare un record fin'ora ineguagliato: risalire su un ring e dirigere un match di boxe come uno dei tanti arbitri cui viene assegnato un incontro da arbitrare. 
   
   

   Roberto, come testimonia questa foto, è in splendida compagnia con campioni che nella vita e nello sport dei normodotati e dei paralimpici fanno invidia a tutto il mondo (da sinistra Alex Zanardi, Bebe Vio, Martina Caironi, Roberto Camelia, Luigi Valietti, Roberto Bruzzone).

                                
                                              (Roberto mentre firma le dediche)

        E non finisce qui!!

   I tanti che hanno comprato e compreranno il libro daranno una mano a         Roberto per far crescere ed espandere gli interventi che la sua ONLUS         Sport&Mente porta avanti dal 2016. Infatti il ricavato della vendita sarà interamente devoluto a Sport&Mente che continua ad occuparsi dell’inclusione di tanti ragazzi che hanno problemi di varia natura fisica e che trovano difficoltà a poter fruire in maniera agevole di strutture ed attenzioni. Per la prima volta Roberto è riuscito a far svolgere un incontro di Sitting volley (la pallavolo paralimpica) alla Cittadella dello Sport di Siracusa.

       Chi è Roberto Camelia:  era, è uno sportivo agonista. Ama il tennis, ma il suo amore per il pugilato supera tutti gli altri sport. Dal 2010 arbitro giudice della FIP (Federazione Pugilistica Italiana). Oggi, nel mondo dei normodotati, è l’unico arbitro al mondo ad arbitrare con una protesi alla gamba sinistra. È anche atleta paralimpico in varie discipline e Cavaliere dell’Ordine “Al Merito delle Repubblica Italiana”.


       Chi è Luca Cianci: un psicologo specializzato in Human Resources Managemente              (Organizzazione e gestione delle risorse Umane, Preparatore mentale di primo livello della FIT (federazione Italiana Tennis) e responsabile del portale web www.socialjobs.it.


                                                               


   Chi è Concetto Camelia: è l'alter-ego, l'ombra ("bella") di Roberto, una pagina del libro esprime i suoi pensieri nel merito.


         

               Salvatore Spallina



domenica 24 dicembre 2017

SIRACUSA-TRAPANI 2 a 2 - DERBY BELLO E COMBATTUTO PIPPO SCARDINA TORNA A SCALDARE IL CUORE DEI TIFOSI AZZURRI






    È da questo calore che vogliamo partire nel nostro commento. Perché di vero calore sportivo si tratta, anche se ce n’era bisogno di calore ieri sera al De Simone!!! Per un quarto d’ora s’era alzato un vento gelido che ha sferzato le facce e i corpi dei tifosi azzurri, poi si è calmato. Ma anche se il freddo si è patito valeva la pena esserci in questo derby. Troppi gli assenti in questa giornata azzurra!!, era la sera dei tantissimi juventini (nel giusto rispetto del turno!!! sic!!). Hanno perso l’occasione di poter vedere un Siracusa pimpante e voglioso di fare proprio il risultato. Nella prima parte della gara, compreso l’autogoal del Trapani(16° p.t.)  su cross di Liotti, il Siracusa aveva fatto la partita, con Mancino, autore di belle giocate e proposte di scambi nella trequarti avversaria e con Parisi che solo davanti a Furlan, al 28°, calcia fuori la palla del 2 a 0, al 43° il goal del pari di Murano su azione manovrata.
    Il 3-5-2 ha funzionato bene, in verità nella fase difensiva diventava spesso un 4-4-2, ma ha retto bene per tutta la gara. Quando il Siracusa ha concesso al Trapani di dialogare e non aggredire il portatore di palla, per recuperare la seconda palla, ha subito le due reti del Trapani, una alla fine del primo tempo, l’altra all’inizio della ripresa, per opera dello stesso Murano ed ha corso anche qualche altro rischio.
    Sia nel primo tempo, dominato dagli azzurri, che anche dopo il 2 a 1, si vedeva, ed il pubblico lo sentiva, che la squadra era viva e vogliosa di riprendere la partita e magari di andare oltre il pari. Tutto questo è bastato a dare sensazioni che da qualche tempo nelle partite in casa il Siracusa non riusciva più a creare. Tutto ciò in considerazione del fatto che l’uscita di Mancino ha privato il Siracusa di un apporto tecnico non indifferente dal momento che Sandomenico non è entrato mai in partita ed ha fallito(22° s.t.), solo davanti a Furlan, la palla del 2 a 2. Positivo l’ingresso di Mangiacasale che da sempre nella fase offensiva incide e crea occasioni pericolose.
   Subìto (8° s.t.) il 2 a 1 gli azzurri cercano di riprendere la partita e sfiorano il pari con Catania, stoppato in area dopo uno scambio con Parisi. Poi tre minuti dopo, su cross di Liotti, Scardina mostra il suo pezzo forte, torsione con colpo di testa che va a finire sul palo interno e poi fuori. Poi l’errore di Sandomenico, ma il Siracusa c’è ed il pubblico “lo sente” che è vivo e vuole il pari a tutti i costi. Ed è esplosione di gioia al 38° quando Pippo conclude un’azione impetuosa con un batti e ribatti che si conclude con il 2 a 2.
   L’ingresso allo stadio dei tifosi trapanesi e il modo con cui è avvenuto non meritano commento, meglio parlar d’altro. Manifestazioni antiche e squallide alle quali non bisogna dedicare spazio né tempo. Sentito da tutto lo stadio invece il minuto di silenzio dedicato alla morte della bambina di Pagliarulo, il centrale difensivo del Trapani.

   Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo a Pippo Scardina. È tornato ad essere incisivo e a regalare emozioni il centravanti azzurro. Goal del 2 a 2 a parte, si è esibito in uno dei suoi colpi speciali, la spizzata di testa, palo su cross di Liotti, una bella triangolazione al 40° del primo tempo con Mancino e Catania. Anche nella partita al Massimino del 17/12, contro la Sicula Leonzio, aveva messo in mostra, dopo aver sostituito Bernardo, la sua voglia di far bene ( un rigore procurato e l’azione più pericolosa della partita).


   Salvatore Spallina

martedì 12 dicembre 2017

SIRACUSA-JUVE STABIA 0 a 0 - EMOZIONI AL PALO, CLASSIFICA SOLIDA, PUBBLICO ASSENTE TROPPO ESIGENTE - NICOLA SEMPRE PRESENTE





   Pubblico assente, troppo esigente. E’ con questa rima che sentiamo di cominciare questo commento sulla partita Siracusa-Juve Stabia. E lo diciamo con franchezza ed anche con amarezza. Ci farebbe piacere vedere al De Simone il pubblico che meriterebbe una squadra in una posizione di classifica invidiabile, come quella del Siracusa, in questo scorcio di stagione. Le duecento presenze in più della media, ahimè, stagionale (1.700/800) hanno dato un poco di lustro a questa domenica che ricorda il mai dimenticato Nicola De Simone. Un ragazzo di Castellammare di Stabia che ha militato nel Siracusa e che con quella maglia addosso, sul campo, ha lasciato la sua giovane vita. Atleta e uomo autentico nel cui ricordo non si festeggia solo un incontro di calcio, ma tanto, tanto di più. Per molti di noi è qualcosa di più, molto di più di una semplice partita. Sono passati trentotto anni ed il suo ricordo è ancora vivo e forte. Domenica è stato un momento bello e sentito prima durante e dopo la partita, indipendentemente dal risultato. Lo stesso Nicola avrebbe meritato ancora più pubblico come in altre occasione è successo.
   Torniamo al punto. Gli spettatori restano a casa con la scusa che di partita in partita c’è qualcosa di meglio da vedere in tv, perché a turno mancano i milanisti, gli interisti, gli juventini. Nelle partite del Siracusa in casa manca quel quid, quella aspettativa per cui vale la pena andare allo stadio, oltre il fatto di essere tifosi azzurri. Mancano i goal di Pippo Scardina che oramai non accenna più, se non sporadicamente, a far pressing anche da solo, perché guardandosi intorno vede che nessuno lo segue nella sua iniziativa (perché il Siracusa di quest’anno non pratica il pressing!!). A Pippo mancano quei cross tesi dalla linea laterale che tanti bei goal gli hanno procurato nella passata stagione e che tanti tifosi hanno infervorato.  Per uno di quei goal valeva la pena pagare un biglietto e poi parlarne durante la settimana. Forse è proprio questo che manca in quest’anno calcistico. Quasi sempre le partite, tranne qualche eccezione, si concludono domenica sera o al massimo lunedì sera. Non c’è il trascinamento di belle immagini che il tifoso si porta dentro, una bella azione tecnica, di qualità superiore che ti fa andare a cercare l’amico anche al telefono, se non è venuto al campo, per riprendere una discussione il giorno dopo e magari invitarlo/costringerlo la successiva domenica, in casa, a venire a guardare i Leoni, anche se i Leoni meritano sempre di essere guardati e seguiti.                                                              
  Da questo punto di vista lo spettatore siracusano che ha giuocato al calcio o che ama il calcio tecnico, di qualità prova/trova scarse occasione per ammirare tutto ciò.  Poi l’unico calciatore che è in rosa e che ha dimostrato di averle le qualità per inventare giuoco e creare le premesse per azioni pericolose, che è Nicola Mancino, non ha ancora un ruolo definito. Questa domenica scorsa è stato schierato sulla fascia esterna dove ha reso pochissimo e da dove ha poche possibilità, per le qualità che possiede, di rendere al massimo. Infatti uscito lui nel secondo tempo il livello tecnico della squadra è calato di molto rispetto al primo tempo. Se vogliamo parlare di emozioni l’unica di tutta la gara è stata quella relativa al cross di Mangiacasale ed il tocco sottoporta di Emanunele Catania che il pipelet Branduani d’istinto manda in angolo. Per onor di cronaca, a parti invertite, nella parte finale della gara, l’incrocio dei pali di Calò, con Tomei fuori causa, è l’altra emozione di tutta la gara.

   Però mister Paolo Bianco mastica amaro, già prima della partita ed anche il giorno dopo, per la debole affluenza e per i mormorii di parte del pubblico verso la squadra. Non si capacita perché non viene tenuto nel giusto conto il fatto che questo bottino di 30 punti (quarta in classifica) è un bottino meritato, per prestazioni e per numeri di tutto rispetto. Noi siamo convinti sostenitori di mister Bianco e siamo certi che, al rientro di Turati, con un Magnani nelle migliori condizioni, e con l’affidare a Mancino un ruolo più centrale in mezzo al campo, con il 3-5-2,  nella seconda parte del campionato e nei play off saprà regalare a tutto il pubblico del De Simone quelle emozioni e quelle aspettative che anche la presidenza Cutrufo merita. Poi pensiamo che con qualche  intervento nel mercato di gennaio il sapiente Antonello Laneri saprà trovare quel tassello che manca per rendere la rosa ancora più competitiva. 



     Sono in tanti quelli che seguono il Siracusa in trasferta, ovunque, e non fanno mai mancare il calore del tifo, fra questi, in particolare c’è un piccolo gruppo, gli amici del “Club Azzurro Nicola De Simone” guidati da sempre dall’imperterrito Angelo Vinci (presidente da sempre).  

                                            

   Il “Tocco di classe” di questa partita lo assegniamo alle due tifoserie gemellate nel nome e nella memoria di Nicola De Simone.


         Salvatore Spallina