“…..il
punto non è tanto conquistare la vetta programmata ma far tesoro di tutto
quello che impareremo lungo il cammino per raggiungerla”(E. Cattaneo).
Per capire bene “lo spirito” di questo libro e farsi attraversare dallo stesso in tutte
le forme che poi assumerà, bisogna cominciare a leggerlo dalla postfazione. Poi
sistemare in alto, in modo che fuoriesca dal libro, un piccolo post-it giallo nella pagina relativa ai contatti, quindi
tuffarvisi dentro a mente libera e godere di tutti i suoi magnifici contenuti.
Nella
postfazione, Elena Cattaneo, la professoressa, da quando pubblica dei libri, ha
deciso di parlare molto di sé, della propria storia personale e professionale,
una sorta di mini romanzo di formazione. Diciamo questo perché, è molto bello leggere il suo percorso di vita e di studi e come si intrecci, in modo non
meno intenso ed interessante, con quello delle scienziate che lei ha intervistato e della
quali racconta i momenti più salienti e importanti delle loro vite e
delle loro carriere.
Obiettivo primario
di tutte, Cattaneo compresa, è la bellezza, la meraviglia della scoperta. Essa contiene molteplici
aspetti che vanno ben oltre il risultato finale. Dentro essa, se possiamo dirlo
filosoficamente, c’è un mondo. Un mondo fatto di passione, curiosità,
dedizione, voglia di comprendere, di scoprire frammenti del mistero
che ci circonda, che affascina, spinge a continuare la ricerca……e
poi, qui sta la magia e la grandezza di ogni scienziata/o che si rispetti: condividere con gli altri la propria scoperta per crescere insieme, ma anche
per avere conferma della bontà del procedimento.
Fra qualche giorno,
esattamente l'11 febbraio, ci saranno i fari puntati sulla “Giornata
internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza”, i contenuti di questo
libro sono incentrati su questi temi. Noi crediamo che gli intenti delle
protagoniste in parte si siano realizzati nelle vite
professionali, mentre le migliori aspirazioni restino proiettate nel lungo
termine verso quei valori profondi che ancora non trovano la loro giusta
realizzazione. Un passaggio sugli stereotipi di genere, il
cosiddetto gender-gap, emerge, molto bene, nell'introduzione del
libro, nella conversazione, proprio sul tema, con Camilla Gaiaschi. E a ragione: sia in EU che in Italia, c'è poco
spazio per le donne, tanto da auspicare anche "una quota donna nelle
competizioni elettorali accademiche".
Mariafelicia De
Laurentis
“Mi concentro sulle competenze e sul talento intellettuale
invece che sui pregiudizi……credo tutti possano eccellere grazie alle proprie
capacità….”
M. De Laurentis ha lavorato al progetto internazionale EHT (Event Horizon Telescope), un'equipe che ha riunito "una serie interconnessa di radiotelescopi in tutto il mondo, in allineamento perfetto. Un orologio atomico, talmente accurato che su un periodo di 100 milioni di anni può al massimo avanzare o ritardare di un solo secondo, ha scandito il tempo ed il team. Il 10 aprile del 2019, ha mostrato al mondo l'immagine di un buco nero". "Mi sono commossa - confessa alla Cattaneo -, il frutto del nostro lavoro fatto di sinergia, cooperazione, collaborazione e tanto sacrificio".
Nel marzo del 2024 gli studiosi dell'EHT hanno ottenuto un'immagine del buco nero della Via Lattea che si trova a 25.000 anni luce da noi. Studiare ed acquisire questi segreti anche tra centinaia di miliardi di galassie nell'Universo osservabile, ha un ritorno incredibile nel progresso tecnologico che ci troviamo fra le nostre mani, inconsapevolmente. Le fotocamere digitali, i sensori di immagini del nostro smartphone, quelli utilizzati nelle nostre auto, le telecamere per la videosorveglianza, le comunicazioni satellitari, l'uso del GPS, utile per la navigazione, sono applicazioni figlie di queste ricerche!!.
A noi ha colpito una riflessione che Mariafelicia ha collocato nel bel mezzo di tutte le domande cruciali intorno all'Universo dentro il quale il pensiero può provare a pensare che per l'uomo è possibile trovare il modo di essere felice.
Simona Lodato
"Conoscere l'ignoto che ci abita....immaginare l‘impossibile, attivare il pensiero out of the
box" (fuori dagli schemi)
S. Lodato è convinta che la via più giusta nell'investigare, come "pioniere ignoto nello Spazio" sia quella di abbandonare "aspettative e preconcetti....". Continuare a lavorare con ciò che non si vede, perchè, a suo modo funziona ed affascina, per continuare "a mappare la composizione cellulare della corteccia cerebrale, controllare le nostre funzioni cognitive, investigare i meccanismi molecolari che ne guidano lo sviluppo...... e poi ancorarsi alle certezze scientifiche".
Questo gran lavoro ha come fine l'osservazione del cervello umano adulto e in sviluppo "per identificare i percorsi deviati alla base delle condizioni patologiche". Il suo lavoro si è arricchito scientificamente con le collaborazioni all'estero, in particolare con quello svolto ad Harvard, presso lo Harvard Stem Cell and Regenerative Biology Department, " sui meccanismi che controllano l'interazione tra le cellule nervose durante lo sviluppo e che influenzano la suscettibilità a diverse malattie".
Poi gli studi avanzati sugli "organoidi celebrali" - dice Simona - "ci danno la possibilità di sviluppare piani farmacologici o terapeutici per diverse malattie". L'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e Humanitas University sono suoi punti fermi di riferimento, ma proficuamente continua la collaborazione con "colleghi in settori apparentemente lontani come biomedicina ed ingegneria tramite tecniche di bioprinting in 3D".
Miriam Melis
"....è importantissimo capire se c'è qualcosa che non va nella preadolescenza, in modo da rendere resistenti a eventi avversi (quali stress, traumi, e sostanze di abuso) coloro che sono a rischio" - “Mi è capitato spesso di essere l’unica relatrice donna in un simposio durante un congresso scientifico”
Entrare in un laboratorio e innamorarsi della ricerca. È proprio questo quello
che è successo a Miriam Melis. Infatti
lei aveva dato, idealmente, al suo papà la risposta alla domanda
ricorrente: cosa ti rende felice? Quello che sto facendo, essere una ricercatrice scientifica, questo lavoro mi sta rendendo felice.
Quando, dopo i primi percorsi di studi fra Sicilia ed Abruzzo e la laurea, le viene offerta l’opportunità, nella sua Cagliari, di far parte di un gruppo di ricerca nella scuola di farmacologia, Miriam abbraccia con entusiasmo le neuroscienze e si appassionerà viepiù al suo lavoro di elettrofisiologa. Infatti dentro la sua specializzazione rientrano gli studi della dopamina, una molecola “implicata nella regolazione di diverse funzioni cerebrali, incluse quelle motorie, e delle tossicodipendenze”. Il suo campo di
ricerca è relativo a certi disturbi mentali come effetti secondari nell’assunzione
di certe sostanze ed al fatto che il suo campo d’indagine venga trascurato perché
borderline e ad appannaggio di gruppi di potere o di implicazioni
socio-politiche per cui la stessa informazione la mette ai margini dei suoi
circuiti.
Miriam con l'equipe del prof. Gian Luigi Gessa porta avanti gli studi nelle neuroscienze che si stanno lasciando alle spalle le risposte su quel campo relative agli anni novanta. I sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici prodotti dagli abusi anche della cannabis erano entrati nel manuale statistico e diagnostico(DSM). "Fino ad allora il tossicodipendente era visto come un individuo debole, un vizioso, che non voleva davvero smettere, perché altrimenti con la forza di volontà ci sarebbe riuscito". Forza di volontà e autocontrollo "non sono interruttori che possiamo accendere e spegnere a piacimento.....ci sono precisi circuiti predisposti a tale scopo...affinché le specie siano preservate". Con le nostre ricerche "stavamo riscrivendo i libri.....su cui avevamo studiato qualche anno prima".
Alessandra Gentile
“Se non ci fosse l’innovazione non ci
sarebbe agricoltura”
Alessandra è professoressa ordinaria di Arboricoltura all'Università di Catania, ha a cuore la protezione dei frutti del Mediterraneo. Certo nell'innovazione nell'agricoltura ci crede!! Infatti non si è arresa davanti agli ostacoli che da tempo la politica italiana mette in campo per fermare le sue ricerche. Avrebbe voluto sperimentare in un
campo delle piante geneticamente modificate per combattere il malsecco (la malattia dei limoni). "Malusiccu
n’avemu?", è la battuta che circola fra gli imprenditori agrumicoli siciliani, ma "i governi di ogni colore, senza alcuna ragione scientificamente fondata lo hanno impedito".
".....agrumi, vite, carrubo, mandorlo, olivo. Con il mio gruppo di ricerca ci occupiamo anche di caratterizzazione molecolare, di studi di genomica, applicazioni per la tracciabilità delle produzioni, valorizzazione della biodiversità ancora presente". "In un agrumeto...se impiantato da molti anni, è possibile che si trovino delle branche mutate i cui frutti hanno caratteristiche mutate rispetto al resto della pianta".
È così che sono stati selezionati moltissimi cloni di arancio Tarocco.......impiantando i più idonei in funzione degli ambienti di coltivazione". Utilizza cellule e tessuti in vitro per la realizzazione di programmi di miglioramento genetico mediante biotecnologie....per superare il collo di bottiglia per l'applicazione di moderne tecniche". Fino a giungere a dover sperimentare e far concludere in Cina, dove non è presente il malsecco, l'eventuale acquisita resistenza al fungo che causa questa malattia".
Veramente interessante è la lettura intorno a "Ris8imo", raccontata dalla Gentile, una varietà di riso geneticamente modificato, realizzato dalla prof.ssa Brambilla, ricercatrice dell'Univ. di Milano, finalmente autorizzato alla sperimentazione sul campo e....ignoti ecoterroristi (sic!) devastano il campo, appena due giorni dopo, ma diverse piantine si sono salvate....e la sperimentazione continua.
Costanza
Miliani
"Svelare l'invisibile"
Può sembrare magia, ma non non lo è, il MOBLAB. Un laboratorio mobile, che porta la chimica nei beni culturali. La sua creazione scientifica. Così la direttrice dell'Istituto di Scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale per le ricerche (CNR), Costanza Miliani, inventa una sorta di metodo innovativo di studio del nostro patrimonio artistico. Bisogna invertire le parti. Invece di portare le opere in laboratorio per esaminarle, bisogna portare il laboratorio nei luoghi del patrimonio artistico e prenderle in esame.
Poi "la scienza dei materiali", aiutata da un modo nuovo di intendere la chimica ci aiuterà ad aprire nuovi varchi temporali per arricchire le ricerche archeologiche e storico-artistiche. Ci aiuterà a comprendere la genesi di opere e materiali. Si potranno ricostruire particolari fino ad allora sconosciuti e comprendere cosa abbia portato l'artista a dare quel particolare tocco di pennello, a scoprire quale particolare messaggio voleva trasmetterci o perchè il tocco successivo, nello stesso punto, ha reso quell'opera immortale.
Così i colori più reconditi di un blu di un quadro di Raffaello possono essere scoperti nel loro nucleo originale attraverso alcune molecole di CO2, con la "spugna sodalitica". Lo strumento sarebbe in grado di aiutarci a decifrare i dettagli. E magari da un particolare come questo si può risalire al lampo di genio che ebbe l'artista in quell'istante, quando andò a modificare il tocco che in precedenza aveva impresso in quel punto dell'opera.
Catalina Oana Curceanu
” I fallimenti , se ci sono stati, me li sono dimenticati"
Queste parole di Catalina, nella mente della Cattaneo, sembrano fare il paio con quelle a lei ben note e molto care di Rita Levi-Montalcini "… le difficoltà me le sono scrollate di dosso come acqua sulle ali di un’anatra”. Sembra proprio il giusto atteggiamento da tenere nei momenti di grande difficoltà cui una scienziata può andare incontro e che a molti giovani studiosi potrebbero tarpare le ali o scoraggiarli fino a mollare. "I fallimenti ci sono sempre stati, se ci sono stati, me li sono dimenticati", appunto.
Nel laboratorio sotto le montagne del Gran Sasso, dove con altri esploratori dell'Universo "svolgiamo meravigliosi esperimenti", il posto di ricercatrice se l'è conquistato con lo studio, il lavoro, l'abnegazione con la quale aveva cominciato la sua esperienza di studio in un liceo in Romania. Poi con la fisica quantistica all'Università, sempre in Romania. Nel 1991, all'Istituto nazionale di fisica nucleare, una borsa di studio le consentiva di restare a studiare per un mese. Ebbene da allora " ho trascorso più anni in Italia che in Romania......mi sento profondamente europea e cittadina del mondo".
Oggi è dirigente di ricerca nella sede di Frascati e lavora anche ai laboratori del Gran Sasso, (in Abruzzo, a L'Aquila), scrive la Cattaneo. La fisica quantistica continua ad affascinarla, anche noi ne siamo "presi". Sa che i successi nella ricerca si condividono: "un buon gruppo di ricerca è come un'orchestra: non solo devono essere tutti bravi a suonare, ma devono saperlo fare insieme..... i fenomeni quantistici sono come una sinfonia".
E poi se ai congressi di fisica " ci si arriva tutti ben vestiti, gentili, educati e si finisce spesso a un passo dal lanciarsi le sedie", è presto detto: fa parte del miglior metodo scientifico, cioè "mettere costantemente in discussione ogni certezza, anche quelle a cui si è più affezionati", suggerisce la Cattaneo.
Alessandra
Mascaro
Margaret Mead: "aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia" - Un video mostra che Suzee cura la ferita di Sia -
Le mangrovie, gli acquitrini, la foresta del parco del Loango, in Gabon, sono state e sono un suo preciso punto di riferimento da studiosa. Nella vita, a dire il vero la sua prima esperienza sul campo, per Alessandra Mascaro, fu la campagna calabrese; "passavo molto tempo a osservare e nutrire animali", racconta ad Elena Cattaneo, poi il tirocinio per la tesi di laurea in Scienze naturali all'Università di Bologna. Al centro di ricerca di Monte Adone avvenne il primo incontro con gli scimpanzé. Poi la specialistica in Biologia evoluzionistica a Padova.
A seguire l'esperienza di Loango e la collaborazione con vari team di una ONG legata alle Università di Osnabruck e di Bochum, in Germania. Il tema su cui la discussione è aperta, anche con i suoi contributi, parte dalla osservazione, con il relativo dibattito scientifico, sulla scoperta che degli scimpanzé feriti sono stati aiutati, nella "cura" di parti del corpo ferite, da altri membri del gruppo. Un particolare: è normale saper selezionare, fra i tanti insetti, quelli "giusti"?, "catturarli"? e, dopo averli appoggiati alla bocca, applicarli sulla parte ferita del corpo?. L'operazione si è ripetuta ed altri individui del gruppo si avvicinavano per "osservare". Ci sono gli scimpanzé dottori? si potrebbe dire provocatoriamente!!! Dicevamo il dibattito è aperto come si sostiene nel libro.
"Collaboriamo con un team di esperti genetisti, tassonomisti, e biochimici in grado di svolgere analisi più mirate sui campioni collezionati, e con un team di esperti botanici per l'identificazione delle specie vegetali che gli scimpanzé utilizzano per pulire le ferite".
Maria Giovanna Durante
Studiare la liquefazione del terreno nel perdurare delle scosse del
suolo serve ad imparare a conoscere l'elemento su cui gli uomini costruiscono
edifici. Conoscerla per poter “superare indenni i terremoti del futuro”.......e la paura
Però può avvenire il miracolo, un miracolo scientifico, senza bisogno di sentirsi "come Dei": la struttura in elevazione che sta nelle sabbie mobili non subisce danni.
Le tante esperienze pregresse sono state oggetto di studi ed approfondimenti, dai terremoti della California, a quelli della Nuova Zelanda, al Giappone. "Anche in Italia abbiamo avuto fenomeni di liquefazione: l'ultimo in ordine di tempo si è verificato a seguito del terremoto del 2012 in Emilia Romagna, dove intere aree ne sono rimaste interessate, e in alcune di queste si è generato anche un significativo lateral spreading (perdita di resistenza)".
Naturalmente tanti altri elementi importanti ed interessanti, raccolti negli incontri tra Maria Giovanna Durante, ingegnera che studia la terra, ed Elena Cattaneo, i lettori li troveranno nel libro. Noi vogliamo solo accennare ad alcuni elementi chiave. Il primo, "c'è bisogno di superare indenni molti terremoti in futuro, affinché un giorno, li si possa considerare come eventi non distruttivi", poi il ricorso alle ultime risorse tecniche, come AI (intelligenza artificiale), i super computer, i satelliti, la ricostruzione in 3D, i droni.
Lei è una scienziata che il mondo ci invidia, fra tante opzioni possibili all'estero ha scelto l'Università della Calabria, a Cosenza. Le
linee guida antisismiche del "modello Durante" sono state applicate alla costruzione dell’Intuit Dome, la nuova arena della squadra di basket dei Los Angeles Clippers, nel
sobborgo di Inglewood, a Los Angeles, in California.
Silvia Ferrara
Dopo la parola, la
mancanza di armonia dentro i gruppi primitivi ha spinto le donne e gli uomini
ad inventare la scrittura come strumento cui associare le immagini e
l’immaginazione
Noi uomini parliamo da 150.000 anni, scriviamo da soli 5.000 anni. Gli studi e le ricerche di S. Ferrara ci aiutano ad abbattere, in un colpo solo, i primati, gli egoismi e quant'altro la presunzione umana pone fra sé, la ricerca della verità e della bellezza.
Silvia, filologa classica, insegna filologia micenea e civiltà egee all'Università di Bologna. I suoi studi scientifici sulla origine del bisogno della comunicazione scritta sgombrano il campo dal primato empirico che le invenzioni umane siano SOLO il frutto di esigenze pratiche col fine di migliorare e meglio realizzare la propria persona.
Per esempio alcune tavolette ritrovate nell'Isola di Pasqua in Nuova Guinea, datate intorno al XV secolo, attraverso la tecnica al radiocarbonio, ancora da decifrare, possono dirci qualcosa di diverso da quello che ci potremmo attendere, visto che la prima presenza europea sull'isola è avvenuta non prima del 1722.
Poi ancora ci dice che "Creta ha ben tre scritture non ancora decifrate". Nel mondo ce ne sono una dozzina. Nel lavoro che Silvia Ferraro continua a svolgere ci sono i contributi avanzati di deep learning, una tecnica con modelli 3D, con l'uso di un laser scanner potentissimo. In particolare sulla scrittura dei numeri, in sospeso da 120 anni, per capire che valore matematico avessero i segni con cui la Lineare A indica le frazioni". C'è voluta la collaborazione di ingegneri, linguisti, archeologi, informatici, anche " per 16 ore di seguito, senza pause, da remoto e da vicino (ma con le mascherine, visto che si era in piena pandemia)".
Lei parte dall'assunto che " la necessità non è quasi mai la madre dell'invenzione" e cerca di condurci per mano verso la consapevolezza che "la scrittura nasce come sperimentazione, è una scintilla. È l'omofonia che permette di estendere il sistema grafico. La gestione delle città o i sistemi di rendicontazione arrivano dopo". Come a dire - sostiene - "condividere e comunicare viene prima di amministrare".
Quando una parola scritta rinvia, vogliamo dire noi, va a suscitare una visione mentale, qualcosa che assomiglia all'interazione fra la parola scritta e l'immagine correlata, vista nella mente. Lo scritto non contiene l'immagine ma la suscita ed è un evento senza eguali.
Vincenza Colonna
“Dalla lettura del DNA la chiave per una medicina personalizzata”
(un sogno!!!!)
Vincenza è una genetista ed esperta bioinformatica, specializzata in genetica della popolazione. Continua a lavorare sullo studio del "pangenoma", una sorta di rivoluzione atta a descrivere la variabilità della specie umana. Un progetto che conta sulla collaborazione di più di cento scienziati di ogni parte del mondo e che ha potuto contare su una spesa di diversi miliardi di dollari. Partita dal Consiglio Nazionale per le Ricerche di Napoli, con cui ancora adesso collabora, oggi Vincenza Colonna è "professoressa associata nel dipartimento di Genetics Genomics and Informatics della University of Tenessee (USA) e dirige la biobanca di oltre quindicimila campioni di DNA raccolti nella multiculturale città di Menphis".
Gli studi di Vincenza sono finalizzati a cercare il motore dell'evoluzione, ovvero le mutazioni del genoma "perchè siamo esseri mutanti" e la genomica permette di osservare l'evoluzione senza una ipotesi a priori. I sequenziatori (strumenti informatici) "leggono, una per una tutti i 3,2 miliardi di lettere che in successione formano il genoma. Un patrimonio ben più vasto rispetto ai 30.000 geni che stanno dentro di noi. Le lettere in specifiche posizioni differiscono da individuo a individuo, circa 4-5 milioni e possono determinare un tratto fisico, un rischio maggiore o minore di contrarre una malattia, condizionare la risposta ai farmaci".
Prima di chiudere questa lunga recensione volevamo porre l'accento sulla incomprensione che si riscontra nel dibattito pubblico quando la ricerca deve far ricorso al contributo degli animali nella sperimentazione.
Se oggi si curano malattie infettive mortali, si attenuano
dolori lancinanti, si stabilizza l'umore dei malati, si portano a
remissione alcune forme di cancro, si salvano le vite di tante persone, lo si deve al lavoro svolto anche sugli
animali, diciamolo a chiare lettere. Moltissimi sconoscono l’amore che i ricercatori ci mettono nell’allevarli e quale compassione provano quando questi piccoli amici, a seguito di alterne vicende di
collaborazioni, li lasciano.
I contenuti di questo libro li abbiamo spesso associati ad un verso di questa bellissima canzone di Pino Daniele, dedicata ad una città che ha saputo e sa racchiudere dentro di sé il concetto di “scoperta”. La canzone è “Napule È , il verso, “Napul’è mille culure”. A noi, fra le decine di interpretazioni, di versioni, di arrangiamenti piace questa: https://www.youtube.com/watch?v=Z0OMIKVHhrE - Pino Daniele – Napule E' (feat. Mina)
Salvatore Spallina
Elena Cattaneo, farmacologa e biologa, è Accademica dei
Lincei e docente all'Università degli Studi di Milano, dove dirige il
laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie
neurodegenerative. Ha pubblicato più di
duecento articoli scientifici sulla Corea di Huntington, malattia
neurodegenerativa sulla quale lavora con l’obiettivo di rallentarne il decorso o
bloccarne l’insorgenza. Nel 2013 è stata nominata senatrice a vita, terza donna
dopo Camilla Ravera e Rita Levi-Montalcini. Ha pubblicato, in
collaborazione con José De Falco e Andrea Grignolio, “Ogni giorno.
Tra scienza e politica”, Edizione Mondadori; “Quasi un compleanno”,
Il Leggio - Libreria Editrice; “Armati di scienza”, “Scienziate”, Raffaello
Cortina Editore.
Note: le scienziate in ordine di presentazione nel libro:
Mariafelicia De Laurentis - mariafelia.delaurentis@unina.it
Simona Lodato - simona.lodato@hunimed.eu
Miriam Melis - myriam@unica.it
Alessandra Gentile - alessandra.gentile@unict.it
Costanza Miliani - costanza.miliani@cnr.it
Catalina Oana Curceanu - catalina.curceanu@lnf.infn.it
Alessandra Mascaro - alessandra.mascaro@uni-osnabrueck.de
Maria Giovanna Durante - mariagiovanna.durante@unical.it
Silvia Ferrara - s.ferrara@unibo.it
Vincenza Colonna - vincenza.colonna@igb.cnr.it